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Mercoledì 22 Giugno 2005

Cassano -  La paura per le scorie sepolte nell’alto Ionio


Un incubo chiamato spazzatura. Che siano ferriti o scorie nucleari, poco importa. In queste ore, a turbare i sonni tranquilli delle genti dell’alto Ionio, non sono soltanto i residui della lavorazione della “Pertusola”, sepolti a Cassano, Cerchiara e forse anche Francavilla. Una manciata di chilometri più a nord, al confine tra i comuni lucani di Pisticci e Ferradina, c’è un altro mostro da affrontare. È il terrore radioattivo. Un collaboratore di giustizia, nelle sue dichiarazioni rese agli inquirenti e poi apparse sulle pagine del settimanale “L’Espresso”, ha raccontato d’un traffico internazionale di sostanze tossiche e d’un centinaio di fusti con scarti nucleari, seppelliti sugli argini del torrente Vella, in località Coste della Cretagna a Pisticci.
Due paure identiche, due risposte diverse. La Basilicata s’è mobilitata da subito, compatta. Una pioggia di interrogazioni sul tema dell’inquinamento radioattivo ha letteralmente allagato il Parlamento. Da ieri, e fino a domani, inoltre, sarà in Lucania la Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti. S’occuperà delle rivelazioni fornite dall’ex boss oggi pentito, ed accenderà i propri riflettori sulle discariche di rifiuti tossici che si dice siano interrati nel Metapontino, e sul patto tra la 'ndrangheta e lo Stato per smaltire tonnellate di scorie pericolose.
Solo silenzi, invece, in Calabria: non fosse stato per qualche sindaco ed un paio di cronisti, delle ferriti si sarebbe persa ogni traccia. Adesso, a ricordare che esistono e che sono un problema probabilmente letale, è intervenuta la magistratura. Finalmente.

Gianpaolo Iacobini

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