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Martedì 18 Gennaio 2005

Sibari – L’antenna della discordia: l’associazione “Cittadini a Sibari” all’attacco di Palazzo di città e delle sue scelte urbanistiche.


Che l’antenna di via Plutarco sia trasferita ad altra sede, va bene. Ma che il trasloco avvenga sulla base delle motivazioni addotte a fondamento del provvedimento di revoca del permesso a costruire, adottato nei giorni scorsi dal Comune di Cassano, piace un po’ meno. Suscita anzi le critiche dell’associazione “Cittadini a Sibari”, presieduta da Pasquale Dramisino.
Scrivono in una nota i cittadini sibariti: <<Apprendiamo che il Comune ha proceduto, di recente, in sede di autotutela, alla revoca del permesso di costruire per quella che è divenuta l’antenna della discordia. La notizia ha soddisfatto, tra i tanti, anche noi. Riteniamo tuttavia che la questione non possa affatto ritenersi chiuso, a causa della superficialità con cui è stata affrontata e per le ricadute che essa avrà sugli esitanti provvedimenti del Settore municipale Urbanistica>>. Dal generale al particolare: <<E’ sconcertante rilevare – osserva il direttivo di “Cittadini a Sibari” – che il provvedimento di revoca non deriva dalle normali procedure conseguenti alle acclarate violazioni edilizie dell’immobile, bensì dall’improbabile impedimento di portare a termine la pratica di condono, sol perché, stando a quanto riportato in motivazione, Sibari ricadrebbe in zona vincolata sotto l’aspetto paesistico ed ambientale e dunque non ammessa al condono>>. Un dato, secondo “Cittadini a Sibari”, non rispondente a realtà: <<Vogliamo evitare, per ora, polemiche e disappunti, ma ci limitiamo ad evidenziare la disattenzione per una zona che meriterebbe invece la più attenta delle programmazioni. Ricordiamo soltanto che il 15 dicembre scorso è stata emanata una legge per la sanatoria ambientale in tutte le aree vincolate>>. Morale: <<Si provi ad immaginare che l’antenna fosse stata piazzata a Lauropoli o a Cassano centro. Sulla scorta delle motivazioni poste a fondamento del provvedimento di revoca, non ci sarebbe stato alcun valido motivo per non sanare eventuali abusi edilizi e dunque ad ammettere, di riflesso, la liceità dell’antenna. E ciò in barba ai principi di precauzione e prevenzione in materia di salute pubblica, calpestati da logiche personali e di bottega>>.
Conclusioni: secondo “Cittadini a Sibari”, <<c’è qualcosa che non va nel ragionamento seguito dal Municipio. Bene fa la società proprietaria dell’impianto telefonico a difendersi. Bene farà il Comune ad approfondire>>.

Gianpaolo Iacobini

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