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Sabato 22 Gennaio 2005

Sibari – Antenna della discordia: “Uniti per cambiare” contesta il provvedimento di revoca adottato da Palazzo di città.


Il ritornello è sempre lo stesso: prima, l’antenna non la voleva nessuno. Adesso che Palazzo di città ha proceduto alla revoca del permesso di costruire, a suo tempo rilasciato per consentire l’installazione sui tetti di Sibari di un’antenna di telefonia mobile di terza generazione, sono in molti a contestare le modalità del provvedimento di marca municipale. Ultima voce critica, in ordine di tempo, quella del capogruppo consiliare di “Uniti per cambiare”, Luigi Adduci.  Sostiene Adduci: <<Il settore municipale Urbanistica si accinge a scrivere un’ulteriore pagina di storia di ordinaria disamministrazione. Noi abbiamo più volte sollecitato ed auspicato, nel recente passato, una soluzione condivisa del problema antenna. Oggi non esprimiamo alcuna soddisfazione in merito al provvedimento con cui il dirigente dell’Urbanistica avrebbe revocato il permesso a costruire>>. Dal generale al particolare: <<Nutriamo fondate perplessità – aggiunge Adduci – sulla legittimità della procedura seguita e delle scelte adottate dall’ufficio comunale, per molti aspetti risibili: il 12 gennaio scorso si è comunicato agli interessati, a nostro avviso senza il rispetto delle regole che presiedono al procedimento amministrativo, l’atto recante la revoca del permesso a costruire. Cinque giorni dopo, si è notificato agli stessi che la prima comunicazione non rappresentava la formale revoca. Insomma, siamo al ridicolo. Non vorremmo che tali atti, ove impugnati, potessero ritorcersi contro il nostro ente e divenire un’amara beffa per la collettività sibarita>>.  Secondo capitolo: il capogruppo di “Uniti per cambiare” si sofferma sulle dichiarazioni rilasciate alla stampa dal progettista e direttore dei lavori dell’antenna, l’architetto reggino Salvatore Gilormo. <<Da quelle dichiarazioni – ricorda Adduci – abbiamo avuto modo di apprendere, oltre che l’intenzione di avanzare ricorso giurisdizionale avverso la decisione del Municipio, pure la presunta esistenza di “un’intesa che prevedeva la copertura di Cassano centro e Lauropoli, con un’antenna a Sibari, l’altra sul campanile di una chiesa a Lauropoli, la terza sulla Pietra del Castello”>>. Considerazioni: <<Se queste affermazioni dovessero corrispondere al vero, testimonierebbero il modo aziendale e privatistico, per noi censurabile, di procedere nelle decisioni pubbliche, e la superficialità di chi ha preferito trattare invece di dotare l’ente di regolamentazione della materia. Ci rifiutiamo inoltre di credere che qualche uomo di chiesa abbia messo a disposizione un campanile: i campanili sorreggono le croci, non certo le antenne>>.  In coda, un appello al direttore generale ed al sindaco. Conclude Adduci: <<A entrambi chiedo di assicurare che i provvedimenti assunti dal Comune siano retti da validi presupposti giuridici. Al sindaco rivolgo l’invito ad avocare a sé l’intera pratica, a vigilare sull’attendibilità legale della procedura intrapresa, ad offrire chiarimenti sulle gravissime dichiarazioni rese alla stampa dal direttore dei lavori>>.

Gianpaolo Iacobini
Luigi Cristaldi

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