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Sabato 25 Giugno 2005

Cassano – Caso Stombi: nuovamente in stato d’agitazione i lavoratori dei Cantieri.


Sono in cassa integrazione ormai da quasi un anno. Erano stati i primi a protestare, gli ultimi a smobilitare. In tempi di campagna elettorale, tutti avevano promesso loro di tutto. Nessuno, però, è stato ancora in grado di garantire la sola cosa che realmente vogliono: ripristinare la navigabilità sullo Stombi, in maniera tale da consentire l’arrivo di nuove commesse ed il salvataggio del posto di lavoro. Così, gli operai alle dipendenze dei Cantieri nautici sibariti, d’intesa con la Cgil e la Fiom, hanno deciso di tornare a far sentire la propria voce, proclamando lo stato d’agitazione.
Dice Nino Rubini, segretario della Camera del lavoro di Cassano: <<Sono trascorsi dieci giorni da quando gli escavatori hanno ultimato i lavori di disinsabbiamento del canale, ma ancora i diportisti non sono liberi d’uscire in mare, costretti invece a rimanere all’interno dei cantieri della Casa Bianca group. Chi, in queste settimane passate, avrebbe dovuto provvedere alla messa in sicurezza dello Stombi non lo ha fatto. Parimenti, senza soluzione è rimasta la vicenda legata alla gestione delle porte vinciane, di proprietà dell’impresa Maltauro>>. Aggiunge Rubini: <<Questo significa che la navigazione rimarrà interdetta ancora a lungo, con negative ripercussione sull’immagine di un porto turistico un tempo d’eccellente qualità>>. Segue l’illustrazione dei timori targati Cgil: <<Siamo preoccupati. È iniziata una gara al richiamo al senso di responsabilità, come se le istituzioni, le parti datoriali e quelle sociali non fossero protagoniste esse stesse dello sviluppo del territorio. Insieme ad altri, abbiamo lavorato per snellire l’iter burocratico, garantire finanziamenti importanti, giungere al recupero della legalità. Ciò non è tuttavia bastato, poiché evidentemente non tutti remano nella stessa direzione in quanto non tutti rappresentano gli stessi interessi>>.
Sebbene le sue parole suonino come una grave denuncia, altri dettagli Rubini non aggiunge. Il patron della Camera del lavoro si limita a ribadire che, <<per il sindacato, il problema più serio rimane quello del freno posto alla crescita del comprensorio e del rischio della disoccupazione, che grava sulle maestranze e sulle loro famiglie>>. Conclusioni: <<La Cgil e la Fiom – chiosa Rubini – non lasceranno nulla d’intentato per scongiurare l’avverarsi di foschi scenari. Pertanto, insieme ai lavoratori, proclamiamo lo stato d’agitazione, sollecitando l’Assindustria di Cosenza ad un’urgente convocazione delle parti per una discussione che affronti nel merito la situazione venuta a determinarsi negli ultimi giorni>>.

Gianpaolo Iacobini

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