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L’allarme lo aveva dato sabato pomeriggio, in tempo reale,
l’imprenditore agricolo Domenico Alfano, esponente dell’Unione
degli Agricoltori. <<Qui grandina ma è come se dal cielo
scendessero palle di cannone>>, diceva Alfano al telefono mentre
davanti ai suoi occhi, nei campi di Sibari, una violenta
grandinata falcidiava le colture di stagione: arance, piselli,
fave, cavolfiori. Ieri mattina, dopo una prima ricognizione suoi
luoghi interessati dalla mitragliata di chicchi di grandine
grandi quasi quanto palle da tennis, il grido di dolore ha
assunto anche una veste ufficiale. L’assessore municipale
all’agricoltura, Roberto Bruno, ha infatti preso atto
personalmente dei danni arrecati alle colture dalla violenta
grandinata del giorno prima ed ha chiesto l’intervento della
Regione Calabria. In un telegramma indirizzato all’assessore
regionale all’agricoltura, Giovanni Dima, Bruno ha descritto i
disagi patiti dagli agricoltori, sollecitando l’assessorato ad
inviare a Sibari i propri tecnici, <<al fine di meglio
quantificare la portata e l’ammontare dei danni>>. <<Della
vicenda – informa Bruno – ho parlato telefonicamente anche con
l’assessore Dima. Venti minuti di grandine rischiano di mettere
in ginocchio diverse aziende agricole della Piana.
Probabilmente, dopo le opportune verifiche, inoltreremo alla
Regione la richiesta di declaratoria dello stato di calamità
naturale>>.
Gianpaolo Iacobini |