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La pericolosità delle ferriti di zinco descritta negli atti
della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei
rifiuti. Le pagine che Alfredo Campanella nella sua intervista
richiama risalgono all’ottobre del 1998, quando davanti
all’organismo bicamerale, all’epoca presieduto dal verde Massimo
Scalia, compare il magistrato Luigi De Magistris, sostituto
procuratore della Repubblica presso il tribunale di Catanzaro.
Quel giorno, davanti ai commissari, De Magistris parla
dell’inchiesta che riguarda le ferriti. Dice: <<L'indagine
riguardante lo smaltimento di rifiuti tossico-nocivi provenienti
dalla Pertusola sud di Crotone nasce originariamente presso la
procura di Castrovillari, negli anni 1994 e 1995, grazie ad un
lavoro meritorio svolto dalla Brigata della Guardia di Finanza
di Trebisacce. Successivamente, quando iniziarono ad
evidenziarsi legami con settori della criminalità organizzata e
del mondo politico regionale, della questione presi ad occuparmi
io. Immediatamente l'ufficio si è reso conto dell'importanza e
dell'interesse investigativo che questa materia evidenziava.
L'accordo infatti prevedeva che le ferriti di zinco fossero
trattate in modo da formare dei conglomerati cementiti. Le
indagini hanno invece appurato che ci si era limitati a
miscelarle ed a produrre del sottofondo stradale. E' venuta
quindi alla luce una procedura totalmente illegittima nel loro
trattamento. Proprio in questi giorni sono in corso di
ultimazione le analisi chimiche effettuate dalla Asl di Cosenza,
perché le analisi iniziali dei rifiuti ne hanno dimostrato la
tossicità: sono stati evidenziati come nocivi per inalazione e
ingestione, con pericolo di effetti cumulativi tali da rendere
necessario indicare tra le precauzioni anche quella di non
respirare le polveri. Siamo in attesa di ulteriori analisi
perché, con una certa probabilità, sono stati individuati altri
siti agricoli, sempre nella zona di Cassano, nei quali sarebbero
state interrate molte altre tonnellate di zinco>>.
Non se n’è mai più saputo nulla. Perché quei siti non esistono,
o perché nessuno, alla fine, li ha mai cercati con la necessaria
convinzione? E poi, se davvero le ferriti sono così pericolose,
perché nessuno ha mai avvisato del pericolo le popolazioni della
Calabria citeriore? Domande in attesa di risposte. E della
famosa operazione verità.
Gianpaolo Iacobini |