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Legge
i giornali, incredulo strizza gli occhi, quindi rilegge quel che
ha appena letto. Poi, abbozza una smorfia ed un commento: <<Non
ci posso credere>>.
Così, con un sorriso che l’amarezza trasforma in smorfia,
Gianluca Gallo raccoglie le critiche, quelle velate e quelle
dirette, che gli piovono addosso dalle cronache dal giorno in
cui, sia pur con il contorno di episodi sfortunati, ha
simbolicamente tagliato il nastro dello Stombi, celebrando il
ritorno alla navigabilità lungo il canale che lega al mare
aperto le darsene del porto turistico sibarita. <<Sulla
vicenda>>, sostiene, <<si sta montando un’incredibile ed
infondata strumentalizzazione, che rischia di far perdere di
vista gli obiettivi ancora da perseguire e centrare>>.
Passaggi da una conversazione. Gallo si dice disorientato
anzitutto dalla recente presa di posizione dei sindacati: lui
che s’è fatto carico di competenze che non spettavano al Comune
di Cassano, che ha coordinato gli attori protagonisti della
vicenda, che ha addossato all’ente, <<per senso di
responsabilità>>, il ruolo di esecutore dei lavori di dragaggio,
non avrebbe mai pensato, racconta, <<di divenire bersaglio di
critiche ingiustificate>>, peraltro legate, all’apparenza, da un
sottile fil rouge che sembra accomunare le dichiarazioni dei
sindacati a quelle della minoranza consiliare. <<I sindacati –
ribatte il sindaco – prima mi chiedono l’avvio d’una campagna
promozionale, poi censurano l’inaugurazione del canale, che di
quella campagna è un primo atto, composto ed affatto
berlusconiano, come del resto dimostra la presenza ufficiale
della Provincia di Cosenza: semplicemente paradossale>>.
Altre, comunque, le ragioni dell’amara incredulità. <<A qualcuno
– osserva Gallo – sfuggono probabilmente diversi elementi della
storia. Tanto per dirne una: non si dimentichi che i centomila
euro che la Regione Calabria ha messo a disposizione per i
lavori di disinsabbiamento attualmente in corso sono stati
ottenuti su richiesta ed impegno dell’amministrazione comunale,
al pari della promessa di finanziamento di oltre due milioni di
euro, da impiegare per lavori di sistemazione definitiva del
canale. E poi, non può essere così facilmente omesso che sempre
il Comune ha già inviato alla Regione il progetto Matteotti,
concernente il prolungamento dei moli, e che della questione s’è
già discusso, e ridiscuterà ancora nei prossimi giorni, con
l’assessore regionale ai lavori pubblici, che ha mostrato
sensibilità ed impegno>>.
Il futuro? La risposta è già stata data: nelle mani della
Regione Calabria. <<Se prima c’era un sequestro giudiziario a
frenare ogni ipotesi di spesa pubblica – spiega il primo
cittadino – adesso le cose stanno diversamente. La legalità è
stata ripristinata, ed è chiaro chi possa fare cosa e come.
Sappiamo dunque che fondi pubblici possono essere investiti
sullo Stombi>>. Tra questi, i famosi 2 milioni di euro. <<Che
allo stato – ricorda Gallo – sono ancora una promessa, sebbene
io stia richiedendo con forza vengano tramutati in formale
decreto. Ecco, ai sindacati chiedo di stare vicini
all’amministrazione comunale per far sì che la Regione, che fin
qui ha fatto tanto, onori in fretta gli impegni assunti. Perché
noi, con i soldi rimasti nelle nostre casse, potremo pure
protrarre nel tempo, e certamente lo faremo, i lavori di
dragaggio, ma una volta esauriti quei fondi, non rimarrà che
attendere l’intervento regionale>>. Arriva la proposta: <<La via
più celere – afferma il sindaco di Cassano – sarebbe quella di
procedere all’adozione del progetto Matteotti. In alternativa,
servirebbe una gara di progettazione a livello europeo, che
porterebbe via almeno un anno. Allora, o si segue la prima via,
oppure, se si opta per la seconda, è indispensabile che la
Regione si impegni a garantire, nelle more della realizzazione
delle opere infrastrutturali, il dragaggio del canale>>. Morale:
<<Questo è lo stato dell’arte>>, chiosa Gallo. <<Si può anche
far finta di ignorarlo o disconoscerlo, magari illudendosi di
far dispetto a me o alla mia maggioranza. Il male che ne
riceveranno Cassano e la Sibaritide, però, sarà infinito e
distruttivo. Non è tempo di divisioni, ma d’unità. Chi vuol
seguire altre strade, faccia pure, ma almeno se ne assuma la
responsabilità di fronte alla città>>.
Gianpaolo Iacobini |