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Sempre più drammatica e intollerante la
situazione dei Laghi di Sibari, sotto il profilo turistico,
occupazionale, igienico-sanitario. I cittadini utenti, la CGIL e
la FIOM chiedono l’immediato intervento dell’Assindustria e di
tutti gli altri enti territoriali che in passato hanno
collaborato per la riapertura del canale insabbiato degli Stombi,
dei cantieri nautici e del porto turistico, dichiarando lo stato
di agitazione delle maestranze. Alcuni cittadini hanno lamentato
che, a causa della chiusura da oltre un anno delle porte
vinciane, l’ acqua che è all’interno del porto non viene
rinnovata e perciò è diventata stagnante, con alghe che emanano
cattivo odore: alcuni hanno minacciato di rivolgersi
all’autorità sanitaria. Sulla tanto discussa vicenda interviene
la CGIL e la FIOM di Cassano, nella persona di Nino Rubini.
“Sono trascorsi oltre dieci giorni -osserva Nino Rubini- da
quando l’escavatore ha finito il lavoro di disinsabbiamento del
canale degli Stombi, ma ancora i diportisti rimangono con le
loro imbarcazioni sequestrati all’interno dei cantieri nautici
di Casa Bianca Group. Chi, nel periodo in cui l’escavatore ha
svolto il suo lavoro, doveva provvedere a reperire il materiale
occorrente per mettere in sicurezza il canale non ha dato
evidentemente corso agli impegni intrapresi, pertanto ad oggi
non sono stati installati gli impianti luminosi, non sono state
messe a dimora le boe, ma cosa ancora più grave –continua
Rubini- non si è data risoluzione al problema della gestione
delle porte vinciane di proprietà della Maltauro di Vicenza”. La
rappresentanza della CGIL denuncia lo stato di abbandono e di
stallo in versa uno dei posti più belli ed efficienti del
Mediterraneo, paventando che la navigazione resterà interdetta
ancora a tempo indeterminato. “Questo significa –aggiunge
Rubini- che non solo non si naviga a vista, ma che la
navigazione rimarrà interdetta per un tempo indefinito, con
tutte le conseguenze negative in termini di immagine di un luogo
turistico che fino a poco tempo fa veniva ritenuto eccellente e
che adesso per colpa di interessi ancora non bene individuati si
avvia a un declino non più reversibile.” Per tale stato
incomprensibile della vicenda, la CGIL si “è preoccupata per la
gara che è iniziata con l’appello alla responsabilità e con la
individuazione di eventuali colpe, come se le istituzioni, le
parti sociali non fossero attori e protagonisti dello sviluppo
economico e sociale del territorio. Abbiamo percorso, insieme
agli altri attori dello sviluppo, un pezzo di strada in comune
per smuovere sensibilità, snellire burocrazie, sbloccare
finanziamenti, rideterminare volontà politiche per legalizzare
attraverso il ripristino delle condizioni di sicurezza la
navigabilità del canale. Tutto ciò non è bastato, poiché
evidentemente non tutti remano nella stessa direzione in quanto
non tutti rappresentano gli stessi interessi.” Il sindacato
della CGIL a questo punto lancia un grido di allarme, col timore
che i tanti sacrifici svolti a tutti i livelli, in definitiva,
siano stati resi vani da…” chi rema contro “. La CGIL,
nell’analizzare l’attuale situazione di emergenza e di vergogna
per l’immagine negativa che si proietta all’esterno della
Calabria, osserva: “ A noi oltre che il problema di un
arretramento delle condizioni socio-economiche di un territorio,
rimane il problema immediato e grave che si riverbera sulle
carne viva dei lavoratori che rischiano di perdere il posto di
lavoro e di avviarsi verso un futuro incerto anche per le loro
famiglie. La CGIL e la FIOM non tralasceranno nulla di intentato
per scongiurare questi tristi eventi, dichiarando, pertanto, fin
da oggi lo stato di agitazione delle maestranze e sollecitando
l’Assindustria ad una urgente convocazione delle parti per una
discussione che affronti la situazione che si è venuta a
creare”. Ormai restano pochi giorni per l’inizio dei due mesi
cruciali per il turismo estivo: luglio e agosto, e ancora si è
impegnati nella individuazione di ipotetici gestori responsabili
delle porte vinciane: come se si volesse cancellare il lavoro
travagliato e difficile svolto negli ultimi tredici mesi.
Martino Zuccaro |