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Venerdì 28 Gennaio 2005

Sibari – Marina di Sibari: s’accende la discussione.


La prova del nove ha una data: 27 marzo 2005. Sarà allora, in occasione della Pasqua, che Marina di Sibari, storicamente presa d’assalto durante le festività pasquali dai primi vacanzieri, tornerà a vivere. E solo allora si capirà se potrà farlo in maniera dignitosa oppure, come capita ormai da un paio di lustri, in modo stentato. L’approssimarsi dell’ora x riaccende il dibattito sulle sorti del villaggio turistico, dallo scorso agosto ad oggi quasi ininterrottamente sottoposto a sequestro giudiziario nell’ambito di un’inchiesta promossa dalla Procura di Castrovillari.  Echi dal confronto: un’interrogazione consiliare è stata presentata dal consigliere socialista Stefano Petrosino. Nel suo atto, indirizzato al primo cittadino Gianluca Gallo, Petrosino chiede di sapere <<quali iniziative il sindaco intenda adottare per risolvere il problema di Marina e dei Laghi, affinché l’anno appena passato, ricordato come quello dei sequestri, possa essere cancellato>>. Il capogruppo dei Socialisti riformisti, testualmente, <<condanna la maggioranza per non aver fatto funzionare le commissioni consiliari che avevano il compito di rivedere e programmare la soluzione e gestione del villaggio, che ancor oggi, nonostante l’avvicinarsi della Pasqua ed a dispetto delle aspettative di vacanzieri, residenti e commercianti, si presenta nel più assoluto stato di degrado e senza concrete prospettive>>. Ma su Marina s’infiamma anche la polemica. Nei giorni scorsi, il capogruppo consiliare di “Uniti per cambiare”, Luigi Adduci, aveva criticato i ritardi dell’amministrazione comunale nella definizione del problema rappresentato dal presunto, mancato trasferimento in capo al Municipio di una fetta di pineta. Una richiesta che suscita ora la presa di posizione di Pasquale Dramisino, presidente dell’associazione “Cittadini a Sibari”, che interviene sulla vicenda <<per esprimere valutazioni di carattere personale e tecnico>>. Afferma Dramisino: <<Con sapiente regia, Adduci ripropone il problema del verde pubblico a Marina, questione scontata che però, opportunamente manipolata, produce effetti disastrosi. È il metodo ipercollaudato dei vecchi sistemi della politica per intimorire l’avversario e gettare ombre su flebili tentativi di ripresa>>. Aggiunge l’ingegnere sibarita, profondo conoscitore delle tematiche legate allo sviluppo di Marina: <<Mi chiedo se detto metodo sia ispirato o mirato. Ritengo che il problema del verde, ed in generale la questione Marina, venga in realtà strumentalmente agitato ogni qual volta il caso lo richieda. Nelle parole di Adduci traspare rancore. La vera tragedia è però costituita dalle ripercussioni che quelle azioni, condotte a mezzo stampa e non solo, innescano sulle ipotesi di sviluppo, ostacolando il progresso>>. Considerazione finale: <<So che questa mia uscita, almeno nel breve periodo>>, conclude Dramisino, <<non gioverà alla causa, bensì alla conservazione. Confido tuttavia nel tempo galantuomo e spero di contribuire a sconfiggere quei sistemi che hanno prodotto guasti sociali di incommensurabile portata. Quanto ad Adduci, sono pronto ad incontrarlo a Marina, per dimostrargli come la pineta sia di proprietà privata, sede di attività turistica regolarmente autorizzata, con una sua inconfondibile destinazione urbanistica assegnatale dal piano regolatore generale>>.

Gianpaolo Iacobini

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