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Giovedì 23 Giugno 2005

Cassano - <<La Commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti in Calabria>>: lo chiede l’assessore comunale all’ambiente, Roberto Bruno


<<E’ ormai innegabile che le ferriti di zinco rappresentino un problema di portata nazionale. Non si può far finta di niente>>.
Roberto Bruno è assessore all’ambiente del Comune di Cassano dal luglio 2004. Da sempre è uno stimato medico: nascondere verità scomode gli riuscirebbe davvero difficile. Ed ora che di ferriti si torna a parlare come d’una questione seria, lui non si nasconde dietro un dito. E prova a promuovere la mobilitazione istituzionale. Quantomeno, non ai massimi livelli. <<Sono molto preoccupato – dice Bruno – per le possibili conseguenze di ordine ambientale e sanitario che questi siti hanno potuto determinare nel corso del tempo, almeno fino a quando non sono stati messi in sicurezza. Mi inquieta il pensiero che altre discariche, non ancora individuate, possano giacere da qualche parte nell’alto Ionio. Del resto, si tratta di timori che ho personalmente espresso di recente, nel corso della Conferenza di servizi svoltasi negli uffici del Ministero dell’ambiente>>. Alla preoccupazione si somma la rabbia. <<Sì, sono arrabbiato>>, aggiunge Bruno. <<Non è possibile che una situazione simile possa protrarsi per anni, quando invece avrebbe dovuto essere risolta con interventi immediati ed incisivi, di carattere emergenziale>>.
Tempo passato e forse perduto: resta ora da fronteggiare un’altra emergenza. Presente. <<L’amministrazione comunale di Cassano terrà sempre alto il livello di guardia>>, promette l’assessore. Che ricorda: <<Ci siamo costituiti parte civile nel procedimento penale in corso davanti al Tribunale di Castrovillari. Insieme al sindaco, che in prima persona segue con me l’intera vicenda, abbiamo sollecitato più volte l’Ufficio del commissario per l’emergenza ambientale a procedere celermente al piano di caratterizzazione dei siti inquinati ed alla loro bonifica. Non ci stancheremo di esortare le autorità competenti ad assolvere i compiti loro spettanti>>. Seguono proposte: <<In sede di conferenza di servizi abbiamo richiesto che al tavolo del confronto venga ammessa anche l’azienda sanitaria di Rossano, alla quale comunque abbiamo già rivolto l’invito a voler effettuare nel comprensorio un’indagine epidemiologica, finalizzata all’individuazione delle cause di mortalità, negli ultimi dieci anni, tra la popolazione che vive nelle zone dove sono presenti i siti delle ferriti>>. Poi, una sfilza di quesiti: ritiene esistano altri siti non ancora individuati? <<Non abbiamo certezze né sospetti precisi. Non escluderei però che qualche altra discarica possa saltar fuori. Del resto, ci risulta che l’Ufficio del commissario per l’emergenza ambientale sia impegnato a ricostruire la sorte di almeno 100.000 tonnellate di ferriti>>. Ancora: crede che i cittadini siano stati correttamente informate degli effetti potenzialmente nocivi delle ferriti di zinco? <<Sinceramente, penso non sia stata detta l’intera verità. La popolazione è stata forse lasciata nel dubbio, non essendo mai stato effettuato un approfondimento serio dei possibili danni derivanti dalla presenza sul territorio di cimiteri di ferriti di zinco>>. Insomma, quanto basta per la considerazione finale: <<Le ferriti rappresentano un problema di portata nazionale. Per questo chiedo che del caso si occupi la Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. La magistratura, con un’apprezzabile inchiesta in tema di tutela dell’ambiente e della salute, sta facendo la sua parte. Tocca ora alla politica. Mi auguro che il Parlamento, il Governo e la Regione non restino sordi di fronte al grido di dolore che sale dalla Sibaritide>>.

Gianpaolo Iacobini

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