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Martedì 12 Luglio 2005

Sibari –  Caso Stombi: inquirenti soddisfatti.


Il canale farà ancora le bizze, ma questo non è un problema, e forse mai lo è stato perché non poteva esserlo, degli inquirenti che poco più d’un anno fa, con le loro indagini, scoperchiarono il pentolone dello Stombi. Ne vennero fuori presunte irregolarità, amministrative e penali, consolidate nell’arco di un tredicennio. Inizialmente, l’inchiesta fu vissuta quasi come un’aggressione a santuari che si credevano intoccabili. <<Sembrava d’essere a Fort Apache>>, sintetizza un investigatore col gusto della battuta. <<Noi dentro, a cercar di fugare ombre e dubbi, gli altri fuori ad assediarci>>. Un anno dopo, le antiche ruggini sono scomparse come d’incanto, lavate via dal tempo e dalla lenta, inesorabile comprensione del problema. Un processo lungo, infine giunto a conclusione e ben riassunto, nei giorni scorsi, da una significativa dichiarazione di Nunzio Masotina, neo presidente dell’associazione “Laghi di Sibari”: <<L’aiuto della magistratura è stato prezioso. Si è tornati alla legalità dopo vent’anni di illegalità diffusa, frutto di errori in buona fede>>. Una scia nella quale si sono immesse, in coro, le voci della politica e dell’imprenditoria. Unite nell’esaltare gli aspetti positivi di un’inchiesta che, comunque, continua.
Intanto, però, il pool investigativo coordinato dal giovane sostituto procuratore Baldo Pisani non nasconde la propria soddisfazione per gli sviluppi della vicenda. A regalare un sorriso, non tanto e non solo gli elogi diffusi, quanto piuttosto la consapevolezza dei risultati raggiunti, impensabili fino a pochi mesi or sono. Nell’ordine: è cessata l’occupazione abusiva della foce dello Stombi e sono state regolarizzate le pendenze esistenti con l’Erario. Ci sono poi le porte vinciane e le pompe idrovore, indispensabili alla sicurezza della navigazione e dello stesso porto turistico: adesso funzionano regolarmente ed hanno finalmente un padrone ed un gestore certi. Ancora, a far da corollario, il ripristino dei segnalamenti marittimi e l’individuazione di una rotta sicura: al riguardo, l’ultimo aggiornamento delle mappe nautiche risaliva all’ormai preistorico 1985. C’è infine, ultimo soltanto in ordine d’elencazione, il regolamento che disciplina la navigazione sullo Stombi: individua cristallinamente compiti e responsabilità, delinea regole d’approdo chiare ed incontrovertibili. Ieri il primo esempio applicativo: durante le operazioni di dragaggio, porte vinciane chiuse. Senza tentennamenti, in nome della sicurezza.
Insomma, un innegabile, gigantesco passo avanti. Compiuto, paradossalmente, nello spazio di una primavera, quella appena trascorsa, e frutto del nuovo clima instauratosi tra le parti protagoniste della vertenza. <<C’è stato un diverso e positivo approccio al problema – sottolineano gli investigatori – che ha consentito di giungere ad una soluzione condivisa, nel pieno rispetto della legge>>. Una svolta, insomma, che se fosse giunta prima, avrebbe potuto cambiare ancor più in meglio il corso delle cose. <<Ma in una terra dove sembra che tutto sia lecito e che il nemico sia chi applica la legge – sottolinea capo Vincenzo Figoli, coordinatore del pool “Ionio pulito” e sola persona autorizzata a rilasciar commenti per un giorno – i risultati oggi visibili sono sicuramente importanti>>. Certo, saranno stati anche costosi, e probabilmente non saranno che l’inizio di un cammino ancora lungo ed irto di insidie ed ostacoli. <<Ma la legalità, anche quando ha prezzi elevati – si limita a dire il pubblico ministero Pisani – alla fine paga>>.
E per la Sibaritide la ricompensa è uno Stombi restituito, come ognun riconosce, alle leggi dello Stato. Quel che resta: un futuro ancora da conquistare. Ma questo è tutto un altro discorso, riservato a politici ed imprenditori. Cessato l’assedio a Fort Apache, si può iniziare a lavorare per l’avvenire.

Gianpaolo Iacobini

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