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Presso
la sala comunale di Cassano all’Ionio, colma di persone, il 17
dicembre scorso si è svolta un’importante manifestazione
culturale. L’occasione per riflettere sul ‘mestiere’ di
scrittore/scrittrice l’ha fornita la presentazione del libro
della giovane Carmen Garofalo di Cassano, “Una storia che non
muore” (Ed. il coscile, Castrovillari 2005).
Oltre ai saluti del sindaco di Cassano Gianluca Gallo, che ha
entusiasticamente salutato la Garofalo, dell’ass. alla Cultura
Daniela Colonna e dell’ass. provinciale Donatella Laudadio alle
Pari opportunità, hanno svolto relazioni Isabella Laudadio,
Francesco Fusca e Pasqualina Rao Falcone. Coordinati sobriamente
dal brillante giornalista Gianpaolo Iacobini, i lavori hanno
avuto un andamento di crescente intensità intellettiva.
Fusca si è soffermato sul ‘mestiere’ di scrittore, «Che è “in
salita” ieri come oggi -ha detto- e incentra in sé il pensiero e
l’azione. Le ‘storie’ che si raccontano sono, in qualche modo,
racconti che si istoriano attraverso le vicende e le
testimonianze di chi scrive». Sia l’editore Sancineto sia Carmen
Garofano, già autrice di un primo volume intitolato “Ascoltami”
pubblicato nel 2003, hanno sottolineato il valore che la
scrittura rappresenta e la funzione culturale che la lettura
svolge.
L’ass. Laudadio ha parlato di romanzo che rientra nella “metaletteratura”,
una ricerca sentimentale tra generazioni che si incontrano. La
Rao, che ha scritto la Presentazione al volume, ha riflettuto
sui valori della vita e della amore, facendo un elogio
dell’interiorità che traspare dalle pagine del volume.
Una serata festosa per la scrittrice a cui è stato ricordato che
il lavoro d’inventare ‘stanca’ e porta all’insuccesso se non è
suffragato da una reale, consapevole azione umana positiva.
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