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<<Non sapevo che Cassano avesse pagato un così duro prezzo per
la libertà d’Italia. Apprenderlo mi ha procurato una forte
emozione, convincendomi che oggi più che mai sia necessario
coltivare gli aridi terreni della memoria>>.
Nino Rubini racconta al telefono ciò che ha provato sfogliando
le pagine in cui, appena ieri, la luce del ricordo esaltava
l’eroismo di quattro cassanesi, i soldati semplici Domenico
Ferrari, Giuseppe Alario e Salvatore Forestieri ed il capitano
Giuseppe Di Giacomo, nel settembre del 1943 trucidati dai
nazisti sull’isola greca di Cefalonia. Fatti e circostanze che
il segretario della Camera del lavoro di Cassano, di salde
radici castrovillaresi, ignorava. <<Sapevo di alcuni partigiani
castrovillaresi fucilati dai tedeschi – conferma – ma non
conoscevo questa bella e dolorosa pagina di storia. Ai cassanesi
dico: fatela vostra>>.
Comincia così una riflessione sul senso del passato e della
memoria. <<L’identità storica d’una collettività – sostiene
Rubini – va conservata. Quelli che si sono immolati nel nome
della Patria, della libertà e dell’uguaglianza, vanno ricordati
e citati ad esempio. Contrariamente a quanto in genere si è
portati a ritenere, la Liberazione del Paese dall’oppressore
nazi – fascista non è stata soltanto opera dei partigiani attivi
nel nord Italia, ma anche nelle nostre regioni meridionali vi
sono stati uomini valorosi che per la democrazia non hanno
esitato a morire>>. Tra costoro, sottolinea il patron della
Camera del lavoro, anche quei tanti eroi artefici della
Resistenza silenziosa, rimasti fedeli al Re ed alle istituzioni,
comunque impegnati a combattere la tirannia e la schiavitù del
nazismo e del fascismo. Così i militari italiani massacrati dai
nazisti a Cefalonia. Così i soldati Ferrari, Alario, Forestieri
ed il capitano Di Giacomo. <<Lo ripeto>>, ribadisce Rubini.
<<Nell’apprendere del loro eroismo, mi sono emozionato. Quegli
uomini sono la parte migliore di questa comunità spesso
infangata dalla crisi presente>>. Seguono, inevitabilmente,
proposte. Tutte inserite nel solco del ricordo. <<Mi rivolgo a
chi di competenza>>, dice Rubini. <<Anzitutto, sarebbe utile
capire quali sentimenti e valori animassero i nostri caduti di
Cefalonia. E poi, per non dimenticare, credo sarebbe opportuno
dedicare loro una piazza, o almeno scolpirne i nomi su una targa
da apporre al monumento riservato ai caduti di tutte le
guerre>>.
Contro l’oblio: la Resistenza continua.
Gianpaolo Iacobini |