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I terreni indicati come siti contaminati da ferriti di zinco
dovrebbero trovarsi in stato di sicurezza. Ovvero: spianati,
ricoperti da teloni impermeabili e strati di sabbia, cinti da
fossi di scolo drenanti e da recinzioni idonee ad impedire che
qualcuno potesse avvicinarsi alle zone off limits. Dovrebbe
essere così anche a Cassano, per due ampie superfici loro
malgrado trasformate in cimiteri di ferriti: località masseria
Chidichimo, in contrada Prainetta, ed un vasto appezzamento di
terreno in contrada Tre Ponti. Dovrebbe essere, ed invece non è.
Almeno, non in parte. Come stiano le cose lo certifica ora la
relazione di servizio frutto degli accertamenti disposti dal
Comune di Cassano nei luoghi in questione. Stando alle
indiscrezioni trapelate, nessun problema sarebbe stato
riscontrato in contrada Tre Ponti. Diversa invece la realtà in
contrada Prainetta. Qui le piogge avrebbero parzialmente slavato
la sabbia posta a difesa dei teloni, che comunque si
presenterebbero in buone condizioni, e parzialmente ostruito i
limitrofi e serventi canali di scolo. Il dato clamoroso è
tuttavia un altro: la rete di recinzione dell’area, alta due e
lunga centinaia di metri, non c’è più. Probabilmente, è stata
pazientemente divelta e portata via. Rubata. Con il risultato
che il sito risulta ora facilmente accessibile. La circostanza
sarebbe stata già segnalata all’Ufficio del commissario per
l’emergenza ambientale. <<Ho rivolto all’Ufficio del commissario
– si limita a commentare l’assessore municipale all’ambiente,
Roberto Bruno – la formale richiesta di controlli sull’effettivo
stato della messa in sicurezza dei siti presenti nella nostra
città>>.
Probabile che presto possa sapersene qualcosa in più.
Gianpaolo Iacobini |