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Le ferriti di zinco. I Baschi Verdi della Guardia di Finanza le
hanno scoperte nel 1997. Eppure, otto anni dopo, almeno
ufficialmente, non esiste uno studio o una relazione medica che
ne abbia accertato l’eventuale pericolosità ed il relativo
grado, nonché l’incidenza sulle condizioni di salute d’una
popolazione che, si dice ora, s’ammala sempre più frequentemente
di tumori e leucemie, fino a morirne.
Niente di niente: non ancora attivo il registro dei tumori, mai
avviata l’inchiesta epidemiologica che pure lo scorso febbraio
l’azienda sanitaria di Rossano aveva promesso ad una delegazione
di Rifondazione comunista, capeggiata dal commissario regionale
Stefano Zuccherini.
Niente di niente. Solo morti sospette e timori crescenti. Quel
che la scienza dice rinviene dai pochi documenti disponibili. Ad
esempio, il rapporto predisposto nel maggio del 2004 dal settore
bonifiche del Ministero della sanità. Anzitutto, i luoghi e la
sventura che li avvolge: <<Nelle discariche localizzate a
Cassano e Cerchiara sono ammassate, senza precauzione alcuna,
centinaia di tonnellate di ferriti, che rappresentano un
pericolo per la dispersione delle particelle per mezzo del vento
e per l'inquinamento prodotto al terreno ed alle falde
acquifere. Il continuo dislavamento ad opera degli agenti
naturali può portare a disperdere nel sottosuolo quote rilevanti
di elementi tossici>>. A parte ciò, nulla da aggiungere. O
quasi. <<Non sono disponibili dati di epidemiologia ambientale -
recitano gli atti di un convegno di studio di epidemiologia
ambientale, organizzato dall'Istituto Superiore di Sanità e
svoltosi a Roma sempre nel maggio 2004 - per i Comuni di Cassano
e Cerchiara>>. Però: <<La città di Crotone - rivelano i
documenti catalogati negli archivi dell'Istisan - ha fatto
registrare, tra il 1988 ed il 1997, un significativo incremento
della mortalità per mesotelioma pleurico>>.
Gli inquirenti sospettano che ciò possa essersi verificato anche
a Francavilla, Cerchiara e Cassano.
Gianpaolo Iacobini
Gianpaolo Iacobini |