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Martedì 28 Giugno 2005

Sibaritide – Le ferriti di zinco approdano in Parlamento: il deputato Geraci presenta un’interrogazione.


Ferriti di zinco. Sono rifiuti tossici. Da anni, ormai, Cassano e Cerchiara ne sono la maledetta patria d’elezione. Di quei siti, messi in sicurezza, avrebbe dovuto essere attuata la bonifica, che invece non è mai iniziata. Si sospetta: di discariche di ferriti, non ancora individuate, potrebbero esservene altre, sparse per il territorio. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari, che ha avviato un’inchiesta per far luce sulle cause dell’aumento di tumori e leucemie nella Sibaritide, le cerca dappertutto, in particolare a Francavilla Marittima. La vicenda attira ora, finalmente, anche i riflettori della politica. A puntare le luci del Parlamento sulla questione, il deputato aennino Giuseppe Geraci, già sindaco di Corigliano, che nella mattinata di ieri ha presentato in Aula un’interrogazione destinata ai Ministri della salute e dell’ambiente.
Scrive Geraci nel suo atto: <<Nel 1997, con l’operazione “Artemide”, la Guardia di Finanza rinvenne 30.000 tonnellate di ferriti di zinco disseminate nei territori dei comuni di Cerchiara, Cassano e Francavilla. Successivamente, nel 2002, il Ministero della sanità individuò degli spicchi d’Italia da bonificare, inserendo nell’elenco anche i centri di Cassano e Cerchiara>>. Non tutto, però, sembra essere andato secondo i programmi: <<A otto anni dalla scoperta di tali materiali altamente tossici – aggiunge infatti Geraci nella sua interrogazione – non esiste un’indagine epidemiologica, del Ministero della sanità o dell’Istituto superiore della sanità o dell’Asl competente, che ne abbia accertato l’eventuale pericolosità. E ciò sebbene nell’ultimo triennio le neoplasie e le leucemie sembrino essere aumentate in maniera addirittura esponenziale, sfiorando i tristi primati delle città più industrializzate>>.
A completare il quadro, un richiamo a quel che accade, da qualche settimana a questa parte, pochi chilometri a nord del confine calabrese, in terra di Lucania: <<Di recente, un collaboratore di giustizia ha dichiarato che nel comune di Pisticci sarebbero stati seppelliti, nell’ambito di un traffico internazionale di scorie nucleari, fusti contenenti sostanze nocive. Queste vicende paiono aver fatto dell’alto ionio materano e cosentino, territori ad alta vocazione turistica, il punto di riferimento delle ecomafie, alimentando così l’incubo della presenza di scorie tossiche che, oltre a scoraggiare il turismo, ingenera allarmismo negli abitanti>>. In coda, il quesito: <<Chiedo di sapere – conclude Geraci ai Ministri della sanità e della salute – quali iniziative il Governo intenda adottare per la completa bonifica dei siti, al fine di tutelare la salute della popolazione>>.
S’attende ora quella risposta che manca da otto anni.

Gianpaolo Iacobini

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