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Venerdì 21 Gennaio 2005

Cassano a rischio idrogeologico


È uno dei problemi più seri e gravi che la città viva. Si chiama dissesto. Non è la sanguisuga che ha prosciugato le casse municipali, ma la bomba idrogeologica con cui da sempre i cassanesi convivono. Una micidiale miscela di pericoli naturali e  umane negligenze.

Frane
Cassano, gigante dai piedi d’argilla. Lo dice l’Osservatorio  per la difesa dal rischio idrogeologico. <<Le aree franose che interessano il comune si trovano nelle zone più basse del rilievo montuoso che cinge l’abitato>>. Poche parole per descrivere un movimento franoso, dell’estensione di circa 60 ettari, che investe contrada “Giostratico”, i rioni “Pallice” e “Sant’Agostino” e località “Gironi”, cui vanno sommati i fenomeni che avvolgono le campagne ad est di Lauropoli. I processi in atto, originati <<dallo scorrimento di masse rocciose su strati sabbiosi>>, riguardano zone ben individuate: la provinciale “Cassano – Vigne – Castrovillari”, i valloni “Corvo” e “Salina”, ai margini del Cimitero, contrada “Giostratico”, la sponda sinistra del torrente Eiano, i valloni “Organata” e “San Nicola”, a Lauropoli. Territori privi di insediamenti abitativi, ma in alcuni casi, tuttavia, pericolosamente vicini a quartieri affollati, scuole ed edifici pubblici.

Inondazioni
La città scruta le onde dello Ionio con gli occhi di Sibari e dei suoi sette chilometri e mezzo di coste. Secondo gli esperti, il rischio che il mare possa sommergere l’antica Sybaris è legato solo al lento ma comunque costante fenomeno della subsidenza, ovvero l’abbassamento del terreno. Non sono tuttavia mancate, in passato, anche violente mareggiate. Come quel febbraio del 1969, quando il dio Nettuno sfogò con tale brutalità la sua forza da conquistarsi uno spazio in cronaca sul “Mattino” di Napoli. Si registrarono danni ingenti ai pochi stabilimenti balneari esistenti ed a qualche fattoria troppo vicina al mare.

Allagamenti
A destare timori, torrenti e fiumare. Tre i sorvegliati speciali. Il primo è il Raganello: in caso di esondazione, gli esperti s’attendono <<gravi danni>>. Similmente il Garda ed il Coscile, per i quali, in caso di piena, i disagi sarebbero <<moderati>>.

Terremoti
C’è una mappa del rischio sismico che consiglia tranquillità. È vecchia di vent’anni. Un’altra, più recente, suggerisce cautela. La conoscono in pochi. Reca il marchio dell’Istituto Nazionale di Geofisica, diretto dal professor Enzo Boschi. Va letta così: quattro sono le fasce. Nella prima rientrano le <<zone a rischio sismico inesistente>>. Nella seconda, contrassegnata dal numero 3, quelle a rischio basso. Infine, nella terza e nella quarta, rispettivamente numeri 2 e 1, quelle a rischio medio ed alto. Cassano è in fascia 2. Da queste parti la terra, tremando, ha già mietuto vittime. Così, ad esempio, nel 1783, quando una scossa del settimo grado della scala Mercalli danneggiò irreparabilmente anche la Cattedrale, in seguito ricostruita ex novo. Altre scosse di analoga intensità furono registrate negli anni 1832, 1905, 1930, 1980.

Protezione Civile
Cosa fare in caso di calamità naturale? La Provincia di Cosenza s’è da tempo dotata di un piano di programmazione delle attività di Protezione Civile. Il territorio provinciale è stato suddiviso in <<ambiti di riferimento>> e centri operativi misti, ciascuno dei quali con giurisdizione su un gruppo di comuni. Il punto Com cassanese, competente su Cassano, San Lorenzo del Vallo, Spezzano Albanese e Terranova da Sibari, non è attualmente in funzione. Non esiste neppure un piano di protezione civile comunale.

Gianpaolo Iacobini

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