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Tremonti torna e non si smentisce con la sua provocatoria
ipotesi di vendere le spiagge, per garantire i finanziamenti al
Mezzogiorno.
Ai tanti interventi di critica nei confronti del vice-premier,
si aggiunge quello di Vincenzo Farina, presidente regionale
della Fiba-Confesercenti, cittadino e imprenditore a Roseto Capo
Spulico. Il referente regionale della Federazione Italiana
Imprese Balneari, in una nota ricorda che "già con la
Finanziaria 2004 Tremonti ha lasciato traccia di se con
l'aumento del 300% sui canoni del Demanio marittimo, pagati
dalle imprese turistiche che operano in regime di concessione".
Farina sottolinea che tale manovra "rappresenta un colpo mortale
per le imprese turistiche che operano in Calabria. Il maggior
costo derivante dallo spropositato aumento dei canoni demaniali,
mentre per altre Regioni è possibile traslarlo sul costo dei
servizi di spiaggia, in Calabria diventa improponibile per le
diseconomie esterne che di per sé ci rendono poco competitivi".
Dunque, il nostro turismo balneare diventa doppiamente
discriminato perché o si aumentano i costi dei servizi di
spiaggia oppure gli imprenditori si fanno carico della maggiore
spesa, rischiando di dover chiudere l'attività. Vincenzo Farina
ritiene la "provocazione" di Tremonti possibile di un disegno
capace di fare "pulizia del mercato" ovvero, "significherebbe
eliminare le micro e piccole imprese turistiche nate nella
nostra Regione, per far posto a grandi investitori o gruppi
finanziari che sulle verrebbero a fare buoni acquisti".
f. m
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