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Venerdì 15 Luglio 2005

Cassano –  Spulciando tra le statistiche, ecco la foto della città


Trenta righe dando i numeri. Si parla di loro, i 17.300 cassanesi, di cui 8.690 contribuenti Irpef, che vivono in 12.694 case, possono contare su 13.650 seconde case per le vacanze e su 2.543 posti letto alberghieri, posseggono 8.879 autovetture ma che solo in 2.942 rinnovano puntualmente, ogni anno, l’abbonamento alla Rai: quisquilie. Spulciando le statistiche, s’apprende ancora che per ciascuno degli abitanti della città – paese, Roma ha trasferito al Comune, nel 2004, 269 euro. Come dire, un caffè al giorno per dodici mesi, purchè l’anno non sia bisestile. Pinzellacchere, per il Municipio i cui cittadini godono di una ricchezza immobiliare pro capite pari a 14.841 euro, cui s’aggiungono, i gruzzoletti stipati nei forzieri delle quattro banche cittadine: in media, farebbero altri 16.286 euro a cranio. Tolti i bambini, considerati i picchi di povertà che attanagliano ampie fasce sociali, se ne deduce un dato: pochi ricchi, molti poveri.
Avanti con le curiosità: poco meno di 5.800 i nuclei familiari censiti, composti in media da tre persone, anche se resistono le famiglie numericamente all’antica, formate da 5 e più persone: 900 circa. Coppie con figli: il 64% del totale. Dettagli: quasi 200 i nonnini che hanno superato la soglia degli 85 anni. Tra loro, un paio veleggiano felici nei mari del secolo d’età. Da annotare: l’indice di vecchiaia, cioè il rapporto percentuale tra la popolazione ultrasessantacinquenne e quella infraquattrodicenne, è pari all’88%: per ogni bambino, più di due anziani. Ciò incide anche sul rapporto tra popolazione in età non attiva, composta da minori di 14 anni e maggiori di 65, e popolazione in età attiva, di età compresa tra le 14 e le 65 primavere: 49 a 100.
Emblematici gli indicatori economici, risalenti al 1999 ma comunque testimoni dello stato di salute di un comparto produttivo legato a filo doppio alle amministrazioni pubbliche: 848 le ditte attive in industria, commercio ed altri servizi, con 2.112 addetti. 71 gli uffici in qualche modo riconducibili allo Stato o agli enti locali e parastatali, con 978 impiegati. 919, invece, le aziende agricole, con 4.735 braccianti. Per una forza lavoro pari, nel complesso, a 7.800 unità, a fronte di circa 10.500 cassanesi classificati come forza lavorativa.
Quel che resta: cultura ed istruzione. Basti l’esempio ricavato dal piano per l’offerta formativa, presentato nell’autunno del 2004 dalla direzione didattica del Primo circolo. In vetrina, Cassano centro, con i suoi 3 plessi di scuola primaria ed i 2 di scuola dell’infanzia. Rilevante è l’alto numero di genitori con la sola licenza elementare: il 27,8% del totale. Il 4,8% è in possesso di una laurea, il 2,4% di una qualifica professionale. Tutti gli altri hanno in tasca un diploma. Ma questa, ancora una volta, è la media. Scomponiamo: il plesso con gli alunni i cui genitori hanno un grado di istruzione inferiore alla famigerata media è quello di via Siena, coincidente con la zona del centro storico. Seguono, nell’ordine, quelli di via Alvaro e via Amendola, di più recente urbanizzazione. In particolare, a via Amendola si registrano la più alta percentuale di genitori laureati, con il 9,2%, e la più bassa percentuale di genitori in possesso di licenza elementare, comunque attestata su un ragguardevole 16%.
Dubbio finale: ma davvero sono soltanto quisquilie e pinzellacchere?
Gianpaolo Iacobini
 

Gianpaolo Iacobini

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