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Domenica 10 Luglio 2005

Sibari -  Dopo il taglio del nastro, due barche s’incagliano.


Un racconto, suggestivo ed incredibile, ma vero. Di quelli che Cesare Pavese avrebbe magari scritto per il suo Po se solo si fosse concesso il tempo per farlo. Sibari, che non è la pianura padana e non ha un suo fiume da venerare come fosse un dio, è comunque la terra dello Stombi, fazzoletto d’acque grigie e limacciose, impegnato a consumare una sua lenta e sottile vendetta sull’umanità irriconoscente, che ne stravolse il corso e la placida quiete.
Fosse una storia, sarebbe a puntate. Appena ieri l’ultima della serie. Chiuse le orazioni, tutti in barca, verso il mare aperto. Le motovedette di Guardia Costiera e Carabinieri fanno da lepri. Sulla Cp 841, su cui capo Fabio Mazzotta ed il suo equipaggio manovrano magistralmente, trovano posto gli ospiti di riguardo. Ci sono il ministro Tassone ed il deputato Giuseppe Geraci, il procuratore capo Rizzo ed il sostituto Pisani, il presidente Masotina. Con loro anche il primo cittadino cassanese, l’assessore provinciale Gagliardi, l’ex assessore regionale Raffaele Mirigliani, il tenente di vascello Francesco Chirico. Si esce tra ululati di sirene ed espressioni di giubilo. La gente accorre sui moli a salutare. Intanto, a poppa, in scia, s’accodano le altre imbarcazioni. E’ un giorno di festa. Cosa vuoi che accada? Quello che nessuno mai avrebbe immaginato. Uno slop da 12 metri si ferma all’imboccatura del canale. Immobile. Non va né avanti né indietro. Qualcuno gli si avvicina, lancia una cima, prova a trainarlo: è scivolato su un orlo di sabbia. Un mammellone, lo chiamano i tecnici. Una lingua sottile di infida rena, cresciuta nel giro d’una notte. Sulla Cp 841 gli stati d’animo si fanno contrastanti. C’è chi spera, fino alla fine, possa trattarsi di un guasto meccanico e chi d’una disattenzione del velista. <<Siamo nel bel mezzo d’un naufragio>>, scherza il procuratore Rizzo. Più che altro, pare un ingorgo da ora di punta. Il tempo passa. Il ministro Tassone, atteso da un aereo sulla pista di Lamezia, trasborda sulla Cp 712, agli ordini di capo Pino Balbi. Altri seguono il suo esempio, accettando un passaggio da motoscafi di passaggio.
Il sindaco Gallo non abbandona la nave. S’attacca al telefono. Mormora ordini. Sembra il preludio d’una giornataccia, poi lo slop, come d’incanto, si smuove. Ma non è finita, perché il mammellone fa un’altra vittima, avvinghiando a sé per pochi minuti una seconda imbarcazione. Due ore dopo, a tagliare l’infida lingua di sabbia, arriva la squadra dragaggio. Il mammellone brutto svanisce, inabissandosi tra le onde dello Ionio. Restano lo Stombi e le sue leggendarie magie da dispettoso rigagnolo.

Gianpaolo Iacobini

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