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Un
racconto, suggestivo ed incredibile, ma vero. Di quelli che
Cesare Pavese avrebbe magari scritto per il suo Po se solo si
fosse concesso il tempo per farlo. Sibari, che non è la pianura
padana e non ha un suo fiume da venerare come fosse un dio, è
comunque la terra dello Stombi, fazzoletto d’acque grigie e
limacciose, impegnato a consumare una sua lenta e sottile
vendetta sull’umanità irriconoscente, che ne stravolse il corso
e la placida quiete.
Fosse una storia, sarebbe a puntate. Appena ieri l’ultima della
serie. Chiuse le orazioni, tutti in barca, verso il mare aperto.
Le motovedette di Guardia Costiera e Carabinieri fanno da lepri.
Sulla Cp 841, su cui capo Fabio Mazzotta ed il suo equipaggio
manovrano magistralmente, trovano posto gli ospiti di riguardo.
Ci sono il ministro Tassone ed il deputato Giuseppe Geraci, il
procuratore capo Rizzo ed il sostituto Pisani, il presidente
Masotina. Con loro anche il primo cittadino cassanese,
l’assessore provinciale Gagliardi, l’ex assessore regionale
Raffaele Mirigliani, il tenente di vascello Francesco Chirico.
Si esce tra ululati di sirene ed espressioni di giubilo. La
gente accorre sui moli a salutare. Intanto, a poppa, in scia,
s’accodano le altre imbarcazioni. E’ un giorno di festa. Cosa
vuoi che accada? Quello che nessuno mai avrebbe immaginato. Uno
slop da 12 metri si ferma all’imboccatura del canale. Immobile.
Non va né avanti né indietro. Qualcuno gli si avvicina, lancia
una cima, prova a trainarlo: è scivolato su un orlo di sabbia.
Un mammellone, lo chiamano i tecnici. Una lingua sottile di
infida rena, cresciuta nel giro d’una notte. Sulla Cp 841 gli
stati d’animo si fanno contrastanti. C’è chi spera, fino alla
fine, possa trattarsi di un guasto meccanico e chi d’una
disattenzione del velista. <<Siamo nel bel mezzo d’un
naufragio>>, scherza il procuratore Rizzo. Più che altro, pare
un ingorgo da ora di punta. Il tempo passa. Il ministro Tassone,
atteso da un aereo sulla pista di Lamezia, trasborda sulla Cp
712, agli ordini di capo Pino Balbi. Altri seguono il suo
esempio, accettando un passaggio da motoscafi di passaggio.
Il sindaco Gallo non abbandona la nave. S’attacca al telefono.
Mormora ordini. Sembra il preludio d’una giornataccia, poi lo
slop, come d’incanto, si smuove. Ma non è finita, perché il
mammellone fa un’altra vittima, avvinghiando a sé per pochi
minuti una seconda imbarcazione. Due ore dopo, a tagliare
l’infida lingua di sabbia, arriva la squadra dragaggio. Il
mammellone brutto svanisce, inabissandosi tra le onde dello
Ionio. Restano lo Stombi e le sue leggendarie magie da
dispettoso rigagnolo.
Gianpaolo Iacobini |