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Che
l’antenna di via Plutarco sia trasferita ad altra sede, va bene.
Ma che il trasloco avvenga sulla base delle motivazioni addotte
a fondamento del provvedimento di revoca del permesso a
costruire, adottato nei giorni scorsi dal Comune di Cassano,
piace un po’ meno. Suscita anzi le critiche dell’associazione
“Cittadini a Sibari”, presieduta da Pasquale Dramisino.
Scrivono in una nota i cittadini sibariti: <<Apprendiamo che il
Comune ha proceduto, di recente, in sede di autotutela, alla
revoca del permesso di costruire per quella che è divenuta
l’antenna della discordia. La notizia ha soddisfatto, tra i
tanti, anche noi. Riteniamo tuttavia che la questione non possa
affatto ritenersi chiuso, a causa della superficialità con cui è
stata affrontata e per le ricadute che essa avrà sugli esitanti
provvedimenti del Settore municipale Urbanistica>>. Dal generale
al particolare: <<E’ sconcertante rilevare – osserva il
direttivo di “Cittadini a Sibari” – che il provvedimento di
revoca non deriva dalle normali procedure conseguenti alle
acclarate violazioni edilizie dell’immobile, bensì
dall’improbabile impedimento di portare a termine la pratica di
condono, sol perché, stando a quanto riportato in motivazione,
Sibari ricadrebbe in zona vincolata sotto l’aspetto paesistico
ed ambientale e dunque non ammessa al condono>>. Un dato,
secondo “Cittadini a Sibari”, non rispondente a realtà:
<<Vogliamo evitare, per ora, polemiche e disappunti, ma ci
limitiamo ad evidenziare la disattenzione per una zona che
meriterebbe invece la più attenta delle programmazioni.
Ricordiamo soltanto che il 15 dicembre scorso è stata emanata
una legge per la sanatoria ambientale in tutte le aree
vincolate>>. Morale: <<Si provi ad immaginare che l’antenna
fosse stata piazzata a Lauropoli o a Cassano centro. Sulla
scorta delle motivazioni poste a fondamento del provvedimento di
revoca, non ci sarebbe stato alcun valido motivo per non sanare
eventuali abusi edilizi e dunque ad ammettere, di riflesso, la
liceità dell’antenna. E ciò in barba ai principi di precauzione
e prevenzione in materia di salute pubblica, calpestati da
logiche personali e di bottega>>.
Conclusioni: secondo “Cittadini a Sibari”, <<c’è qualcosa che
non va nel ragionamento seguito dal Municipio. Bene fa la
società proprietaria dell’impianto telefonico a difendersi. Bene
farà il Comune ad approfondire>>.
Gianpaolo Iacobini |