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Pronto al via la fase-2 del Dissesto finanziario comunale. O
meglio, la fase del Dissesto-2. È attesa a ore il decreto del
ministero dell’Interno per la nomina ufficiale dei tre
componenti della nuova Commissione straordinaria di liquidazione
(Csl) che avrà il compito di riaprire i conti comunali appunto
per il Dissesto-2.
Il Comune ha già indicato il membro di sua competenza. Si tratta
di un commercialista di Castrovillari, sul quale però il riserbo
degli amministratori è inspiegabilmente assoluto. Contattato
personalmente, il sindaco Gianluca Gallo ha ammesso di avere
effettuato la nomina ma non ha voluto fare né nome né cognome
del professionista prescelto. Ancor più abbottonato l’assessore
comunale alle Finanze, Anthony Gioia. È inevitabile chiedersi le
ragioni di tanto riserbo. In fin dei conti si tratta di un nome
che già conoscono in molti, e che perdippiù sarà pubblico
prestissimo. Tanto silenzio costringe a pensare male.
Questa sorta di Dissesto secondo atto scatta grazie
all’intervento del governo nazionale che nei fatti ha riaperto i
conti municipali con la speranza (per il Comune) di coinvolgere
nella massa passiva del Dissesto debiti che erano rimasti fuori
dal Dissesto-1 chiuso nell’ultima fase della sindacatura Senise,
nel 2003. In questa maniera ci potranno essere vantaggi per le
casse comunali sgravate da debiti altrimenti pronti a diventare
esecutivi e quindi a pretendere il pagamento, a tutti i costi.
È stata l’amministrazione Gallo a credere caparbiamente in
questa strada per la soluzione del problema e quindi a spingere
per l’insediamento di una nuova Csl. Molto critica su questa
scelta è stata invece l’opposizione, la quale ritiene si tratti
solo di un allontanamento senza soluzione del problema. Che
resta in tutta la sua interezza. Tra i più duramente e anche
sarcasticamente scettici l’ex sindaco, anche lui di
centrodestra, Roberto Senise. Ma da dove parte la telenovela
Disseto?
Tutto comincia il 5 ottobre 1992, quando il consiglio comunale
approva la dichiarazione dello stato di dissesto. Il 25.5.93 un
decreto del presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro
nomina la prima Commissione straordinaria di liquidazione che
lavora per 10 anni pagando solo i debiti privilegiati (in testa
dipendenti e professionisti). Nel 2002 il malloppo conclusivo va
al ministero dell’Interno. La “massa attiva” (crediti, immobili
comunali e un presunto fondo cassa) è 10.721.999 euro, cui vanno
sottratti 650.208 euro quale pagamento del lavoro della
Commissione. Rimangono 10.066.790 euro. La “massa passiva”
(debiti inseriti nel Dissesto) è 16.409.208 euro e quindi
mancano 6.342.418 euro. Lo Stato concede un mutuo di 4.667.951
euro, lasciando “scoperti” 1.674.467 euro. Cui vanno aggiunti
debiti non inseriti nel Dissesto: oltre 4 milioni di euro. Senza
considerare che gran parte dei 10 milioni della “massa attiva”
sono fasulli perché gli immobili non li vuole nessuno,
soprattutto al prezzo attuale: una prima asta è andata deserta
ma presto scatterà la seconda. Il caso è aggravato dagli
interessi da calcolare sui debiti a partire dal 1993, e dal
progressivo calo dei trasferimenti statali per federalismo e
devolution. Tra febbraio a marzo del 2003 il Dissesto fase-2 è
giunto in porto.
Se questa intrapresa e difesa con convinzione dalla maggioranza
di centrodestra del sindaco è davvero la strada giusta, oppure
ha ragione l’opposizione, lo sapremo presto.
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