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Dicevano:
tutto a posto. Forse, era solo una pietosa bugia. Ormai, tornare
a navigare sullo Stombi sembra un’impresa ardua, una di quelle
impossibili. Per riuscire nel miracolo, tutti si dicono pronti a
fare la propria parte. Alcuni lo mettono anche nero su bianco,
ma nessuno lo formalizza ufficialmente. Risultato: sulle acque
del dispettoso rigagnolo non si naviga. La chiarezza che
manca potrebbe venire ora dalla riunione operativa convocata per
la mattinata di domani dalla Guardia Costiera, quasi indotta al
grande passo dal susseguirsi di annunci trionfali che però mai
hanno varcato, sotto veste ufficiale, le soglie del comando
coriglianese. All’incontro, coordinato dal tenente di vascello
Francesco Chirico, prenderanno parte i protagonisti della
vicenda o i loro delegati e nessun altro, proprio allo scopo di
evitare l’insorgere di ulteriore confusione. Saranno dunque
presenti il Comune di Cassano, l’associazione “Laghi di Sibari”,
la “Casa Bianca group srl”, l’impresa “Maltauro”. Sul tavolo, il
nodo di sempre: la solenne formalizzazione delle responsabilità
da assumere per garantire la navigabilità. Esempio: la “Maltauro”,
nei giorni scorsi, si sarebbe detta pronta a girare alla “Casa
bianca group srl” la gestione delle porte vinciane. Questa, dal
canto suo, avrebbe manifestato piena, pur se temporanea
disponibilità, ad accettare. Le volontà dichiarate non si
sarebbero tuttavia trasfuse in atti idonei a poter ritenere
adempiute le prescrizioni imposte dalla magistratura al momento
del dissequestro del canale, undici mesi fa. A testimoniare
l’incertezza che regnerebbe tra le parti private protagoniste
della trattativa, un atto, questo sì ufficiale, con cui gli
inquirenti avrebbero richiamato la “Maltauro”, nella sua veste
di proprietaria delle porte vinciane, ad assicurarne gestione e
manutenzione. Chiaro sintomo del non ancora avvenuto passaggio
di consegne tra i legittimi proprietari e gli aspiranti gestori.
A rimarcare la gravità dei ritardi accumulati ed il tentativo di
sbloccare l’impasse, inoltre, pure la richiesta di chiarimenti
formulata proprio dalla Guardia Costiera: appena ieri, infatti,
il comandante Chirico avrebbe diramato una lettera contenente
l’invito a voler fugare ogni dubbio con riguardo a dieci,
specifiche questioni, attinenti l’esatta e rituale
individuazione, oltre che dei gestori delle porte vinciane,
altresì dei soggetti tenuti alla stipula della polizza
assicurativa, all’apposizione dei cartelli monitori lungo gli
argini del canale, alla cura del servizio radio e del faro. Non
basta: complicazioni finora taciute riguarderebbero i
segnalamenti marittimi: il caso Stombi rivestirebbe infatti i
contorni dell’unicità, forse appena scalfita dall’esistenza di
una solitaria, analoga situazione nelle lande venete sperse tra
Venezia e Grado. Nell’impossibilità di risalire a
regolamentazioni già testate, potrebbe essere necessario
predisporne di nuove.
Insomma, un gran bel casotto, dalla cui risoluzione dipendono i
tempi di ripristino della navigabilità. Se ne saprà di più
domani. Intanto, un’altra domenica senza Stombi sta per passare.
Potrebbe non essere l’ultima.
Gianpaolo Iacobini |