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«Sibari: prospettive e proposte» si è tenuto nel salone del "Sybaris
hotel" della cittadina, un incontro dibattito per approfondire
le reali possibilità di chiedere formalmente che Sibari diventi
finalmente Comune autonomo, sganciandosi definitivamente da
Cassano. Per raggiungere tale obiettivo è stata costituita una
associazione ad hoc: "Rinascita per Sibari Comune", promossa da
un gruppo di cittadini residenti a Sibari e nelle contrade
rurali viciniori e presieduta da Vincenzo Antolino. Il
dibattito, presieduto e coordinato dal prof. Cosimo Bruno, consigliere
dell'Ordine nazionale dei giornalisti, ha registrato gli
interventi di Emilio Franzese, avvocato, che ha esaminato la
normativa; il prof. Saverio Règasto ha esaminato la normativa in
vigore che regola l'erezione a comune o provincia autonoma dei
centri aventi determinati requisiti. Il prof. Règasto ha
evidenziato che la Regione Calabria non ha emanato leggi che
recepiscano la normativa nazionale e regolino la materia. Il
presidente dell'associazione "Rinascita per Sibari comune",
Vincenzo Antolino, con passione e tanta determinazione ha
esaminato le possibilità che vi sono per realizzare un sogno di
molti che potrebbe diventare col tempo palpitante realtà.
«Innanzitutto - ha sostenuto Antolino - bisogna affermare con
chiarezza e onestà intellettuale che la, strada da percorrere
non è facile ne breve, allo stesso modo possiamo affermare con
altrettanta chiarezza che non è più impossibile». Antolino
chiarisce che mentre prima era impossibile, con l'abrogazione
dell'art. 128 della Costituzione si può procedere in deroga.
«Per cui - ha aggiunto - si può proporre l'istituzione di nuovi
Comuni anche in deroga ai criteri stabiliti dalla legge. A tal
proposito, va affermato che in deroga alla legge si è proceduto
anche quando ciò era reso impossibile dall'esistenza dell'art.128;
per esempio, dopo il 1990 sono nati i Comuni di Boville nel
Lazio e Somma di Massa in Campania aventi una popolazione
inferiore a 10.000 abitanti. Esistono quindi precedenti
macroscopici che danno forza alle nostre aspirazioni di
autodeterminazione. È naturale il fatto che se una o più
frazioni desiderano l'autonomia comunale, esse devono avere le
stesse caratteristiche e rispondere a criteri ben precisi come
ad esempio l'omogeneità del proprio territorio e la
disomogeneità dal territorio comunale da cui si vuole
staccarsi». Nel dibattito che ne è scaturito sono intervenuti
politici, ex amministratori, operatori economici, come
l'assessore al bilancio Antony Gioia, l'assessore provinciale al
turismo Rosetta Console, Guido Turato, Benedetto Di lacovo,
Tonino Cavallaro e altri.
Martino Zuccaro |