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Giovedì 27 Gennaio 2005

Cosenza – Ufficializzato da Italia dei valori l ’ingresso nel partito del consigliere provinciale Garofano (ex Udeur) « Porte aperte alle energie giovani, no ai vecchi tromboni »


Prima le polemiche, poi gli appelli a vuoto, infine lo strappo. Luigi Garofalo, primo eletto per l'Udeur in Consiglio provinciale lo scorso giugno (correva nel collegio di Cassano), ha lasciato il partito di Mastella ed è approdato nel movimento di Di Pietro. Ieri il cambio di casacca è stato spiegato dal diretto interessato nel corso di una conferenza appositamente convocata da Italia dei Valori, senza mezzi termini: ha inteso lasciare un partito «che si è contraddistinto per posizioni in alcuni casi diversificate e nel quale, anziché privilegiare programmi politici favorendo la costruzione di una nuova classe dirigente, ci si affaticava a favorire inciuci, trasformismi, camarille tese a conservare e preservare una vecchia classe dirigente, che ha teso e tende a mortificare i cittadini della regione». Il nuovo esponente di Italia dei Valori ha sottolineato poi quel che egli intende per "nuova classe dirigente": essere uomini liberi, fuori da qualsiasi condizionamento, capaci di articolare un programma ed un progetto politico . vicino ai cittadini. I presupposti per lavorare in questa direzione Garofalo li avrebbe individuati nelle file dipietriste, da qui l'adesione a Italia dei Valori, " che tra l'altro restituisce al partito la "presenza" ala Provincia, inesistente -hanno evidenziato il segretario regionale Beniamino Donnici e il segretario provinciale Maurizio Feraudo - stante il fatto che il consigliere Angelo Forte dopo la sua elezione sotto l'egida dei dipietristi non ha mai inteso aderire al movimento, mentre le assemblee del partito lo hanno formalmente dichiarato fuori. L'adesione di Garofalo significherà il rientro a pieno titolo di Italia dei Valori nel Consiglio provinciale - hanno insistito Feraudo e Donnici - e, a parte gli altri riflessi, imporrà un ridisegno, tanto  per cominciare, nelle commissioni. Una delle presidenze è assegnata, infatti, a Italia dei Valori, per cui non potrà continuare atrattenerla chi non ha più alcun legame con Lista Di Pietro. Restando nel tema degli "strappi" registrati dopo il voto provinciale nelle file dipietriste, il segretario provinciale Feraudo ha annunciato, quindi, ai giornalisti che il Tribunale ordinario ha, intanto, posto la parola fine al contenzioso giudiziario promosso di recente dagli "ex dipietristi" locali: il ricorso presentato dagli attuali vertici di "Calabria dei Valori" (nel cui ambito avrebbe dichiarato di muoversi Angelo Forte) è stato rigettato. Tornando alle adesioni in vistosa crescita, Donnici e Feraudo hanno respinto le accuse di "campagna acquisti" messa in atto da Italia dei Valori: le adesioni, addirittura in Calabria, ad un partito che non ha in mano posizioni di potere deve, semmai far riflettere, e muovere commenti positivi, ha osservato Eugenio Madeo, anni addietro presidente comunista della Provincia, anch'egli approdato sulle sponde dipietriste. «Le adesioni ci inorgogliscono», ha aggiunto Donnici. «A bussare per venire con noi sono fin troppi, ma assolutamente non imbarchiamo chicchessia», ha però chiarito Donnici, «per cui respingiamo le istanze dei vecchi tromboni, e volentieri lasciamo che vadano via - assolutamente ringraziandoli pure - coloro che ci lasciano perché le nostre scelte di libertà e trasparenza non fanno per loro». Dall'incontro con la stampa, anche la conferma della partecipazione di Italia dei Valori al voto regionale e nel contempo l'avversione alle ipotesi di una legge elettorale regionale che, unica nel mondo democratico, con il listino vuole distribuire premi ai già forti e con le soglie minime vuole limitare sempre più l'accesso ai più deboli. (a.g.)

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