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Lo stato di agitazione va avanti. Ma non solo. I ricercatori
dell'Unical rilanciano e chiedono il blocco totale di tutte le
attività fino a quando il Ddl Moratti non verrà ritirato e si
avvii una seria riforma del sistema universitario. Si continua,
dunque, tenendo ben presenti i punti del documento programmatico
stilato dai ricercatori al termine dell'assemblea di ateneo e
sottoscritto dal rettore Giovanni Latorre nonché dai presidi di
facoltà Franco Crispini, Silvio Gambino e Roberto Bartolino.
Anche perché, come hanno sottolineato molti di loro ieri mattina
nel corso di un'assemblea, l'iter parlamentare del decreto legge
entra in una fase decisiva. Giovedì 27 è in programma la
discussione in commissione cultura della camera, mentre la
calendarizzazione in aula dovrebbe avvenire nella seconda decade
di Febbraio. La richiesta del blocco delle attività sarà
formalizzata nei vari consigli di facoltà in programma in questi
giorni. In realtà appare difficile che una simile richiesta
possa essere praticabile. Più probabile che alla fine si opti
per un giorno della prossima settimana (magari in concomitanza
con la discussione del decreto in commissione cultura) da
dedicare ad una manifestazione unitaria. In attesa della
protesta "ufficiale", c'è anche qualcuno che pensa a forme
alternative di protesta. E' il caso di Romolo Perrotta (non
nuovo a questo tipo di iniziative) della facoltà di Lettere, che
domani mattina terrà la sua lezione con gli studenti non in una
normale aula del campus ma davanti alla sede regionale della
Rai. "Sarà un modo spiega Perrotta per sensibilizzare il
mondo dell'informazione su un problema a cui non viene data la
giusta rilevanza».
Antonio Ricchio |