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Tecnicamente, è una procedura di verifica. È il passo
propedeutico al varo di azioni di responsabilità. Più
semplicemente: il Comune di Cassano ha riconosciuto o comunque
regolarizzato e pagato, nel recente passato, debiti contratti in
nome dell’ente, per finalità, si sospetta, non proprio e non
sempre istituzionali. I funzionari municipali, ed eventualmente
gli amministratori, che a quelle partite debitorie diedero
origine con propri atti e disposizioni, potrebbero ora essere
chiamati a risponderne.
La notizia emerge da una nota, trasmessa nei giorni scorsi al
Municipio dalla Procura regionale della Corte dei Conti. Chiaro
il messaggio: s’indaga su alcune vicende contabili e
finanziarie. Probabile ricostruzione dei fatti: tutto sarebbe
iniziato lo scorso ottobre, quando la maggioranza consiliare
guidata dal sindaco approva in consiglio comunale il
riequilibrio di bilancio, riconoscendo debiti fuori bilancio per
un controvalore di decine di migliaia di euro. L’opposizione
socialista, capeggiata da Gianni Papasso, contesta il
provvedimento, chiedendo l’intervento della Corte dei Conti. Che
acquisisce l’intera documentazione oggetto di critiche, ma
allarga il proprio raggio d’azione. Passando letteralmente ai
raggi x motivi e responsabilità all’origine dei debiti infine
riconosciuti dall’assemblea consiliare, risalenti ad un ampio
arco temporale, ricompreso tra il 1989 ed il 2003.
Formalmente, gli accertamenti punterebbero a far luce su
<<presunti profili di danno erariale>> in relazione a casi
distinti e molteplici. Tanto per capire: <<Si richiede di
fornire notizie in merito a eventuali azioni di recupero
iniziate dal Comune nei confronti dei soggetti responsabili
degli esborsi inutili derivati dalle numerose contravvenzioni
illegittime e dal frequentissimo ritardo nel pagamento dei
debiti riconosciuti con vari provvedimenti giurisdizionali,
nonché a quali circostanze fattuali e giuridiche siano da
ascrivere i suddetti ritardi nell’esecuzione dei numerosi
provvedimenti giurisdizionali che hanno statuito la soccombenza
dell’ente>>. Ma c’è anche e soprattutto dell’altro, perché la
Procura della Corte chiede, ad esempio, di poter ricevere <<i
dati completi, anagrafici e di attuale residenza, degli
amministratori e funzionari>> chiamati ad occuparsi, nel corso
degli anni, di fatture relative ad alcuni debiti contratti e mai
saldati, neppure al termine della procedura esecutiva, con
evidenti oneri aggiuntivi a carico del Comune. Identica la
richiesta con riferimento alle pratiche relative al saldo delle
prestazioni rese da noti professionisti, tra cui illustri
architetti ed esimi avvocati, in favore del Municipio cassanese:
in tutti i casi, la Corte dei Conti attende ora di ricevere da
Palazzo di città <<dati completi, anagrafici e di attuale
residenza, degli amministratori e funzionari preposti alla
conduzione dei rapporti contrattuali citati e poi all’esecuzione
dei provvedimenti giurisdizionali ricognitivi dei correlati
diritti di credito>>.
L’integrazione documentale richiesta è stata già inoltrata alla
Procura presso la Corte dei Conti, a Catanzaro. La procedura di
verifica continua.
Gianpaolo Iacobini
Gianpaolo Iacobini |