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Martedì 26 Aprile 2005

Cassano - «E' stato fatto il possibile, semmai si dovrebbe guardare al passato» - «Attacchi senza ragione» - Lione (Udc) difende la politica finanziaria di Gallo


La maggioranza rompe il silenzio. E' Mimmo Lione, capogruppo dell'Udc, partito di maggioranza relativa, nonché partito del sindaco, a prendere carta e penna e difendere l'amministrazione Gallo dagli attacchi concentrici lanciati, nei giorni scorsi, dal capogruppo della Margherita, Franca Peruzzi, e dal capogruppo dello Sdi, Gianni Papasso, nei confronti del governo cittadino, accusato di "un immobilismo sconcertante" nell'affrontare la drammatica situazione finanziaria.
Ad aprire la discussione sulla questione finanziaria, a dire il vero, era stato Pino Clausi, consigliere di maggioranza, ma aderente al circolo della Margherita di Sibari. Il neo diellino, in una nota, dopo aver sostenuto che col passare degli anni la situazione finanziaria dell'Ente si era aggravata e criticato, velatamente, il comportamento della commissione straordinaria di liquidazione, si era posto alcuni interrogativi su come fronteggiare la delicata situazione finanziaria. Interrogativi che a dire della Peruzzi dimostravano "che l'attuale maggioranza non solo non ha una linea politica, ma non ha neppure ancora affrontato al suo interno una discussione sulle modalità con cui affrontare la problematica finanziaria".
Adesso è la volta di Mimmo Lione. Il capogruppo uddiccino sostiene che, per non continuare ad alimentare confusione, "sulla gestione finanziaria del Comune vanno tenuti distinti i fatti dalle parole. I fatti dicono che l'amministrazione comunale, appena insediatasi, ha dapprima regolarizzato la domanda di accesso al mutuo integrativo e subito dopo approvato il bilancio per l'anno 2004, prevedendo la contrazione di un mutuo di 5 milioni di euro da trasferire alla Commissione straordinaria di liquidazione che, reinsediatasi, avrebbe dovuto avviare transazioni con i creditori". Il capogruppo uddiccino ricorda che il sindaco Gallo e la maggioranza, "a chi sollecitava il Prefetto a procedere allo scioglimento del Consiglio Comunale, rispondeva con la predisposizione del rendiconto per l'anno 2003, cercando di riportare chiarezza e trasparenza nei conti dell'Ente attraverso l'eliminazione di una serie di residui attivi e passivi insussistenti, con l'inventariazione, la sistemazione e la gestione di un contenzioso completamente fuori controllo e foriero di un nuovo dissesto finanziario, il riconoscimento e pagamento dei debiti fuori bilancio sorti in epoca successiva alla dichiarazione del dissesto e con l'adozione della manovra di salvaguardia degli equilibri di bilancio. Quando invece qualcuno si rivolgeva al Presidente della Repubblica denunciando virtuali irregolarità altrui, dimenticandosi delle proprie gravissime responsabilità, - continua l'uddiccino Lione - l'amministrazione comunale centrava l'obiettivo del rispetto del patto di stabilità per l'anno 2004, pur avendo ereditato una situazione di cassa disperata". Alla fine, Lione annuncia che "quando la manovra finanziaria per l'anno 2005 sarà varata tutti potranno verificare chi è "senza idee" e chi è affetto da "immobilismo sconcertante", tanto da suggerire procedure che la legge neppure consente".
L'esponente centrista non si esime dal ricordare "a chi ha la memoria corta, che ciò che è davvero sconcertante è quella massa debitoria che ha fatto di Cassano il comune più fallito d'Italia, mentre la mancanza di linea politica ha caratterizzato le amministrazioni di chi tanto avrebbe potuto fare e nulla ha fatto per il risanamento finanziario reale dell'Ente, per cui ora si pretenderebbe che l'amministrazione in carica facesse in pochi mesi ciò che non è stato fatto nel corso di ben dodici anni".

Antonio Iannicelli

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