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E giunse finalmente il grande giorno! Dopo otto anni di lavori
interminabili è di nuovo percorribile il raccordo che collega il
vecchio e il nuovo tracciato della Statale 106 ionica. Solo una
manciata di chilometri d’asfalto eppure cruciali nei
collegamenti da e per la Calabria. E sì, perché da qui passa
tutto il traffico che dalla A3 si dirige verso la ionica per poi
correre con direzione Basilicata, Puglia e autostrada adriatica.
E ovviamente quello che procede con direzione opposta.
Otto anni per vedere l’inaugurazione del nuovo tracciato della
bretella. E pensare che l’appalto, siglato nel ’97, prevedeva
che i lavori terminassero il 10 giugno 2003. In questi anni sono
state contate decine d’incidenti stradali (spesso mortali) sulle
strade sostitutive. Soprattutto in estate, quando la presenza
dei turisti fa lievitare in maniera esponenziale il già notevole
traffico nel fitto reticolo viario che fa di quest’angolo della
Piana di Sibari uno snodo fondamentale pure per i veicoli che
dal Basso Jonio cosentino sono diretti all’autostrada.
La notizia della chiusura dei lavori, con la consegna
dell’importante bretella di collegamento, è stata salutata con
comprensibile soddisfazione dal sindaco di Cassano, Gianluca
Gallo, il quale ha riconosciuto il delicato ruolo svolto dal
collegamento, sottolineando inoltre i disagi che anzitutto il
territorio cassanese ha sofferto nei troppi anni di vita del
cantiere per l’ammodernamento. Il primo cittadino ha avuto anche
parole di ringraziamento e di plauso per l’Anas che è titolare
del tratto di strada in questione.
Chiusa questa problematica ora bisogna pensare a come gestire al
meglio un altro punto critico della circolazione stradale in
zona: l’incrocio che collega proprio il neo raccordo con il
nuovo tracciato della Statale 106 ionica, con i Laghi di Sibari
e il Museo nazionale archeologico della Sibaritide. Si tratta
dell’incrocio comunemente noto come “baracca dei cacciatori”. La
volontà di tutti è eliminare il semaforo attuale per realizzare
una gigantesca rotatoria. A settembre il vice ministro alle
Infrastrutture, Mario Tassone e il sindaco Gallo hanno scritto
all’Anas per spingere sul caso, ricordando che proprio la
rotatoria era prevista nel progetto iniziale poi stralciato
dall’Anas. Che ora invece potrebbe cambiare idea. Del caso s’è
discusso nelle scorse settimane a Reggio Calabria, dove il primo
cittadino cassanese ha incontrato Anas, Soprintendenza regionale
ai Beni archeologici (gli scavi dell’antica Sibari sono a due
passi) e i tecnici che hanno lavorato al raccordo 106-106 bis.
La Soprintendenza ha dato il via libera all’intervento, ma prima
di sciogliere ogni riserva bisognerà attendere i risultati degli
accertamenti dell’Anas per verificare se nella zona esistono
resti dell’epopea magnogreca o romana.
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