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Sono
in cassa integrazione ormai da quasi un anno. Erano stati i
primi a protestare, gli ultimi a smobilitare. In tempi di
campagna elettorale, tutti avevano promesso loro di tutto.
Nessuno, però, è stato ancora in grado di garantire la sola cosa
che realmente vogliono: ripristinare la navigabilità sullo
Stombi, in maniera tale da consentire l’arrivo di nuove commesse
ed il salvataggio del posto di lavoro. Così, gli operai alle
dipendenze dei Cantieri nautici sibariti, d’intesa con la Cgil e
la Fiom, hanno deciso di tornare a far sentire la propria voce,
proclamando lo stato d’agitazione.
Dice Nino Rubini, segretario della Camera del lavoro di Cassano:
<<Sono trascorsi dieci giorni da quando gli escavatori hanno
ultimato i lavori di disinsabbiamento del canale, ma ancora i
diportisti non sono liberi d’uscire in mare, costretti invece a
rimanere all’interno dei cantieri della Casa Bianca group. Chi,
in queste settimane passate, avrebbe dovuto provvedere alla
messa in sicurezza dello Stombi non lo ha fatto. Parimenti,
senza soluzione è rimasta la vicenda legata alla gestione delle
porte vinciane, di proprietà dell’impresa Maltauro>>. Aggiunge
Rubini: <<Questo significa che la navigazione rimarrà interdetta
ancora a lungo, con negative ripercussione sull’immagine di un
porto turistico un tempo d’eccellente qualità>>. Segue
l’illustrazione dei timori targati Cgil: <<Siamo preoccupati. È
iniziata una gara al richiamo al senso di responsabilità, come
se le istituzioni, le parti datoriali e quelle sociali non
fossero protagoniste esse stesse dello sviluppo del territorio.
Insieme ad altri, abbiamo lavorato per snellire l’iter
burocratico, garantire finanziamenti importanti, giungere al
recupero della legalità. Ciò non è tuttavia bastato, poiché
evidentemente non tutti remano nella stessa direzione in quanto
non tutti rappresentano gli stessi interessi>>.
Sebbene le sue parole suonino come una grave denuncia, altri
dettagli Rubini non aggiunge. Il patron della Camera del lavoro
si limita a ribadire che, <<per il sindacato, il problema più
serio rimane quello del freno posto alla crescita del
comprensorio e del rischio della disoccupazione, che grava sulle
maestranze e sulle loro famiglie>>. Conclusioni: <<La Cgil e la
Fiom – chiosa Rubini – non lasceranno nulla d’intentato per
scongiurare l’avverarsi di foschi scenari. Pertanto, insieme ai
lavoratori, proclamiamo lo stato d’agitazione, sollecitando l’Assindustria
di Cosenza ad un’urgente convocazione delle parti per una
discussione che affronti nel merito la situazione venuta a
determinarsi negli ultimi giorni>>.
Gianpaolo Iacobini |