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La strada è chiusa causa lavori in corso. La politica litiga per
capire se quei lavori, alla fine, saranno in grado, oltre che di
accorciare i tempi di percorrenza del tracciato, anche di
garantire la sicurezza degli automobilisti. Intanto, però, una
famiglia vive nell’isolamento e l’azienda dalla stessa gestita
rischia il collasso.
Storie di quando il diavolo fa le pentole ma dimentica i
coperchi. Questa comincia quando la Provincia di Cosenza decide
di realizzare una bretella che, ricalcando il percorso
dell’antica strada comunale denominata Buffaloria, dovrebbe
avvicinare al mare le colline cassanesi, tagliando diverse curve
e tornanti della provinciale che da Cassano scende verso Sibari.
L’opera, da tutti auspicata, diventa ad un certo punto
l’elemento di una vivace polemica. Da una parte l’Udc cassanese,
che alla Provincia chiede di verificare la sicurezza della
strada. Dall’altra, Unità socialista, che le richieste dello
scudocrociato respinge al mittente, quasi in nome e per conto
dell’amministrazione provinciale. Nel frattempo, lontana dai
riflettori, si consuma la vicenda d’un’azienda a conduzione
familiare. L’azienda è un molino, la famiglia è quella dei
Varcasia, piccoli e stimati imprenditori, attivi da anni a
Lauropoli. Succede che quando il 22 giugno la Provincia decida
di chiudere al traffico un ampio tratto della strada
provinciale, con apposita ordinanza che, per gli amanti della
precisione, reca il progressivo numero 34, il molino Varcasia si
trovi tagliato fuori da ogni via di comunicazione. E quel che è
peggio, senza che nessuno sembri neppure rendersi conto del
disagio arrecato all’azienda ed ai suoi gestori. I quali, dopo
aver saggiato la solitudine e l’isolamento, costretti nel
fortino isolato, mandano ora segnali di fumo al mondo esterno,
sollecitando la Provincia di risolvere l’incresciosa situazione.
<<Noi – scrivono i titolari dell’azienda in una lettera inviata
all’amministrazione provinciale – viviamo ed esercitiamo la
nostra attività commerciale all’interno del tratto di strada ora
chiuso al traffico. Purtroppo, anche i nostri clienti sono
impossibilitati a raggiungerci>>. Non si disconosce, insomma,
l’importanza degli interessi pubblici sottesi all’ammodernamento
della provinciale, ma davvero, ci si chiede, non si poteva
centrare l’obiettivo in altro modo, tutelando pure gli interessi
d’una famiglia e della sua azienda? <<La chiusura della via –
sostengono i firmatari della missiva – è stata operata senza
avvisare la popolazione della zona. Ad ogni modo, chiediamo che
adesso venga aperta almeno una via di comunicazione, se non
altro per permettere ai nostri clienti di raggiungerci>>.
Richiesta inoltrata: s’attendono ora le risposte. Ed i coperchi.
Gianpaolo Iacobini |