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Giovedì 29 Dicembre 2005

Cassano - "Una storia che non muore " - La seconda fatica di carmen Garofalo, giovane scrittrice cassanese.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 06.01.06  h. 21.30

“Una storia che non muore” è il secondo romanzo della tanto giovane quanto talentuosa narratrice cassanese Carmen Garofalo dopo “Ascoltami”. Segue di due anni il racconto lungo con cui ha esordito a soli sedici anni. Quest’ultimo è un romanzo che ambisce a raccontare solo una storia, la storia della vita.
Edito dalla casa editrice “Il Coscile” di Castrovillari, diretta da Mimmo Sancineto, il volume è stato presentato sabato 17 dicembre da una manifestazione nell’aula consiliare “Gino Bloise”, in Municipio. Agli interventi del sindaco Gianluca Gallo, dell’assessore comunale alla Cultura Daniela Colonna e dell’assessore provinciale alle Politiche giovanili e alle Pari opportunità Donatella Laudadio, sono seguite le relazioni del poeta Franco Fusca, della curatrice della collana narrativa de “Il Coscile” Isabella Laudadio e del dirigente scolastico Pasqualina Rao Falcone che ha anche firmato la presentazione del libro. La discussione è stata moderata dal giornalista Gianpaolo Iacobini.
“Una storia che non muore” racconta la vita di Lory, giovane scrittrice che dopo l’immatura scomparsa della madre, medico che ha tradito la famiglia per l’Africa nera, cerca affannosamente la figura materna. “Una storia che non muore” -ha scritto nella presentazione Pasqualina Rao Falcone- si può definire un viaggio nel cuore, alla scoperta della propria umanità, un viaggio che può insegnare che la solitudine, da cui nasce la storia, non è mai inespugnabile se ci si convince che nulla è più grande della forza di vivere, e che suggerisce che la scrittura, come bisogno profondo dell’anima, può essere ancora la chiave di tutto”.
Romanzo intimo, quello di Carmen Garofalo. Pagina dopo pagina il lettore è guidato a scoprire quanto complessa è la trama della sensibilità e dell’interiorità umana. Il raccontare ondeggia tra la narrazione in prima persona di Lory e la sua lettura del diario giovanile della madre che ormai non c’è più. Ed è proprio attraverso l’affondo nell’intimità di quelle pagine segrete che la figlia conosce finalmente la genitrice come non le era mai stato possibile in vita.
“Un romanzo di sconfitte e di vittorie -è scritto nel risvolto della quarta di copertina- di fragilità e di forza, di paure e di perdono, di fede e di solidarietà”.
Ma le parole più belle sono ancora una volta quelle di Carmen Garofalo nella paginetta d’apertura che l’autrice dedica ai ringraziamenti: “Il mio scrivere nasce dalla solitudine, ma anche dalla percezione dell’affetto delle persone che ho intorno. Grazie agli amici veri, che con la loro presenza rendono ogni mio giorno sempre migliore. Un grazie a chi crede e ha creduto in me. Un grazie anche a chi non ha creduto in me, perché è anche dalla sfiducia che nascono intere pagine di vita Grazie anche a lui, che mi ha amato e che ho amato senza alcuna ipocrisia. Infine, un grazie a chi leggerà questo libro e a chi capirà che in fondo la vita di ognuno di noi è semplicemente una storia. Una storia che non morirà mai”.
 

Domenico Marino

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