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Venerdì 28 Gennaio 2005

Cassano -  la vertenza non deve chiudersi 


La proprietà di parte della pineta del villaggio turistico di Marina di Sibari continua a tenere in apprensione le contrapposte parti politiche del comune di Cassano. Alle affermazioni del capogruppo consiliare di “Uniti per cambiare”, Luigi Adduci, risponde l’ing. Pasquale Dramisino, il quale sostiene che” quello del verde pubblico del villaggio Marina di Sibari è un problema sgonfiato e scontato, che però, opportunamente manipolato, produce effetti disastrosi nella politica e nell’economia”. Dramisino fa parte dell’associazione “Cittadini a Sibari” ma egli si affretta a puntualizzare che la “precisazione” è di natura tecnica e personale. Per Dramisino, il metodo di Adduci, “sarebbe ipercollaudato dei vecchi sistemi della politica per intimorire l’avversario e gettare ombre su flebili tentativi di ripresa. Il metodo è così vecchio che un dubbio mi assale: Chissà se il metodo è ispirato e mirato”. La questione del verde sostiene Dramisino pone una serie di interrogativi che vorrei affrontare prima di ricordare ad Adduci tutta la questione del verde, già trattata in altre occasioni, sia con lui che con tutti coloro che in qualche modo si sono occupati del problema. Ritengo che la cosa sia molto palese, che il problema del verde sia un problema strumentale sbandierato ogni qualvolta il caso lo richieda. Ieri l’argomento era utilizzato dalla politica per intimorire vecchi sindaci e funzionari che avevano rilasciato qualche titolo edilizio; oggi l’occasione è l’incipiente competizione elettorale. E Dramisino continua a denunciare la strumentalizzazione politica ed elettorale di Adduci, affermando che “ incominciano a formarsi gli schieramenti e qualche politico incomincia a girare per il territorio, causando inavvertitamente e volutamente, non lo so, la gelosia dei probabili candidati locali. Circolano parecchi nomi, di gente nuova e di gente vecchia, tanto vecchia da non saper gestire ormai argomenti nuovi e metodi moderni, capace solo di alchimie e strategie che hanno prodotto maldicenze e rancore. E’ il rancore che traspare tutto nella reazione e non solo alle osservazioni degli imprenditori turistici. Le vere tragedie sono rappresentate -continua il rappresentante sibarita-  dalle ripercussioni che quelle azioni, condotte a mezzo stampa, e non solo, innescano sulle ipotesi di sviluppo. Un atteggiamento strumentale diventa un serio ostacolo al progresso per ritardarlo a dismisura, e ciò, fino alla verifica della sua infondatezza. Dramisino conclude rivolgendosi ad Adduci: ” Spero di incontrarti personalmente per illustrarti, documenti alla mano, dove è previsto il verde pubblico a Marina di Sibari e dimostrarti come la pineta sia invece di proprietà privata, sede di attività turistica produttiva regolarmente autorizzata, con una sua infondibile destinazione urbanistica assegnata dal piano regolatore.” Intanto sul problema registriamo la presa di posizione dell’ex assessore Liborio Piscitelli delegato alla questione di Marina di Sibari: ”In merito al verde pubblico della lottizzazione di Marina di Sibari e alle sue varie interpretazioni fino a collegarlo con la pineta di Marina è un tentativo che non trova, sul piano di lottizzazione, alcun riscontro. La pineta nel piano di lottizzazione è verde privato, al servizio della lottizzazione ma è proprietà privata. La pineta fa parte dei  due quinti dell’intera lottizzazione che il consiglio comunale di Cassano approvò nel 1974. E’ in atto una grande speculazione  sul presupposto che la vertenza non si debba chiudere”.

Martino Zuccaro

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