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La
maggioranza rompe il silenzio. E' Mimmo Lione, capogruppo dell'Udc,
partito di maggioranza relativa, nonché partito del sindaco, a
prendere carta e penna e difendere l'amministrazione Gallo dagli
attacchi concentrici lanciati, nei giorni scorsi, dal capogruppo
della Margherita, Franca Peruzzi, e dal capogruppo dello Sdi,
Gianni Papasso, nei confronti del governo cittadino, accusato di
"un immobilismo sconcertante" nell'affrontare la drammatica
situazione finanziaria.
Ad aprire la discussione sulla questione finanziaria, a dire il
vero, era stato Pino Clausi, consigliere di maggioranza, ma
aderente al circolo della Margherita di Sibari. Il neo diellino,
in una nota, dopo aver sostenuto che col passare degli anni la
situazione finanziaria dell'Ente si era aggravata e criticato,
velatamente, il comportamento della commissione straordinaria di
liquidazione, si era posto alcuni interrogativi su come
fronteggiare la delicata situazione finanziaria. Interrogativi
che a dire della Peruzzi dimostravano "che l'attuale maggioranza
non solo non ha una linea politica, ma non ha neppure ancora
affrontato al suo interno una discussione sulle modalità con cui
affrontare la problematica finanziaria".
Adesso è la volta di Mimmo Lione. Il capogruppo uddiccino
sostiene che, per non continuare ad alimentare confusione,
"sulla gestione finanziaria del Comune vanno tenuti distinti i
fatti dalle parole. I fatti dicono che l'amministrazione
comunale, appena insediatasi, ha dapprima regolarizzato la
domanda di accesso al mutuo integrativo e subito dopo approvato
il bilancio per l'anno 2004, prevedendo la contrazione di un
mutuo di 5 milioni di euro da trasferire alla Commissione
straordinaria di liquidazione che, reinsediatasi, avrebbe dovuto
avviare transazioni con i creditori". Il capogruppo uddiccino
ricorda che il sindaco Gallo e la maggioranza, "a chi
sollecitava il Prefetto a procedere allo scioglimento del
Consiglio Comunale, rispondeva con la predisposizione del
rendiconto per l'anno 2003, cercando di riportare chiarezza e
trasparenza nei conti dell'Ente attraverso l'eliminazione di una
serie di residui attivi e passivi insussistenti, con l'inventariazione,
la sistemazione e la gestione di un contenzioso completamente
fuori controllo e foriero di un nuovo dissesto finanziario, il
riconoscimento e pagamento dei debiti fuori bilancio sorti in
epoca successiva alla dichiarazione del dissesto e con
l'adozione della manovra di salvaguardia degli equilibri di
bilancio. Quando invece qualcuno si rivolgeva al Presidente
della Repubblica denunciando virtuali irregolarità altrui,
dimenticandosi delle proprie gravissime responsabilità, -
continua l'uddiccino Lione - l'amministrazione comunale centrava
l'obiettivo del rispetto del patto di stabilità per l'anno 2004,
pur avendo ereditato una situazione di cassa disperata". Alla
fine, Lione annuncia che "quando la manovra finanziaria per
l'anno 2005 sarà varata tutti potranno verificare chi è "senza
idee" e chi è affetto da "immobilismo sconcertante", tanto da
suggerire procedure che la legge neppure consente".
L'esponente centrista non si esime dal ricordare "a chi ha la
memoria corta, che ciò che è davvero sconcertante è quella massa
debitoria che ha fatto di Cassano il comune più fallito
d'Italia, mentre la mancanza di linea politica ha caratterizzato
le amministrazioni di chi tanto avrebbe potuto fare e nulla ha
fatto per il risanamento finanziario reale dell'Ente, per cui
ora si pretenderebbe che l'amministrazione in carica facesse in
pochi mesi ciò che non è stato fatto nel corso di ben dodici
anni".
Antonio Iannicelli
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