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La
proprietà di parte della pineta del villaggio turistico di
Marina di Sibari continua a tenere in apprensione le
contrapposte parti politiche del comune di Cassano. Alle
affermazioni del capogruppo consiliare di “Uniti per cambiare”,
Luigi Adduci, risponde l’ing. Pasquale Dramisino, il quale
sostiene che” quello del verde pubblico del villaggio Marina di
Sibari è un problema sgonfiato e scontato, che però,
opportunamente manipolato, produce effetti disastrosi nella
politica e nell’economia”. Dramisino fa parte dell’associazione
“Cittadini a Sibari” ma egli si affretta a puntualizzare che la
“precisazione” è di natura tecnica e personale. Per Dramisino,
il metodo di Adduci, “sarebbe ipercollaudato dei vecchi sistemi
della politica per intimorire l’avversario e gettare ombre su
flebili tentativi di ripresa. Il metodo è così vecchio che un
dubbio mi assale: Chissà se il metodo è ispirato e mirato”. La
questione del verde sostiene Dramisino pone una serie di
interrogativi che vorrei affrontare prima di ricordare ad Adduci
tutta la questione del verde, già trattata in altre occasioni,
sia con lui che con tutti coloro che in qualche modo si sono
occupati del problema. Ritengo che la cosa sia molto palese, che
il problema del verde sia un problema strumentale sbandierato
ogni qualvolta il caso lo richieda. Ieri l’argomento era
utilizzato dalla politica per intimorire vecchi sindaci e
funzionari che avevano rilasciato qualche titolo edilizio; oggi
l’occasione è l’incipiente competizione elettorale. E Dramisino
continua a denunciare la strumentalizzazione politica ed
elettorale di Adduci, affermando che “ incominciano a formarsi
gli schieramenti e qualche politico incomincia a girare per il
territorio, causando inavvertitamente e volutamente, non lo so,
la gelosia dei probabili candidati locali. Circolano parecchi
nomi, di gente nuova e di gente vecchia, tanto vecchia da non
saper gestire ormai argomenti nuovi e metodi moderni, capace
solo di alchimie e strategie che hanno prodotto maldicenze e
rancore. E’ il rancore che traspare tutto nella reazione e non
solo alle osservazioni degli imprenditori turistici. Le vere
tragedie sono rappresentate -continua il rappresentante
sibarita- dalle ripercussioni che quelle azioni, condotte a
mezzo stampa, e non solo, innescano sulle ipotesi di sviluppo.
Un atteggiamento strumentale diventa un serio ostacolo al
progresso per ritardarlo a dismisura, e ciò, fino alla verifica
della sua infondatezza. Dramisino conclude rivolgendosi ad
Adduci: ” Spero di incontrarti personalmente per illustrarti,
documenti alla mano, dove è previsto il verde pubblico a Marina
di Sibari e dimostrarti come la pineta sia invece di proprietà
privata, sede di attività turistica produttiva regolarmente
autorizzata, con una sua infondibile destinazione urbanistica
assegnata dal piano regolatore.” Intanto sul problema
registriamo la presa di posizione dell’ex assessore Liborio
Piscitelli delegato alla questione di Marina di Sibari: ”In
merito al verde pubblico della lottizzazione di Marina di Sibari
e alle sue varie interpretazioni fino a collegarlo con la pineta
di Marina è un tentativo che non trova, sul piano di
lottizzazione, alcun riscontro. La pineta nel piano di
lottizzazione è verde privato, al servizio della lottizzazione
ma è proprietà privata. La pineta fa parte dei due quinti
dell’intera lottizzazione che il consiglio comunale di Cassano
approvò nel 1974. E’ in atto una grande speculazione sul
presupposto che la vertenza non si debba chiudere”.
Martino Zuccaro |