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Venerdì 14 Gennaio 2005

Sibari – Storia dell’antenna


Cronache sibarite dall’anno del Signore 2004.  A metà maggio arrivano in paese i tecnici della “Pianet srl”, incaricati dalla “H3G spa”, società nota al grande pubblico con il nome di “Tre”, di installare un’antenna di telefonia mobile. Obiettivo: allargare la copertura del servizio offerto ai clienti innamorati dei telefoni mobili di terza generazione, in grado di coniugare audio e video in un solo verbo, videochiamare. Nelle città vicine, in particolare a Corigliano e Rossano, le novità del catalogo “Tre” sono realtà già da tempo. La rete funziona.  Tocca a Sibari. Le carte recano i timbri giusti: c’è l’autorizzazione dell’Arpacal, non manca la concessione edilizia rilasciata dal Comune di Cassano. I tecnici della “Pianet srl” portano a termine il loro lavoro. Quando tuttavia l’antenna destinata a servire la Piana spunta in cielo, sul tetto di un palazzo di via Plutarco, in terra nasce la protesta. Non si contesta la tecnologia, ma la scelta di posizionare l’impianto al centro di un simbolico cerchio nel cui raggio, pari a poche decine di metri, si concentrano scuole, chiese, uffici pubblici, case di cura, parchi. Rifondazione comunista solleva il caso politico, i bambini di scuole medie ed elementari attribuiscono alla vicenda i contorni di una questione sociale e si rivolgono alla magistratura. La denuncia finisce sul tavolo del sostituto procuratore Baldo Pisani. Che dopo accurate indagini, decreta: quell’antenna va sequestrata. Il primo giorno di luglio i Carabinieri della stazione di Sibari eseguono. Indiscrezioni: l’impianto sarebbe stato sigillato perché sorto sulla base di una normativa, la cosiddetta legge Gasparri, dichiarata parzialmente incostituzionale dalla Corte Costituzionale. Il provvedimento viene notificato ai legali rappresentanti della “Siemens”. La battaglia si sposta nelle aule di Tribunale. Intanto, però, in campo viene chiamata la politica. Interventi e convegni si susseguono. L’amministrazione comunale garantisce impegno, ma nel rispetto della legge. E promette il varo di un regolamento per disciplinare l’installazione di impianti di telefonia mobile sul territorio comunale. Col nuovo anno arriva la notizia: in sede di autotutela, il Comune di Cassano ha revocato la concessione edilizia precedentemente rilasciata. Si chiude il primo tempo: la partita continua.

Gianpaolo Iacobini

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