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Martedì 25 Gennaio 2005

Sibaritide –  La linea ferroviaria ionica sarebbe poco sicura: lo denuncia un’interrogazione parlamentare.


Le parole usate richiamano Crevalcore e la sua tragedia: diciassette morti e decine di feriti per uno scontro tra treni su una linea ferroviaria a binario unico. Mentre in Emilia si indaga per individuare le cause del terribile incidente e capire se l’impiego della tecnologia avrebbe potuto scongiurare l’impatto letale, in Calabria si discute della sicurezza di chi viaggia su rotaia. A sollevare il caso, con un’interrogazione parlamentare, il deputato diessino Domenico Bova. Scrive Bova nella sua interrogazione a risposta scritta, presentata nei giorni scorsi e indirizzata al Ministero alle Infrastrutture ed ai Trasporti: <<La tragedia di Crevalcore ha riportato all'attenzione dell'opinione pubblica il tema della sicurezza nell'ambito del trasporto ferroviario. Tratte ferroviarie di rilevante interesse, come quella su cui si è consumata la tragedia di Crevalcore, sono sprovviste di sistemi di sicurezza moderni>>. Da nord a sud: per una volta, nel segno dell’uguaglianza. Negativa: <<Gran parte del meridione, e in particolare la linea jonica – sostiene Bova - sono caratterizzate da tratte ferrate a binario unico, sprovviste dei moderni sistemi di sicurezza>>. Dal generale al particolare: riflettori puntati sulla Calabria: <<Nella nostra regione – afferma il deputato diessino - la rete ferroviaria, con esclusione della tratta tirrenica, è sprovvista di “blocco automatico con segnale acustico in cabina”, mentre sulla tratta ionica Reggio Calabria - Sibari esistono solo sistemi di protezioni meccanici del tipo BT (Blocco Telefonico), BCA (Blocco Conta Assi) e BEM (Blocco Elettrico Manuale), privi di segnalazione in cabina e di congegno autofrenante>>.  Così descritto lo stato delle cose, Bova rivolge il suo interrogativo al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti: <<Chiedo di sapere – conclude il parlamentare calabrese – se il Ministro non ritenga di dover intervenire presso Rete Ferroviaria Italiana affinché sia predisposto un programma organico di intervento per dotare la tratta ferroviaria ionica dei moderni sistemi di sicurezza, evitando così il possibile ripetersi di simili tragedie>>.

S’attendono ora risposte.

Gianpaolo Iacobini

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