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In principio, nel 1997, fu “Artemide”, operazione di polizia
giudiziaria. È di gennaio. I Baschi verdi della Guardia di
Finanza mettono le mani su un’organizzazione dedita allo smercio
di sostanze tossiche. Di ferriti ne vengono scoperte almeno
30.000 tonnellate, disseminate ovunque. Nell’elenco dei
personaggi coinvolti finiscono a decine, tra amministratori e
funzionari regionali, imprenditori agricoli ed industriali.
Tutti sotto la lente di un’inchiesta divisa in due tronconi: a
Catanzaro il procedimento a carico degli amministratori, a
Castrovillari quello nei riguardi dei presunti gestori e
manovali del traffico illecito. Pesante l’accusa: disastro
ambientale. Secondo gli inquirenti, i residui dei cicli di
lavorazione della crotonese “Pertusola sud” avrebbero dovuto
raggiungere discariche autorizzate in Sardegna. Il loro viaggio,
però, finiva a Cerchiara e Cassano, con la complicità,
sospettano gli investigatori, di agricoltori sciaguratamente
compiacenti.
Mentre nelle aule giudiziarie prendono corpo i procedimenti
penali, nelle stanze della politica si discute di come
bonificare i siti inquinati. Il confronto, però, non decolla.
Per la normativa nazionale ed europea, le ferriti sono rifiuti
tossici, ad alta pericolosità. Tuttavia nessuno le rimuove dal
cuore della Piana, dove giacciono sprofondate ai margini di
torrenti e falde acquifere. Passano gli anni, si succedono
amministratori e schieramenti politici, le ferriti restano al
loro posto. Coerenti e inamovibili. Nel novembre del 2002 la
svolta: il Ministero dell’Ambiente, con apposito decreto,
individua spicchi d’Italia malata da curare. Nell’elenco dei
luoghi soggetti a bonifica anche Cassano, Cerchiara ed i loro
cimiteri di ferriti. Marzo 2003: a Roma si tiene la prima
conferenza di servizi. Vi prendono parte i Comuni interessati e
gli esperti dell’Ufficio del commissariato regionale per
l’emergenza rifiuti, ma anche i rappresentanti del Ministero,
dell’Enichem e della Pertusola. Dopo una lunga pausa, appena una
settimana fa a Roma, nuova seduta della conferenza dei servizi,
ma risposte poche o nulle. E le ferriti continuano a dormire nei
campi della Sibaritide.
Gianpaolo Iacobini |