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S’è
svolto nei giorni scorsi nei saloni delle terme Sibarite, in
occasione della ventisettesima “Giornata della vita”, il
confronto su luci ed ombre della legge sulla fecondazione
artificiale, promosso dal Movimento per la vita diocesano,
guidato da Adele Omaggio. Obiettivo: illustrare i vari aspetti
delle norme di cui si chiede la parziale abrogazione tramite lo
strumento del referendum. Al convegno hanno partecipato, in
veste di relatori, Paolo Marchionni, docente di bioetica
all’università di Urbino, ed Emanuela Lulli, esperta di
bioetica. Dal dibattito è poi emersa la posizione che il
Movimento per la vita assumerà, a livello regionale e nazionale,
nei riguardi del referendum abrogativo. <<La normativa sulla
fecondazione artificiale – recita un documento diffuso al
termine della discussione – non può certo dirsi una legge
cattolica. È, al contrario, una normativa laica, e chi ne vuole
l’allargamento è disposto a permettere il sacrificio di
centinaia e migliaia di embrioni umani, pur di dare a tutti i
costi un figlio a chi non potrebbe averne>>. Altro, invece, il
parere del Movimento per la vita. <<L’embrione è,
innegabilmente, un essere umano perché la vita comincia con il
concepimento, e distinguere tra esseri umani che sono persone ed
altre che non lo sarebbero è una tentazione pericolosa. In
realtà, per come già stabilito nel 1996 dal comitato nazionale
di bioetica, l’embrione è uno di noi, e ciascuno di noi oggi
vive sol perché la sua vita, quando era un embrione, non è stata
manipolata e soppressa>>. Chiaro l’atteggiamento assunto
rispetto alla legge: <<Non è la migliore possibile, ma va
comunque difesa dai tentativi di modifica perché costituisce
l’unico presidio normativo per la fecondazione artificiale. Se
non altro, è utile a scongiurare il far west>>. Le conclusioni
del convegno sono state tratte dal vescovo della Diocesi di
Cassano, monsignor Domenico Graziani, che senza affrontare gli
aspetti politici legati alla spinosa questione, ha così
esplicitato il proprio punto di vista: <<La fecondazione
artificiale è proibita in ogni sua forma dalla Chiesa. La legge
che la prevede non può dunque dirsi cattolica. Crediamo che la
questione vera sia tornare ad occuparsi di scienza in maniera
seria, avendo sempre presente il valore della vita umana>>.
Gianpaolo Iacobini |