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Infine,
tornammo a rivedere il mare.
E’ di sabato. C’è da festeggiare la riapertura, un anno e mezzo
dopo, dello Stombi, canale che lega allo Ionio le darsene dei
laghi di Sibari. Ci sarebbe da rispettare un preciso
cerimoniale, ma il popolo dei diportisti, dopo diciotto mesi
passati a scrutare l’orizzonte dai moli, elude il rito e corre
verso il mare, ad issar vele e sprigionare cavalli ruggenti, per
tanto, troppo tempo tenuti prigionieri in motori divenuti ormai
anguste stalle. Non viene invece meno al sacro dovere liturgico
chi rimane sulla terra ferma. Il programma segnala: ore 11,
conferenza stampa. Ma nella conferenza di stampa c’è davvero
poco, perché ai giornalisti non viene concesso neppure lo spazio
d’una domanda: sarà per un’altra volta. Chi al microfono
c’arriva, parla per tutti.
Comincia Nunzio Masotina, presidente dell’associazione “Laghi di
Sibari”. Sparge lodi e ringraziamenti. Quelli forse più inattesi
sono per la Guardia Costiera ed il suo comandante, Francesco
Chirico, e per due sottufficiali in particolare, i capi Vincenzo
Figoli e Luca Avarello. <<Il loro aiuto è stato prezioso>>, dice
Masotina. Appena un anno fa, alle orecchie dei più sarebbe
suonata come un’eresia. Altri tempi. In sala scatta l’applauso:
onore al merito. Avanti: <<Oggi – aggiunge il presidente
dell’associazione “Laghi di Sibari” – si torna alla legalità
dopo vent’anni di illegalità diffusa, frutto di errori in buona
fede>>. In platea il procuratore capo Agostino Rizzo ed il
sostituto Baldo Pisani, titolare dell’inchiesta sull’affaire
Stombi, commentano con un sorriso. Intanto Masotina cambia
registro. <<Mi rammarico – incalza – della mancata
partecipazione degli assessori regionali ai lavori pubblici ed
al turismo: il traguardo raggiunto è importante, ma se non si
pensa da subito al domani, torneremo ai giorni bui. E non
valorizzare questi luoghi è un delitto che grida vendetta>>.
Cambio della guardia: tocca al sindaco di Cassano, Gianluca
Gallo. Anche lui parte dai ringraziamenti: nell’elenco,
magistratura, inquirenti, Regione Calabria, Provincia di
Cosenza, Consorzio di bonifica, imprenditori privati. Poi,
affonda i colpi: <<Si conclude, almeno per il momento, una
vicenda logorante. Riaprire il canale, e coordinare i soggetti
protagonisti della vicenda, è stata la cosa più difficile della
mia vita. Adesso almeno c’è un punto fermo da cui ripartire>>.
Prima di chiudere, punture di spillo: <<Mi dispiace non sia
presente la Regione Calabria. Probabilmente, è la naturale
conseguenza dell’irrigidimento che, recentemente, ha
contraddistinto il centrosinistra cassanese: sostengono che
quella odierna sia una cerimonia berlusconiana. È invece un
momento d’incontro per la nostra comunità>>. Mario Tassone,
ministro junior alle infrastrutture, infila una battuta:
<<Contestazioni? Anch’io ne ho ricevute, ma quando c’è un
problema non si guarda alle tessere di partito: al di là delle
collocazioni politiche, ognuno è tenuto a far la propria
parte>>.
Tiremm innanz: Giuseppe Gagliardi, assessore provinciale ai
trasporti ed esponente di un centrosinistra che ai laghi c’è,
perché così ha voluto il presidente Mario Oliveiro, richiama
l’attenzione del ministro sul sistema delle infrastrutture a
Cosenza e dintorni. Luigi Garofalo, capogruppo dell’Udeur in
consiglio provinciale, loda l’impegno della giunta e di
Oliverio, ed assicura che la Provincia continuerà a lavorare per
l’avvenire dei laghi. Maurizio Feraudo, consigliere regionale,
porta la voce della Regione: <<E’ stato avviato a soluzione un
grave problema. È tempo di programmare per l’avvenire>>. Finisce
così. Tra applausi e speranze, si torna a casa. Ritrovato il
presente, c’è da costruire il futuro.
Gianpaolo Iacobini |