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<<E’ ormai innegabile che le ferriti di zinco rappresentino un
problema di portata nazionale. Non si può far finta di niente>>.
Roberto Bruno è assessore all’ambiente del Comune di Cassano dal
luglio 2004. Da sempre è uno stimato medico: nascondere verità
scomode gli riuscirebbe davvero difficile. Ed ora che di ferriti
si torna a parlare come d’una questione seria, lui non si
nasconde dietro un dito. E prova a promuovere la mobilitazione
istituzionale. Quantomeno, non ai massimi livelli. <<Sono molto
preoccupato – dice Bruno – per le possibili conseguenze di
ordine ambientale e sanitario che questi siti hanno potuto
determinare nel corso del tempo, almeno fino a quando non sono
stati messi in sicurezza. Mi inquieta il pensiero che altre
discariche, non ancora individuate, possano giacere da qualche
parte nell’alto Ionio. Del resto, si tratta di timori che ho
personalmente espresso di recente, nel corso della Conferenza di
servizi svoltasi negli uffici del Ministero dell’ambiente>>.
Alla preoccupazione si somma la rabbia. <<Sì, sono arrabbiato>>,
aggiunge Bruno. <<Non è possibile che una situazione simile
possa protrarsi per anni, quando invece avrebbe dovuto essere
risolta con interventi immediati ed incisivi, di carattere
emergenziale>>.
Tempo passato e forse perduto: resta ora da fronteggiare
un’altra emergenza. Presente. <<L’amministrazione comunale di
Cassano terrà sempre alto il livello di guardia>>, promette
l’assessore. Che ricorda: <<Ci siamo costituiti parte civile nel
procedimento penale in corso davanti al Tribunale di
Castrovillari. Insieme al sindaco, che in prima persona segue
con me l’intera vicenda, abbiamo sollecitato più volte l’Ufficio
del commissario per l’emergenza ambientale a procedere
celermente al piano di caratterizzazione dei siti inquinati ed
alla loro bonifica. Non ci stancheremo di esortare le autorità
competenti ad assolvere i compiti loro spettanti>>. Seguono
proposte: <<In sede di conferenza di servizi abbiamo richiesto
che al tavolo del confronto venga ammessa anche l’azienda
sanitaria di Rossano, alla quale comunque abbiamo già rivolto
l’invito a voler effettuare nel comprensorio un’indagine
epidemiologica, finalizzata all’individuazione delle cause di
mortalità, negli ultimi dieci anni, tra la popolazione che vive
nelle zone dove sono presenti i siti delle ferriti>>. Poi, una
sfilza di quesiti: ritiene esistano altri siti non ancora
individuati? <<Non abbiamo certezze né sospetti precisi. Non
escluderei però che qualche altra discarica possa saltar fuori.
Del resto, ci risulta che l’Ufficio del commissario per
l’emergenza ambientale sia impegnato a ricostruire la sorte di
almeno 100.000 tonnellate di ferriti>>. Ancora: crede che i
cittadini siano stati correttamente informate degli effetti
potenzialmente nocivi delle ferriti di zinco? <<Sinceramente,
penso non sia stata detta l’intera verità. La popolazione è
stata forse lasciata nel dubbio, non essendo mai stato
effettuato un approfondimento serio dei possibili danni
derivanti dalla presenza sul territorio di cimiteri di ferriti
di zinco>>. Insomma, quanto basta per la considerazione finale:
<<Le ferriti rappresentano un problema di portata nazionale. Per
questo chiedo che del caso si occupi la Commissione parlamentare
d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. La magistratura, con
un’apprezzabile inchiesta in tema di tutela dell’ambiente e
della salute, sta facendo la sua parte. Tocca ora alla politica.
Mi auguro che il Parlamento, il Governo e la Regione non restino
sordi di fronte al grido di dolore che sale dalla Sibaritide>>.
Gianpaolo Iacobini |