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Giovedì 22 Giugno 2005

Cassano –  Le ferriti: cronaca di una storia senza fine.


In principio, nel 1997, fu “Artemide”, operazione di polizia giudiziaria. È di gennaio. I Baschi verdi della Guardia di Finanza mettono le mani su un’organizzazione dedita allo smercio di sostanze tossiche. Di ferriti ne vengono scoperte almeno 30.000 tonnellate, disseminate ovunque. Nell’elenco dei personaggi coinvolti finiscono a decine, tra amministratori e funzionari regionali, imprenditori agricoli ed industriali. Tutti sotto la lente di un’inchiesta divisa in due tronconi: a Catanzaro il procedimento a carico degli amministratori, a Castrovillari quello nei riguardi dei presunti gestori e manovali del traffico illecito. Pesante l’accusa: disastro ambientale. Secondo gli inquirenti, i residui dei cicli di lavorazione della crotonese “Pertusola sud” avrebbero dovuto raggiungere discariche autorizzate in Sardegna. Il loro viaggio, però, finiva a Cerchiara e Cassano, con la complicità, sospettano gli investigatori, di agricoltori sciaguratamente compiacenti.
Mentre nelle aule giudiziarie prendono corpo i procedimenti penali, nelle stanze della politica si discute di come bonificare i siti inquinati. Il confronto, però, non decolla. Per la normativa nazionale ed europea, le ferriti sono rifiuti tossici, ad alta pericolosità. Tuttavia nessuno le rimuove dal cuore della Piana, dove giacciono sprofondate ai margini di torrenti e falde acquifere. Passano gli anni, si succedono amministratori e schieramenti politici, le ferriti restano al loro posto. Coerenti e inamovibili. Nel novembre del 2002 la svolta: il Ministero dell’Ambiente, con apposito decreto, individua spicchi d’Italia malata da curare. Nell’elenco dei luoghi soggetti a bonifica anche Cassano, Cerchiara ed i loro cimiteri di ferriti. Marzo 2003: a Roma si tiene la prima conferenza di servizi. Vi prendono parte i Comuni interessati e gli esperti dell’Ufficio del commissariato regionale per l’emergenza rifiuti, ma anche i rappresentanti del Ministero, dell’Enichem e della Pertusola. Dopo una lunga pausa, appena una settimana fa a Roma, nuova seduta della conferenza dei servizi, ma risposte poche o nulle. E le ferriti continuano a dormire nei campi della Sibaritide.

Gianpaolo Iacobini

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