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“Una
storia che non muore” è il secondo romanzo della tanto giovane
quanto talentuosa narratrice cassanese Carmen Garofalo dopo
“Ascoltami”. Segue di due anni il racconto lungo con cui ha
esordito a soli sedici anni. Quest’ultimo è un romanzo che
ambisce a raccontare solo una storia, la storia della vita.
Edito dalla casa editrice “Il Coscile” di Castrovillari, diretta
da Mimmo Sancineto, il volume è stato presentato sabato 17
dicembre da una manifestazione nell’aula consiliare “Gino Bloise”,
in Municipio. Agli interventi del sindaco Gianluca Gallo,
dell’assessore comunale alla Cultura Daniela Colonna e
dell’assessore provinciale alle Politiche giovanili e alle Pari
opportunità Donatella Laudadio, sono seguite le relazioni del
poeta Franco Fusca, della curatrice della collana narrativa de
“Il Coscile” Isabella Laudadio e del dirigente scolastico
Pasqualina Rao Falcone che ha anche firmato la presentazione del
libro. La discussione è stata moderata dal giornalista Gianpaolo
Iacobini.
“Una storia che non muore” racconta la vita di Lory, giovane
scrittrice che dopo l’immatura scomparsa della madre, medico che
ha tradito la famiglia per l’Africa nera, cerca affannosamente
la figura materna. “Una storia che non muore” -ha scritto nella
presentazione Pasqualina Rao Falcone- si può definire un viaggio
nel cuore, alla scoperta della propria umanità, un viaggio che
può insegnare che la solitudine, da cui nasce la storia, non è
mai inespugnabile se ci si convince che nulla è più grande della
forza di vivere, e che suggerisce che la scrittura, come bisogno
profondo dell’anima, può essere ancora la chiave di tutto”.
Romanzo intimo, quello di Carmen Garofalo. Pagina dopo pagina il
lettore è guidato a scoprire quanto complessa è la trama della
sensibilità e dell’interiorità umana. Il raccontare ondeggia tra
la narrazione in prima persona di Lory e la sua lettura del
diario giovanile della madre che ormai non c’è più. Ed è proprio
attraverso l’affondo nell’intimità di quelle pagine segrete che
la figlia conosce finalmente la genitrice come non le era mai
stato possibile in vita.
“Un romanzo di sconfitte e di vittorie -è scritto nel risvolto
della quarta di copertina- di fragilità e di forza, di paure e
di perdono, di fede e di solidarietà”.
Ma le parole più belle sono ancora una volta quelle di Carmen
Garofalo nella paginetta d’apertura che l’autrice dedica ai
ringraziamenti: “Il mio scrivere nasce dalla solitudine, ma
anche dalla percezione dell’affetto delle persone che ho
intorno. Grazie agli amici veri, che con la loro presenza
rendono ogni mio giorno sempre migliore. Un grazie a chi crede e
ha creduto in me. Un grazie anche a chi non ha creduto in me,
perché è anche dalla sfiducia che nascono intere pagine di vita
Grazie anche a lui, che mi ha amato e che ho amato senza alcuna
ipocrisia. Infine, un grazie a chi leggerà questo libro e a chi
capirà che in fondo la vita di ognuno di noi è semplicemente una
storia. Una storia che non morirà mai”.
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