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Lunedì 27 Giugno 2005

Cassano - La pericolosità delle ferriti negli atti della commissione d’inchiesta


La pericolosità delle ferriti di zinco descritta negli atti della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Le pagine che Alfredo Campanella nella sua intervista richiama risalgono all’ottobre del 1998, quando davanti all’organismo bicamerale, all’epoca presieduto dal verde Massimo Scalia, compare il magistrato Luigi De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Catanzaro. Quel giorno, davanti ai commissari, De Magistris parla dell’inchiesta che riguarda le ferriti. Dice: <<L'indagine riguardante lo smaltimento di rifiuti tossico-nocivi provenienti dalla Pertusola sud di Crotone nasce originariamente presso la procura di Castrovillari, negli anni 1994 e 1995, grazie ad un lavoro meritorio svolto dalla Brigata della Guardia di Finanza di Trebisacce. Successivamente, quando iniziarono ad evidenziarsi legami con settori della criminalità organizzata e del mondo politico regionale, della questione presi ad occuparmi io. Immediatamente l'ufficio si è reso conto dell'importanza e dell'interesse investigativo che questa materia evidenziava. L'accordo infatti prevedeva che le ferriti di zinco fossero trattate in modo da formare dei conglomerati cementiti. Le indagini hanno invece appurato che ci si era limitati a miscelarle ed a produrre del sottofondo stradale. E' venuta quindi alla luce una procedura totalmente illegittima nel loro trattamento. Proprio in questi giorni sono in corso di ultimazione le analisi chimiche effettuate dalla Asl di Cosenza, perché le analisi iniziali dei rifiuti ne hanno dimostrato la tossicità: sono stati evidenziati come nocivi per inalazione e ingestione, con pericolo di effetti cumulativi tali da rendere necessario indicare tra le precauzioni anche quella di non respirare le polveri. Siamo in attesa di ulteriori analisi perché, con una certa probabilità, sono stati individuati altri siti agricoli, sempre nella zona di Cassano, nei quali sarebbero state interrate molte altre tonnellate di zinco>>.
Non se n’è mai più saputo nulla. Perché quei siti non esistono, o perché nessuno, alla fine, li ha mai cercati con la necessaria convinzione? E poi, se davvero le ferriti sono così pericolose, perché nessuno ha mai avvisato del pericolo le popolazioni della Calabria citeriore? Domande in attesa di risposte. E della famosa operazione verità.

Gianpaolo Iacobini

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