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Antenna della discordia: sarà impugnato davanti al Tar il
provvedimento di revoca emesso dal Comune. Lo annuncia il
direttore dei lavori.
<<Cristo s’è fermato ad Eboli. Il progresso tecnologico a
Cassano>>. La voce è come una corda di violino che oscilla
vibrante tra la rabbia e l’incredulità. Salvatore Gilormo,
architetto reggino, è il progettista e direttore dei lavori
dell’antenna di telefonia mobile di terza generazione che il
gestore “H3G” avrebbe voluto installare a Sibari. <<E pensare
che otto mesi fa avevamo già raggiunto un’intesa che prevedeva
anche la copertura di Cassano centro e Lauropoli>>, osserva con
piglio da guerriero il professionista venuto dallo Stretto. Una
città, tre antenne. <<Non inquinanti né rischiose dal punto di
vista elettromagnetico>>, ripete l’architetto. <<Una a Sibari,
l’altra sul campanile di una chiesa a Lauropoli, la terza sulla
Pietra del Castello>>. A sentir lui, tutto era stato già deciso
e concordato. Invece, non se ne farà più niente. Almeno per ora.
Il Comune di Cassano, è notizia fresca, ha revocato il permesso
di costruire prima concesso alla “H3G”, la popolare “Tre”. Ma
Gilormo non ci sta. <<Non finisce qui>>, dice. E spiega: <<Se
Cassano vuol tenersi fuori dal giro dell’innovazione
tecnologica, faccia pure. Vorrà dire che i cassanesi faranno a
meno del videofonino, ma almeno sapranno chi ringraziare>>.
Aggiunge: <<Sull’antenna sibarita non s’è giocata nessuna
partita tecnica o ambientale, anche perché il nostro impianto,
che è ecologicamente pulito e tecnicamente a norma, non è mai
entrato in funzione. Piuttosto, s’è assistito a beghe da
cortile>>. Obiezione: adesso c’è comunque un atto ufficiale di
cui tener conto, ovvero il provvedimento di revoca del permesso
di costruire. <<Quell’atto – ribatte Gilormo – è nullo. È
un’acrobazia tecnica. Il dirigente che lo ha adottato è lo
stesso che fino a qualche tempo fa difendeva a spada tratta le
sue scelte. Ora non più, e questo lascia pensare>>. Censure nel
merito? A iosa. <<Le presunte difformità dell’immobile,
accertate dal Comune solo lo scorso novembre – sostiene il
progettista dell’antenna della discordia – sarebbero
preesistenti al maggio 2004. Dunque, andavano eccepite al
momento del rilascio del permesso di costruire, non sei mesi
dopo, a lavori già ultimati, quando invece sarebbe stato
necessario, semmai, emettere un’ordinanza di demolizione. Ad
ogni modo, adesso qualcuno dovrà risarcire i danni arrecati ad
“H3G”>>. Chi sarebbe questo “signor qualcuno”? <<Intanto –
risponde Gilormo – attendiamo di conoscere l’esito
dell’inchiesta aperta in seguito alla denuncia da me sporta lo
scorso agosto, in cui si chiedeva alla magistratura di far luce
sull’attendibilità delle firme che accompagnavano la petizione
dei bimbi sibariti>>. Poi? <<Credo che il sindaco di Cassano
dovrà fornire spiegazioni all’Autorità garante delle
Comunicazioni: nella sua città, infatti, è concesso d’operare a
tutti i gestori di telefonia mobile, non a “Tre”>>. C’è
dell’altro? <<Certo. Valuteremo con i nostri legali l’esperibilità
di azioni per il risarcimento del danno ed impugneremo davanti
al Tar il provvedimento di revoca>>.
L’antenna della discordia: quel pasticciaccio brutto di via
Plutarco.
Gianpaolo Iacobini |