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Domenica 16 Gennaio 2005

Sibari – La vicenda dell’antenna finisce al Tar


Antenna della discordia: sarà impugnato davanti al Tar il provvedimento di revoca emesso dal Comune. Lo annuncia il direttore dei lavori.
<<Cristo s’è fermato ad Eboli. Il progresso tecnologico a Cassano>>. La voce è come una corda di violino che oscilla vibrante tra la rabbia e l’incredulità. Salvatore Gilormo, architetto reggino, è il progettista e direttore dei lavori dell’antenna di telefonia mobile di terza generazione che il gestore “H3G” avrebbe voluto installare a Sibari. <<E pensare che otto mesi fa avevamo già raggiunto un’intesa che prevedeva anche la copertura di Cassano centro e Lauropoli>>, osserva con piglio da guerriero il professionista venuto dallo Stretto. Una città, tre antenne. <<Non inquinanti né rischiose dal punto di vista elettromagnetico>>, ripete l’architetto. <<Una a Sibari, l’altra sul campanile di una chiesa a Lauropoli, la terza sulla Pietra del Castello>>. A sentir lui, tutto era stato già deciso e concordato. Invece, non se ne farà più niente. Almeno per ora. Il Comune di Cassano, è notizia fresca, ha revocato il permesso di costruire prima concesso alla “H3G”, la popolare “Tre”. Ma Gilormo non ci sta. <<Non finisce qui>>, dice. E spiega: <<Se Cassano vuol tenersi fuori dal giro dell’innovazione tecnologica, faccia pure. Vorrà dire che i cassanesi faranno a meno del videofonino, ma almeno sapranno chi ringraziare>>. Aggiunge: <<Sull’antenna sibarita non s’è giocata nessuna partita tecnica o ambientale, anche perché il nostro impianto, che è ecologicamente pulito e tecnicamente a norma, non è mai entrato in funzione. Piuttosto, s’è assistito a beghe da cortile>>. Obiezione: adesso c’è comunque un atto ufficiale di cui tener conto, ovvero il provvedimento di revoca del permesso di costruire. <<Quell’atto – ribatte Gilormo – è nullo. È un’acrobazia tecnica. Il dirigente che lo ha adottato è lo stesso che fino a qualche tempo fa difendeva a spada tratta le sue scelte. Ora non più, e questo lascia pensare>>. Censure nel merito? A iosa. <<Le presunte difformità dell’immobile, accertate dal Comune solo lo scorso novembre – sostiene il progettista dell’antenna della discordia – sarebbero preesistenti al maggio 2004. Dunque, andavano eccepite al momento del rilascio del permesso di costruire, non sei mesi dopo, a lavori già ultimati, quando invece sarebbe stato necessario, semmai, emettere un’ordinanza di demolizione. Ad ogni modo, adesso qualcuno dovrà risarcire i danni arrecati ad “H3G”>>. Chi sarebbe questo “signor qualcuno”? <<Intanto – risponde Gilormo – attendiamo di conoscere l’esito dell’inchiesta aperta in seguito alla denuncia da me sporta lo scorso agosto, in cui si chiedeva alla magistratura di far luce sull’attendibilità delle firme che accompagnavano la petizione dei bimbi sibariti>>. Poi? <<Credo che il sindaco di Cassano dovrà fornire spiegazioni all’Autorità garante delle Comunicazioni: nella sua città, infatti, è concesso d’operare a tutti i gestori di telefonia mobile, non a “Tre”>>. C’è dell’altro? <<Certo. Valuteremo con i nostri legali l’esperibilità di azioni per il risarcimento del danno ed impugneremo davanti al Tar il provvedimento di revoca>>.
L’antenna della discordia: quel pasticciaccio brutto di via Plutarco.

Gianpaolo Iacobini

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