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Lunedì 18 Luglio 2005

Lauropoli - Strada provinciale chiusa per lavori in corso, azienda isolata. Chiesto l’intervento della Provincia.


La strada è chiusa causa lavori in corso. La politica litiga per capire se quei lavori, alla fine, saranno in grado, oltre che di accorciare i tempi di percorrenza del tracciato, anche di garantire la sicurezza degli automobilisti. Intanto, però, una famiglia vive nell’isolamento e l’azienda dalla stessa gestita rischia il collasso.
Storie di quando il diavolo fa le pentole ma dimentica i coperchi. Questa comincia quando la Provincia di Cosenza decide di realizzare una bretella che, ricalcando il percorso dell’antica strada comunale denominata Buffaloria, dovrebbe avvicinare al mare le colline cassanesi, tagliando diverse curve e tornanti della provinciale che da Cassano scende verso Sibari. L’opera, da tutti auspicata, diventa ad un certo punto l’elemento di una vivace polemica. Da una parte l’Udc cassanese, che alla Provincia chiede di verificare la sicurezza della strada. Dall’altra, Unità socialista, che le richieste dello scudocrociato respinge al mittente, quasi in nome e per conto dell’amministrazione provinciale. Nel frattempo, lontana dai riflettori, si consuma la vicenda d’un’azienda a conduzione familiare. L’azienda è un molino, la famiglia è quella dei Varcasia, piccoli e stimati imprenditori, attivi da anni a Lauropoli. Succede che quando il 22 giugno la Provincia decida di chiudere al traffico un ampio tratto della strada provinciale, con apposita ordinanza che, per gli amanti della precisione, reca il progressivo numero 34, il molino Varcasia si trovi tagliato fuori da ogni via di comunicazione. E quel che è peggio, senza che nessuno sembri neppure rendersi conto del disagio arrecato all’azienda ed ai suoi gestori. I quali, dopo aver saggiato la solitudine e l’isolamento, costretti nel fortino isolato, mandano ora segnali di fumo al mondo esterno, sollecitando la Provincia di risolvere l’incresciosa situazione.
<<Noi – scrivono i titolari dell’azienda in una lettera inviata all’amministrazione provinciale – viviamo ed esercitiamo la nostra attività commerciale all’interno del tratto di strada ora chiuso al traffico. Purtroppo, anche i nostri clienti sono impossibilitati a raggiungerci>>. Non si disconosce, insomma, l’importanza degli interessi pubblici sottesi all’ammodernamento della provinciale, ma davvero, ci si chiede, non si poteva centrare l’obiettivo in altro modo, tutelando pure gli interessi d’una famiglia e della sua azienda? <<La chiusura della via – sostengono i firmatari della missiva – è stata operata senza avvisare la popolazione della zona. Ad ogni modo, chiediamo che adesso venga aperta almeno una via di comunicazione, se non altro per permettere ai nostri clienti di raggiungerci>>.
Richiesta inoltrata: s’attendono ora le risposte. Ed i coperchi.

Gianpaolo Iacobini

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