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Venerdì 24 Giugno 2005

Sibari – Caso Stombi: ultimati i lavori, il canale resta chiuso.


Sullo Stombi non si naviga. Neppure ora che la sabbia in mezzo al canale non c’è più. Ma se prima si diceva fosse la natura selvaggia ad impedire alle barche di scivolare sulle acque del dispettoso rigagnolo, adesso non c’è dubbio alcuno: è tutta colpa dell’uomo. Difficile però capire dove si sia perso, in queste ore, il bandolo della matassa.
Viaggio al centro delle responsabilità. Prima tappa: Palazzo di città. Carte alla mano, il sindaco nega ogni possibile addebito e rilancia: <<Altri, forse, non stanno rispettando con puntualità gli impegni assunti>>. Spiega Gianluca Gallo: <<Sinceramente, non riesco a comprendere le ragioni dell’attuale empasse. Il Comune di Cassano, che pure nella vicenda non aveva nessuna competenza, s’è attivato per coordinare gli interventi necessari, ha svolto per tempo i lavori delegatigli dalla Regione, sta già provvedendo agli adempimenti burocratici per realizzare i futuri interventi strutturali. È però innegabile che il canale sia ancora interdetto alla navigazione. Perché? Quali sono le difficoltà che residuano? Se qualcuno ha risposte da darci, che lo faccia, per favore>>. Via dal Municipio, di corsa sugli argini dello Stombi. A toccare con mano la veridicità delle dichiarazioni del primo cittadino cassanese. Riscontri: gli escavatori hanno effettivamente terminato il loro lavoro e, ad occhio nudo, ci si avvede che il canale è tornato ad essere non proprio quello dei bei tempi andati ma, insomma, dopo un’estate passata a grattarsi l’ombelico sui moli, ci si può accontentare. Del resto, che le imbarcazioni, almeno tecnicamente, possano ora transitare sullo Stombi, lo certifica pure il sopralluogo congiunto effettuato nei giorni scorsi dai funzionari municipali e dalla polizia giudiziaria.
Cosa manca, allora? Scorrendo l’elenco, ci accorge che ad una settimana dall’inizio di luglio fanno ancora difetto: l’individuazione del gestore di porte vinciane e pompe idrovore, nonché del servizio radio. Non ancora installati, inoltre, boe e segnalamenti luminosi. Tutti adempimenti che, stando alle intese siglate nelle settimane passate dai protagonisti della vicenda, dovrebbero essere garantiti dall’associazione “Laghi di Sibari”. Il presidente Nunzio Masotina, però, si nega cortese alle domande dei cronisti. <<Quel che avevo da dire – spiega – l’ho già esternato sette giorni fa>>. Salto all’indietro: in quell’occasione, Masotina aveva affermato essere in via di definizione la vicenda dei segnalamenti marittimi e che del servizio radio si sarebbe potuta far carico, <<a costo di ulteriori enormi sacrifici, l’associazione>>. Pian piano, ecco profilarsi l’indissolubile nodo, le zie di tutti gli scogli: le porte vinciane. Sono di proprietà della Maltauro, che di gestirle da sé pare non volerne sapere. Eppure, per ottemperare alle prescrizioni imposte dalla magistratura al momento del dissequestro del canale, un gestore serve. L’associazione sarebbe pronta, ma soltanto in virtù della gratuita cessione, in proprio favore, del titolo di proprietà. Ipotesi al momento scartata dalla Maltauro, che dopo aver completamente ristrutturato le porte, le cederebbe volentieri, ma soltanto in cambio di qualche decina di migliaio di euro. Gli stessi che l’associazione sostiene di non essere disposta a sborsare semplicemente perché, dice un suo esimio esponente, <<non sapremmo dove prenderli>>.
Come se ne esce? Per chi crede in Dio, pregando. Laici ed agnostici, invece, proveranno a ripartire da una riunione terrena: domani pomeriggio, nella sede dell’associazione, seduta del direttivo, allargata alla partecipazione del sindaco.
Gianpaolo Iacobini
 

Gianpaolo Iacobini

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