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Da
quando il sindaco Gianluca Gallo e la sua maggioranza si sono
insediati in Municipio, le cronache non hanno mai riportato echi
di contrasti tra istituzioni di livello diverso. Stavolta, però,
ed è la prima volta, in pagina finisce l’eco di un confronto
aspro con la Regione Calabria. In particolare, con l’assessorato
regionale ai lavori pubblici, diretto da quel Luigi Incarnato
più volte pure elogiato per l’impegno profuso per la risoluzione
dell’affaire Stombi.
La storia può essere ricostruita così: è ancora estate quando
dal Comune ionico, settore servizi sociali, partono alla volta
della Regione le 135 pratiche istruite su istanza di altrettante
famiglie aventi i requisiti, attesta il Municipio, per accedere
al fondo regionale di sostegno istituito per la concessione di
contributi da elargire a quanti, in possesso di un reddito
minimo, vivano in case prese in locazione. Totale della somma
richiesta: quasi 230.000 euro. Passano le settimane, infine,
all’indomani del Natale, arriva la risposta. È un decreto
vistato dai dirigenti dell’assessorato regionale ai lavori
pubblici, competente anche in tema di politiche della casa. Reca
con sé un finanziamento di 170.000 euro. Sessantamila in meno
rispetto a quelli attesi dal Comune, che subito lancia l’allarme
e chiede alla Regione di ritornare sui propri passi.
<<Il parziale finanziamento delle pratiche istruite – sostiene
il sindaco di Cassano, Gianluca Gallo – potrebbe provocare
proteste e tensioni in città. A conti fatti, ci troviamo di
fronte ad un taglio del 26%, causato certo anche dalla riduzione
dei trasferimenti girati dal Governo centrale alla Regione, ma
che in ogni caso avrà gravi ripercussioni sul nostro tessuto
sociale>>. Stando così le cose, infatti, almeno 40 richieste, su
un totale di 135, rischiano di non poter trovare accoglimento.
<<Siamo preoccupati>>, aggiunge il primo cittadino cassanese.
<<Sulla scorta della normativa vigente, il Comune dovrà ora
provvedere a soddisfare le singole richieste pervenute ai propri
uffici, utilizzando i fondi attribuiti fino ad esaurimento degli
stessi, secondo la graduatoria predisposta in base all’ordine
decrescente dell’incidenza percentuale netta del canone di
locazione sul reddito riferito al nucleo familiare anagrafico
del richiedente>>. Il che vuol dire che i soldi a disposizione
basteranno per molti ma non per tutti.
<<Mi rivolgo all’assessore Incarnato – conclude Gallo – perché
riveda la decisione assunta e ripristini il rispetto dei
principi di equità e di buon senso per soddisfare le giuste
istanze e le necessità di tanta gente che vive i disagi della
povertà e non può godere neppure di una casa propria>>. |