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Domenica 26 Giugno 2005

Cassano - Ancora vana la soluzione dei laghi di Sibari - La CGIL dichiara lo stato di agitazione


Sempre più drammatica e intollerante la situazione dei Laghi di Sibari, sotto il profilo turistico, occupazionale, igienico-sanitario. I cittadini utenti, la CGIL e la FIOM chiedono l’immediato intervento dell’Assindustria e di tutti gli altri enti territoriali che in passato hanno collaborato per la riapertura del canale insabbiato degli Stombi, dei cantieri nautici e del porto turistico, dichiarando lo stato di agitazione delle maestranze. Alcuni cittadini hanno lamentato che, a causa della chiusura da oltre un anno delle porte vinciane, l’ acqua che è all’interno del porto non viene rinnovata e perciò è diventata stagnante, con alghe che emanano cattivo odore: alcuni hanno minacciato di rivolgersi all’autorità sanitaria. Sulla tanto discussa vicenda interviene la CGIL e la FIOM di Cassano, nella persona di Nino Rubini. “Sono trascorsi oltre dieci giorni -osserva Nino Rubini- da quando l’escavatore ha finito il lavoro di disinsabbiamento del canale degli Stombi, ma ancora i diportisti rimangono con le loro imbarcazioni sequestrati all’interno dei cantieri nautici di Casa Bianca Group. Chi, nel periodo in cui l’escavatore ha svolto il suo lavoro, doveva provvedere a reperire il materiale occorrente per mettere in sicurezza il canale non ha dato evidentemente corso agli impegni intrapresi, pertanto ad oggi non sono stati installati gli impianti luminosi, non sono state messe a dimora le boe, ma cosa ancora più grave –continua Rubini- non si è data risoluzione al problema della gestione delle porte vinciane di proprietà della Maltauro di Vicenza”. La rappresentanza della CGIL denuncia lo stato di abbandono e di stallo in versa uno dei posti più belli ed efficienti del Mediterraneo, paventando che la navigazione resterà interdetta ancora a tempo indeterminato. “Questo significa –aggiunge Rubini- che non solo non si naviga a vista, ma che la navigazione rimarrà interdetta per un tempo indefinito, con tutte le conseguenze negative in termini di immagine di un luogo turistico che fino a poco tempo fa veniva ritenuto eccellente e che adesso per colpa di interessi ancora non bene individuati si avvia a un declino non più reversibile.” Per tale stato incomprensibile della vicenda, la CGIL si “è preoccupata per la gara che è iniziata con l’appello alla responsabilità e con la individuazione di eventuali colpe, come se le istituzioni, le parti sociali non fossero attori e protagonisti dello sviluppo economico e sociale del territorio. Abbiamo percorso, insieme agli altri attori dello sviluppo, un pezzo di strada in comune per smuovere sensibilità, snellire burocrazie, sbloccare finanziamenti, rideterminare volontà politiche per legalizzare attraverso il ripristino delle condizioni di sicurezza la navigabilità del canale. Tutto ciò non è bastato, poiché evidentemente non tutti remano nella stessa direzione in quanto non tutti rappresentano gli stessi interessi.” Il sindacato della CGIL a questo punto lancia un grido di allarme, col timore che i tanti sacrifici svolti a tutti i livelli, in definitiva, siano stati resi vani da…” chi rema contro “. La CGIL, nell’analizzare l’attuale situazione di emergenza e di vergogna per l’immagine negativa che si proietta all’esterno della Calabria, osserva: “ A noi oltre che il problema di un arretramento delle condizioni socio-economiche di un territorio, rimane il problema immediato e grave che si riverbera sulle carne viva dei lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro e di avviarsi verso un futuro incerto anche per le loro famiglie. La CGIL e la FIOM non tralasceranno nulla di intentato per scongiurare questi tristi eventi, dichiarando, pertanto, fin da oggi lo stato di agitazione delle maestranze e sollecitando l’Assindustria ad una urgente convocazione delle parti per una discussione che affronti la situazione che si è venuta a creare”. Ormai restano pochi giorni per l’inizio dei due mesi cruciali per il turismo estivo: luglio e agosto, e ancora si è impegnati nella individuazione di ipotetici gestori responsabili delle porte vinciane: come se si volesse cancellare il lavoro travagliato e difficile svolto negli ultimi tredici mesi.

Martino Zuccaro

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