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Mercoledì 21 Dicembre 2005

Cassano - Nuova Csl per la riapertura del dissesto finanziario seconda fase. A farne parte un commercialista di Castrovillari.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 22.12.05  h. 22.30

Pronto al via la fase-2 del Dissesto finanziario comunale. O meglio, la fase del Dissesto-2. È attesa a ore il decreto del ministero dell’Interno per la nomina ufficiale dei tre componenti della nuova Commissione straordinaria di liquidazione (Csl) che avrà il compito di riaprire i conti comunali appunto per il Dissesto-2.
Il Comune ha già indicato il membro di sua competenza. Si tratta di un commercialista di Castrovillari, sul quale però il riserbo degli amministratori è inspiegabilmente assoluto. Contattato personalmente, il sindaco Gianluca Gallo ha ammesso di avere effettuato la nomina ma non ha voluto fare né nome né cognome del professionista prescelto. Ancor più abbottonato l’assessore comunale alle Finanze, Anthony Gioia. È inevitabile chiedersi le ragioni di tanto riserbo. In fin dei conti si tratta di un nome che già conoscono in molti, e che perdippiù sarà pubblico prestissimo. Tanto silenzio costringe a pensare male.
Questa sorta di Dissesto secondo atto scatta grazie all’intervento del governo nazionale che nei fatti ha riaperto i conti municipali con la speranza (per il Comune) di coinvolgere nella massa passiva del Dissesto debiti che erano rimasti fuori dal Dissesto-1 chiuso nell’ultima fase della sindacatura Senise, nel 2003. In questa maniera ci potranno essere vantaggi per le casse comunali sgravate da debiti altrimenti pronti a diventare esecutivi e quindi a pretendere il pagamento, a tutti i costi.
È stata l’amministrazione Gallo a credere caparbiamente in questa strada per la soluzione del problema e quindi a spingere per l’insediamento di una nuova Csl. Molto critica su questa scelta è stata invece l’opposizione, la quale ritiene si tratti solo di un allontanamento senza soluzione del problema. Che resta in tutta la sua interezza. Tra i più duramente e anche sarcasticamente scettici l’ex sindaco, anche lui di centrodestra, Roberto Senise. Ma da dove parte la telenovela Disseto?
Tutto comincia il 5 ottobre 1992, quando il consiglio comunale approva la dichiarazione dello stato di dissesto. Il 25.5.93 un decreto del presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro nomina la prima Commissione straordinaria di liquidazione che lavora per 10 anni pagando solo i debiti privilegiati (in testa dipendenti e professionisti). Nel 2002 il malloppo conclusivo va al ministero dell’Interno. La “massa attiva” (crediti, immobili comunali e un presunto fondo cassa) è 10.721.999 euro, cui vanno sottratti 650.208 euro quale pagamento del lavoro della Commissione. Rimangono 10.066.790 euro. La “massa passiva” (debiti inseriti nel Dissesto) è 16.409.208 euro e quindi mancano 6.342.418 euro. Lo Stato concede un mutuo di 4.667.951 euro, lasciando “scoperti” 1.674.467 euro. Cui vanno aggiunti debiti non inseriti nel Dissesto: oltre 4 milioni di euro. Senza considerare che gran parte dei 10 milioni della “massa attiva” sono fasulli perché gli immobili non li vuole nessuno, soprattutto al prezzo attuale: una prima asta è andata deserta ma presto scatterà la seconda. Il caso è aggravato dagli interessi da calcolare sui debiti a partire dal 1993, e dal progressivo calo dei trasferimenti statali per federalismo e devolution. Tra febbraio a marzo del 2003 il Dissesto fase-2 è giunto in porto.
Se questa intrapresa e difesa con convinzione dalla maggioranza di centrodestra del sindaco è davvero la strada giusta, oppure ha ragione l’opposizione, lo sapremo presto.
 

Domenico Marino

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