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Venerdì 14 Gennaio 2005

Sibari – Antenna della discordia: il Comune revoca la concessione edilizia.


Il palazzo che la ospita sul suo tetto sarebbe segnato da qualche abuso edilizio. Il Comune di Cassano, sia pure in ritardo, se ne è accorto. Ed alla fine non ha potuto far altro che revocare, in sede di autotutela, il permesso di costruire grazie al quale lei, l’antenna della discordia, s’affacciava ormai da mesi sui cieli di Sibari. La notizia arriva da Palazzo di città. Veste formalmente la revoca del permesso a costruire rilasciato, nel maggio del 2004, alla società “Tre”. Reca la data del 12 gennaio scorso. Ricostruzione dei fatti: alla fine di maggio il Comune concede alla “Tre”, che ha già l’autorizzazione dell’Arpacal, il permesso di installare a Sibari, su un palazzo di via Plutarco, un’antenna di telefonia mobile. Scoppiano le polemiche. Nasce il partito dei contrari all’impianto. S’accende la battaglia. I riflettori che s’accendono sulla vicenda inducono il Municipio, dove nel frattempo s’è insediata la giunta guidata da Gianluca Gallo, ad effettuare più approfonditi controlli per verificare l’assoluta conformità a legge, dal punto di vista urbanistico, dell’iter amministrativo seguito per procedere al rilascio del permesso di costruire. L’11 novembre i tecnici del Settore Urbanistica effettuano un sopralluogo in via Plutarco. Ispezionano il palazzo che ospita l’antenna. Riscontrano presunti abusi edilizi. I proprietari dell’immobile presentano domanda di condono, ma il Comune rigetta l’istanza. Motivazione: Sibari  ricade in zona vincolata sotto l’aspetto paesistico ed ambientale e dunque non ammessa al condono. S’arriva così al 12 gennaio del nuovo anno: Palazzo di città revoca il permesso di costruire. Cosa accadrà ora? La “Tre” potrebbe impugnare la decisione davanti al Tribunale amministrativo regionale, chiedendone la sospensiva. Qualora ciò non dovesse verificarsi, oppure il Tar non dovesse accogliere la richiesta di sospendere in via cautelativa gli effetti del provvedimento, per l’antenna non resterebbe che il trasloco, volontario o per effetto di ordinanza di demolizione da emettersi a cura del Comune, in zona diversa da quella attuale o nelle immediate vicinanze: in tema di allocazione degli impianti, infatti, il Comune non è titolare di alcun potere decisorio. Scenari futuri. Restano i commenti presenti, affidati al sindaco Gianluca Gallo. <<Già nei giorni scorsi – afferma – avevo anticipato la possibilità che la vicenda potesse far registrare nuovi sviluppi. Il provvedimento adottato dai nostri uffici va incontro alla volontà dell’amministrazione comunale>>. Non manca un accenno alle polemiche delle settimane passate. <<Francamente – osserva Gallo – alcune prese di posizione mi sono apparse esagerate, anche in considerazione del fatto che l’antenna non è mai entrata in funzione. Ad ogni modo, mi auguro che il problema possa trovare una soluzione definitiva>>. In coda, ringraziamenti ufficiali per due consiglieri di maggioranza, entrambi sibariti: Gaetano Riccardi e Antonio Trevino. <<Si sono adoperati tanto e bene – rivela il sindaco – perché la questione fosse risolta positivamente>>. Quel che resta: se ne riparlerà sicuramente nei prossimi giorni.

Gianpaolo Iacobini

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