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Salvo
intoppi, dovrebbe andare così: il Consorzio di bonifica
regolarizzerà le pendenze arretrate e manterrà la concessione
per garantire il deflusso delle acque. Il Comune dragherà lo
Stombi con i soldi messi a disposizione dalla Regione.
Contemporaneamente, proseguirà l’iter per conseguire la consegna
gratuita della foce ed individuare i partners privati che
garantiranno la sicurezza del canale. Da trasformare, in un
futuro prossimo, in porto - canale. I dettagli, soprattutto
quelli tecnici, saranno precisati nei prossimi giorni. In
cronaca finisce intanto la volontà politica che a tarda ora
l’assemblea consiliare mette nero su bianco all’unanimità.
Racconto d’una seduta del consiglio comunale. Storica, perché un
anno fa, prima che la magistratura scoperchiasse il pentolone
dello Stombi, nessuno avrebbe mai potuto immaginare un tale
mutamento di prospettiva, con il dispettoso rigagnolo candidato
a divenire almeno porto canale. La riunione comincia con
ritardo. Due ore buone, che i capigruppo consiliari impiegano
per limare la delibera avanzata dall’ex sindaco Franca Peruzzi,
consigliere della Margherita, e sostenuta dal diessino Luigi
Adduci. La proposta ha il pregio di plasmare su carta la
mediazione sbocciata qualche ora prima a Cosenza, dal confronto
tra i sindacati, il presidente della Provincia, Mario Oliverio,
ed il sindaco di Cassano, Gianluca Gallo. La maggioranza
centrista converge sull’iniziativa peruzziana. Si taglia e si
cuce, per dar forma all’abito che poi l’assemblea indosserà, sia
pur con qualche piega.
Inizia il dibattito. In sala si riconoscono i volti della
fatica: sono gli operai dei Cantieri nautici, da mesi in cassa
integrazione, ed i lavoratori dell’indotto che ruota attorno
alla sempre più fragile economia dei laghi di Sibari. Franca
Peruzzi presenta il provvedimento che reca la sua firma e
critica l’amministrazione comunale, dice, <<per il tempo perduto
invano>>. Il socialista Gianni Papasso attacca: <<La maggioranza
si è aggrappata ad una proposta delle minoranze, che noi
voteremo per evitare di non suonare come voce fuori dal coro, ma
di cui non vediamo l’utilità. Il Comune avrebbe dovuto farsi
carico dello Stombi. Il sindaco, vestendosi d’autorità, magari
emanando un’ordinanza, avrebbe dovuto liberare il canale dalla
sabbia>>. Concetti similari echeggiano nell’intervento del
socialriformista Stefano Petrosino. Ma la maggioranza non ci
sta. E prima con Mimmo Lione, quindi con Giuseppe Gallo,
risponde per le rime. <<Non condividiamo – dicono i due –
atteggiamenti che appaiono in contrasto con la legalità e
richiamano metodi che hanno mal ridotto Cassano>>. <<La strada
dell’ordinanza>>, s’aggancia Adduci, <<è giuridicamente
impercorribile>>. Ma ce n’è pure per il centrodestra. Aggiunge
infatti l’esponente diessino: <<La recente lettera d’indirizzo
della Regione Calabria presenta gravissime inesattezze, sintomo
di intollerabili incursioni privatistiche>>. Poi, per la prima
volta, risuona in un contesto ufficiale la parola tabù:
demanializzazione. <<Ricondurre il porto turistico al demanio
marittimo sarà la nostra battaglia>>, conclude Adduci. Resta
spazio per la replica finale del sindaco. Che respinge le accuse
d’immobilismo, rivendica risultati importanti, ribadisce impegno
e dedizione per la risoluzione della problematica. Apprezzando
<<il senso di responsabilità>> delle opposizioni e lodando la
<<serietà istituzionale>> della Provincia.
Si vota. All’unanimità, il consiglio comunale di Cassano indica,
per la prima volta, un percorso da seguire per ripristinare
legalità e navigabilità sullo Stombi.
Gianpaolo Iacobini |