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I cittadini di Sibari fanno sul serio, con
determinazione e costanza intendono perseguire il proprio
obiettivo di vedere “Sibari comune autonomo”. E’, per la verità,
un sacrosanto diritto di questi cittadini che si sono messi
all’opera per raccogliere 5000 firme per inoltrare al Consiglio
Regionale della Calabria la proposta di legge: Sibari comune
autonomo. Perché le firme siano valide è necessario che le
stesse siano autenticate dal segretario comunale, o dai
dipendenti comunali autorizzati all’autentica, o da consiglieri
comunali o provinciali che dichiarino la propria disponibilità.
“Questo lavoro di raccolta -precisa il presidente
dell’Associazione, Vincenzo Antolino- è stato cominciato da poco
perché abbiamo incontrato ostacoli e difficoltà dal momento in
cui non abbiamo trovato la disponibilità dei consiglieri
comunali con facilità”. Quali sono stati gli ostacoli da
superare? Antolino subito precisa che: “Dobbiamo ringraziare i
consiglieri comunali “cassanesi” Gianni Papasso e Stefano
Petrosino, presenti da una settimana, quasi tutti i giorni a
Sibari, se la raccolta delle firme è iniziata. I consiglieri
Papasso e Petrosino, pur essendo contrari a Sibari comune,
stanno svolgendo correttamente le prerogative istituzionali che
loro competono. Altrettanto non possiamo dire dei consiglieri
comunali di Sibari Gaetano Riccardi, Giuseppe Trevino e
dell’assessore al bilancio Anthony Gioia, tutti sibariti, i
quali da noi interpellati e invitati a dare una mano alla causa
di Sibari comune, si sono rifiutati.” Ma Vincenzo Antolino,
rammaricato aggiunge:” Vogliamo informare la cittadinanza di
tutto ciò e stigmatizzare con nettezza e dispiacere
l’atteggiamento di Trevino, Riccardi e Gioia, un atteggiamento
che non comprendiamo; perché non si possono raccogliere i voti
di Sibari per operare contro Sibari; non ci si può dichiarare
paladini di Sibari per poi remare contro.” Antolino e gli amici
pro Sibari comune, hanno dichiarato di “essere costernati per
questo episodio”.
Martino Zuccaro |