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La
svolta che tutti aspettavano. Viene da Roma. Dice che lo Stombi
è un canale che, per essere reso navigabile, va prima
classificato tale dalla Regione Calabria, cui è demandato ogni
potere in materia di navigazione interna. Subito dopo, e
soltanto allora, si potrà procedere all’individuazione delle
<<competenze in ordine agli interventi di manutenzione, anche
per il mantenimento della navigabilità>>. La storia di cui
si narra è quella dello Stombi, braccio d’acqua che lega al mare
aperto il porto turistico di Sibari. La svolta imprime alla
storia il segno della chiarezza. La pagina nuova dell’intricata
vicenda è una lettera. Tecnicamente, un parere. Reca la firma di
Massimo Provinciali, dirigente di primo piano del Ministero
delle Infrastrutture e dei Trasporti, capo della Direzione
generale per le infrastrutture della navigazione marittima ed
interna. A lui, nei mesi scorsi, s’erano rivolti la Regione
Calabria, il Compartimento marittimo di Crotone ed il Comune di
Cassano. Impegnati a trovare il bandolo della matassa per dar
risposta certa, e politica, alla vexata quaestio della
navigabilità, portata alla luce dall’inchiesta avviata sullo
Stombi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di
Castrovillari. Quesiti posti: <<E’ necessaria una concessione
per la navigabilità? In caso di risposta positiva, chi è tenuto
a rilasciarla?>>. Risponde Provinciali: <<Per quanto concerne la
classificazione del canale ai fini della navigabilità, si
ritiene che la relativa competenza sia della Regione Calabria.
Ed invero, poiché la funzione nautica del canale è,
sostanzialmente, di collegamento al mare dei Laghi di Sibari,
posti al di fuori del demanio marittimo, la sua funzione va
considerata afferente alla materia “navigazione interna”,
conferita alla Regione, cui è riconosciuta anche la funzione
della formale destinazione alla navigazione del canale>>. Che
allo stato, dunque, non è navigabile, e che per divenirlo deve
seguire <<l’eventuale procedimento interno stabilito dalla
Regione>>. Solo allora, all’avvenuta <<formalizzazione della
destinazione a navigazione del canale degli Stombi, seguirà la
conseguente individuazione delle competenze in ordine
all’effettuazione degli interventi di manutenzione, pure per il
mantenimento della navigabilità>>. Dettagli: <<E’ di tutta
evidenza che, essendo la concessione demaniale destinata a
regolare un’occupazione stabile del bene pubblico, la stessa non
è necessaria per la semplice navigazione>>. Altro, invece, il
discorso per la regolamentazione dell’uso della foce dello
Stombi, ricadente nel demanio marittimo. <<Le relative funzioni
– spiega al riguardo Provinciali – sono già ora conferite alla
Regione, che le ha subdelegate alla locale amministrazione
comunale. Ove l’occupazione della porzione demaniale del canale
fosse necessaria alla Regione per provvedere, anche mediante
terzi soggetti attuatori, alle opere di manutenzione della foce,
non sarebbe necessario alcun atto di concessione, ma una
consegna gratuita al cui rilascio è competente lo Stato nel suo
complesso organizzativo: Capitaneria di Porto e Ministero delle
Infrastrutture>>. Nient’altro. Tocca ora alla Regione
Calabria decidere cosa fare del dispettoso rigagnolo sibarita.
Gianpaolo Iacobini |