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Mercoledi 20 Luglio 2005

Sibari – Marina: è scontro sul Consorzio.


Tutti lo vogliono. L’idea non incontra opposizione alcuna. Eppure, trovare un’intesa per tradurlo in realtà sembra essere impresa ardua, quasi impossibile. Paradossi della vita che diventano, d’improvviso, i paradossi di quello che pare candidato a divenire lo strumento di gestione di Marina di Sibari: il consorzio che prima c’era e poi è stato sciolto e che adesso, sia pure in veste e con identità diversa, si intende ricostituire.
In cronaca finiscono gli echi d’una riunione che sull’argomento viene tenuta a Palazzo di città in un caldo martedì di luglio. Attorno ad un tavolo si ritrovano il sindaco di Cassano, Gianluca Gallo, e quanti gli chiedono udienza, ovvero i membri del gruppo di lavoro, ribattezzatosi da sé <<comitato d’urgenza>>, che da mesi s’arrovella per individuare la forma gestionale idonea a risollevare le sorti del villaggio turistico sibarita. Quelli del “comitato” si sono affidati alle cure d’uno studio legale barese. Propongono la creazione d’un consorzio di cui avrebbero già definito i criteri d’ammissione e funzionamento, l’atto costitutivo, addirittura le cariche sociali ed il nome: “Consorzio città del mare – Marina di Sibari”. Davanti al primo cittadino cassanese sostengono d’essere pronti ad affiancare il Municipio per garantire la funzionalità dei servizi e d’aver dalla loro già il 30% dei residenti del villaggio. Obiezione: e quelli che mancano? Risposta: verranno da soli. Perché convinti della bontà dell’iniziativa, oppure per forza: nell’atto d’acquisto d’ogni abitazione di Marina è infatti inserita, come clausola ritenuta inderogabile e vincolante, l’adesione al soggetto gestore del villaggio.
Insomma, per molti si tratta d’una buona idea. Che però qualcuno denuncia essere una trappola, contestando soprattutto le procedure seguite: va bene il consorzio, ma perché partire con la definizione degli organigrammi piuttosto che con un’assemblea degli utenti che sia sovrana e posta nelle condizioni d’eleggere i propri rappresentanti ed amministratori? E poi: quali saranno i criteri di calcolo dei voti? I grandi utenti responsabili, cioè alcuni tra i lottizzatori, chiedono applicarsi il metodo dei condomìni, e dunque la ripartizione per millesimi. Altri, che paventano il possibile formarsi di lobbyes e potentati, bocciano il suggerimento. Ancora: come potrà mai nascere il consorzio se le strade e gli impianti che dovrà gestire non hanno un proprietario certo?
Su questi temi s’infiamma la polemica, e subito nascono due partiti. Da una parte il gruppo di lavoro, capitanato dall’ex assessore municipale Liborio Piscitelli, da più parti indicato come il probabile presidente, pare già designato dal “comitato”, del nascituro organismo: lui, che all’epoca della giunta Senise era delegato a trattare l’affaire Marina, spinge con decisione sulla via del consorzio ora e subito, costi quel che costi. La sua linea non incassa tuttavia il consenso di chi vorrebbe invece partire da zero ed aprire a tutti, nessuno escluso, le porte del gruppo di lavoro aspirante architrave del futuro consorzio.
Da ultimo, quando è già pomeriggio, è il sindaco a sbrogliare la matassa. Benedicendo in sostanza l’idea, ma auspicando l’adozione di procedure improntate alla massima trasparenza e partecipazione democratica. <<Il consorzio – dice Gallo – potrebbe fungere da supporto all’attività del Comune in fatto d’erogazione di servizi primari, ma è necessario seguire un percorso che consenta di raggiungere la massima condivisione. Apriamo il gruppo a nuove adesioni. Se si parte con il piede sbagliato, si rischia di distruggere il futuro di Marina>>.
Tutti annuiscono, ma in pochi minuti la discussione si accende nuovamente e non partorisce accordi. Nessuno accetta di compiere il necessario passo indietro ed alla fine, uscendo dal Municipio, mentre nella sala giunte l’incontro prosegue a porte chiuse, ormai derubricato a riunione privata in cui volano urla e stracci, Gallo commenta malinconico: <<E’ stata una riunione interlocutoria>>.
Ne seguiranno altre. Il film continua.

Gianpaolo Iacobini

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