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Ferriti di zinco. Sono rifiuti tossici. Da anni, ormai, Cassano
e Cerchiara ne sono la maledetta patria d’elezione. Di quei
siti, messi in sicurezza, avrebbe dovuto essere attuata la
bonifica, che invece non è mai iniziata. Si sospetta: di
discariche di ferriti, non ancora individuate, potrebbero
esservene altre, sparse per il territorio. La Procura della
Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari, che ha avviato
un’inchiesta per far luce sulle cause dell’aumento di tumori e
leucemie nella Sibaritide, le cerca dappertutto, in particolare
a Francavilla Marittima. La vicenda attira ora, finalmente,
anche i riflettori della politica. A puntare le luci del
Parlamento sulla questione, il deputato aennino Giuseppe Geraci,
già sindaco di Corigliano, che nella mattinata di ieri ha
presentato in Aula un’interrogazione destinata ai Ministri della
salute e dell’ambiente.
Scrive Geraci nel suo atto: <<Nel 1997, con l’operazione “Artemide”,
la Guardia di Finanza rinvenne 30.000 tonnellate di ferriti di
zinco disseminate nei territori dei comuni di Cerchiara, Cassano
e Francavilla. Successivamente, nel 2002, il Ministero della
sanità individuò degli spicchi d’Italia da bonificare, inserendo
nell’elenco anche i centri di Cassano e Cerchiara>>. Non tutto,
però, sembra essere andato secondo i programmi: <<A otto anni
dalla scoperta di tali materiali altamente tossici – aggiunge
infatti Geraci nella sua interrogazione – non esiste un’indagine
epidemiologica, del Ministero della sanità o dell’Istituto
superiore della sanità o dell’Asl competente, che ne abbia
accertato l’eventuale pericolosità. E ciò sebbene nell’ultimo
triennio le neoplasie e le leucemie sembrino essere aumentate in
maniera addirittura esponenziale, sfiorando i tristi primati
delle città più industrializzate>>.
A completare il quadro, un richiamo a quel che accade, da
qualche settimana a questa parte, pochi chilometri a nord del
confine calabrese, in terra di Lucania: <<Di recente, un
collaboratore di giustizia ha dichiarato che nel comune di
Pisticci sarebbero stati seppelliti, nell’ambito di un traffico
internazionale di scorie nucleari, fusti contenenti sostanze
nocive. Queste vicende paiono aver fatto dell’alto ionio
materano e cosentino, territori ad alta vocazione turistica, il
punto di riferimento delle ecomafie, alimentando così l’incubo
della presenza di scorie tossiche che, oltre a scoraggiare il
turismo, ingenera allarmismo negli abitanti>>. In coda, il
quesito: <<Chiedo di sapere – conclude Geraci ai Ministri della
sanità e della salute – quali iniziative il Governo intenda
adottare per la completa bonifica dei siti, al fine di tutelare
la salute della popolazione>>.
S’attende ora quella risposta che manca da otto anni.
Gianpaolo Iacobini |