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L’escavatore
continua a lanciare la sua benna nelle acque dello Ionio. Cava
sabbia insieme ad altri mezzi meccanici giunti a Sibari dalle
terre d’opposta costa, per frantumare il muro di rena che
impedisce al canale Stombi di respirare ed ai laghi sibariti di
rivedere il mare.
Tutto è pronto, o quasi. I lavori appaltati dal Comune grazie ai
finanziamenti regionali, sorvegliati con discrezione ed a
distanza dagli uomini della Guardia Costiera, avrebbero permesso
di conseguire l’obiettivo voluto: attualmente, il canale si
presenterebbe navigabile per almeno trenta dei suoi quaranta e
più metri di larghezza. Un corridoio finalmente ampio, profondo
tre metri e passa, tanto da consentire il transito anche delle
più maestose tra le barche a vela. Certo, per entrare ed uscire
sarà necessario, all’imbocco, evitare d’andar dritti e piegare
invece la prua o la prora verso i monti del Pollino, seguendo la
scia di boe che si susseguono parallele alla costa che anticipa
i lidi di Marina di Sibari. Ma queste, dopo un anno e mezzo
passato a prender sole sul molo, sono quasi quisquilie, per i
lupi di mare.
Che le cose stiano procedendo per il meglio lo avrebbe appurato,
nella mattinata di ieri, un sopralluogo effettuato in loco da
tecnici e funzionari del Municipio, dai vertici
dell’associazione “Laghi di Sibari”, fresca tutrice del
dispettoso rigagnolo, e dai guardacoste coriglianese. Si torna a
navigare? Non proprio, non ancora. Resta qualche problemino cui
ovviare, prima che la Guardia Costiera revochi l’ordinanza che
vieta la navigazione lungo la Stombi e che la Procura della
Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari possa
considerare adempiuta anche la seconda delle due prescrizioni
imposte al momento del dissequestro e restituzione del canale.
Nell’ordine: per emanare una nuova ordinanza, è necessario
indicare chi si farà carico d’assicurare il rispetto di tutti i
requisiti di sicurezza in tema della navigazione, ad esempio il
servizio radio, e specificare quale tipo di navigazione si
intenda garantire ai diportisti, se diurna o notturna. Poi: per
soddisfare la seconda condizione, è indispensabile che qualcuno
accetti di gestire le porte vinciane.
Tutte le questioni portano al centro commerciale, sede
dell’associazione “Laghi di Sibari”. L’associazione s’era
offerta di pensare a tutto. Il neo presidente, Nunzio Masotina,
spiega di non aver affatto cambiato idea. <<Ci siamo assunti –
dice – responsabilità che andavano ben al di là delle nostre
competenze. Siamo pronti a fare la nostra parte pure con
riferimento alla sicurezza della navigazione ed alla gestione
delle porte vinciane. Al riguardo, abbiamo contattato la società
proprietaria, la Maltauro. Siamo in attesa di risposte>>.
Domanda: che navigazione offrirete ai navigatori? <<Difficoltà
organizzative e finanziarie ci impediscono, allo stato, di
assicurazione la navigazione sia di giorno sia di notte. Sarà
possibile solcare lo Stombi dall’alba al tramonto. In futuro si
vedrà>>. Si leva l’ancora, allora? Meglio attendere. <<Siamo
pronti a gestire le porte vinciane – sottolinea Masotina –
purchè ce ne venga girata la piena titolarità senza alcun
onere>>.
Ecco, in mezzo al canale c’è ancora uno scoglio. Andate avanti
adagio, voi che sognate il mare sulle onde dello Stombi.
Gianpaolo Iacobini |