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Cronache da una città in via d’estinzione. Questa è una storia
fatta di numeri. Si racconta, dati alla mano, di Cassano, paese
di braccianti, operai e giovani laureati che imboccano le strade
dell’emigrazione per andare a cercar fortuna altrove,
incrociando quelli che invece, dai Paesi dell’est ma anche
dall’Africa sub sahariana, a Cassano arrivano per lo stesso
motivo di chi se ne va: costruirsi un avvenire migliore. Ed
intanto, sulle rive dell’Eiano, scomparso pure lui, restano
anziani, sempre più numerosi, e bambini, sempre di meno.
Parlano le cifre, recano l’inconfondibile marchio Istat. Dati
ufficiali: a fine 2001, i residenti erano 17.565. Appena un anno
prima, nel 2000, erano 18.085. Il 31 dicembre 2002 erano scesi
già a 17.443. Dodici mesi dopo, l’inversione di tendenza che
sembrava lasciar ben sperare: 17.458 anime, di cui 8.896
femminili e 8.562 maschili. Adesso, invece, il ritorno alla
cruda realtà: il 31 dicembre 2004, sostiene l’Istat, i cassanesi
erano 17.300: 8.820 donne, 8.480 maschi. Un calo impressionante:
è come se nel giro di 365 giorni quasi un cassanese su cento
fosse sparito nel nulla.
Eppure, per una volta, la trama non nasconde misteri: quel che
accade ha una spiegazione. Logica. A Cassano e nelle sue
frazioni si nasce ancora, a ritmi ben al di sopra della media
nazionale. Positivo, infatti, il saldo naturale, ovvero la
differenza tra nati (200) e morti (145): + 55. A questi sono
andati ad aggiungersi i nuovi cittadini, gli immigrati divenuti
a tutti gli effetti cassanesi: nel 2004, 73. A ben vedere, però,
nemmeno loro, anche sommati agli iscritti da comuni italici,
bastano ad arginare il fiume in piena di chi prende la valigia e
parte per terre lontane: in un anno solo, 419 persone, per gran
parte di sesso maschile, hanno lasciato il borgo natìo per altri
paesi e città del Belpaese. Altri 56 hanno addirittura scelto di
varcare i confini patri. Insomma, un esodo. O, se preferite, la
foto d’un popolo in cammino: il saldo migratorio sfiora cifre da
record: - 9 per mille. Cosa significa? Che su mille cassanesi,
nove emigrano. Nella vicina Castrovillari, il tasso, pure
preceduto dal segno meno, si ferma al 4 per mille.
Quel che resta. Le briciole di una grandezza che, se davvero mai
c’è stata, adesso non c’è più: in cinque anni, Cassano ha perso
quasi mille abitanti ed intere generazioni di giovani. Sognavamo
la città: ci siamo risvegliati paese in via d’estinzione.
Gianpaolo Iacobini |