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Giovedì 27 Gennaio 2004

Sibari – Caso Stombi: il Ministero scioglie i dubbi. Tocca ora alla Regione.


La svolta che tutti aspettavano. Viene da Roma. Dice che lo Stombi è un canale che, per essere reso navigabile, va prima classificato tale dalla Regione Calabria, cui è demandato ogni potere in materia di navigazione interna. Subito dopo, e soltanto allora, si potrà procedere all’individuazione delle <<competenze in ordine agli interventi di manutenzione, anche per il mantenimento della navigabilità>>.  La storia di cui si narra è quella dello Stombi, braccio d’acqua che lega al mare aperto il porto turistico di Sibari. La svolta imprime alla storia il segno della chiarezza. La pagina nuova dell’intricata vicenda è una lettera. Tecnicamente, un parere. Reca la firma di Massimo Provinciali, dirigente di primo piano del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, capo della Direzione generale per le infrastrutture della navigazione marittima ed interna. A lui, nei mesi scorsi, s’erano rivolti la Regione Calabria, il Compartimento marittimo di Crotone ed il Comune di Cassano. Impegnati a trovare il bandolo della matassa per dar risposta certa, e politica, alla vexata quaestio della navigabilità, portata alla luce dall’inchiesta avviata sullo Stombi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari. Quesiti posti: <<E’ necessaria una concessione per la navigabilità? In caso di risposta positiva, chi è tenuto a rilasciarla?>>. Risponde Provinciali: <<Per quanto concerne la classificazione del canale ai fini della navigabilità, si ritiene che la relativa competenza sia della Regione Calabria. Ed invero, poiché la funzione nautica del canale è, sostanzialmente, di collegamento al mare dei Laghi di Sibari, posti al di fuori del demanio marittimo, la sua funzione va considerata  afferente alla materia “navigazione interna”, conferita alla Regione, cui è riconosciuta anche la funzione della formale destinazione alla navigazione del canale>>. Che allo stato, dunque, non è navigabile, e che per divenirlo deve seguire <<l’eventuale procedimento interno stabilito dalla Regione>>. Solo allora, all’avvenuta <<formalizzazione della destinazione a navigazione del canale degli Stombi, seguirà la conseguente individuazione delle competenze in ordine all’effettuazione degli interventi di manutenzione, pure per il mantenimento della navigabilità>>. Dettagli: <<E’ di tutta evidenza che, essendo la concessione demaniale destinata a regolare un’occupazione stabile del bene pubblico, la stessa non è necessaria per la semplice navigazione>>. Altro, invece, il discorso per la regolamentazione dell’uso della foce dello Stombi, ricadente nel demanio marittimo. <<Le relative funzioni – spiega al riguardo Provinciali – sono già ora conferite alla Regione, che le ha subdelegate alla locale amministrazione comunale. Ove l’occupazione della porzione demaniale del canale fosse necessaria alla Regione per provvedere, anche mediante terzi soggetti attuatori, alle opere di manutenzione della foce, non sarebbe necessario alcun atto di concessione, ma una consegna gratuita al cui rilascio è competente lo Stato nel suo complesso organizzativo: Capitaneria di Porto e Ministero delle Infrastrutture>>.  Nient’altro. Tocca ora alla Regione Calabria decidere cosa fare del dispettoso rigagnolo sibarita.

Gianpaolo Iacobini

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