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La città si ribella a chi vuol portarle via il futuro. Scende in
strada, per marciare unita contro il mostro chiamato ferriti.
La notizia, che ha il sapore d’una svolta forse storica, viene
da Sibari: domani pomeriggio, alle 18, un corteo motorizzato
partirà dal centro urbano sibarita per raggiungere la vicina
contrada Tre Ponti, dove coperta dai teloni giace una delle
tante discariche abusive di ferriti residui della lavorazione
dello zinco impiegato, fino a metà degli anni ’90, nel ciclo di
produzione della crotonese “Pertusola sud”. A suonare la
sveglia, l’associazione “Cittadini a Sibari”, presieduta da
Pasquale Dramisino. <<Il nostro intento – dicono i membri del
direttivo – è di richiamare sul problema l’attenzione delle
istituzioni competenti>>. Nell’elenco finiscono, in particolare,
l’Ufficio del commissario per l’emergenza rifiuti in Calabria,
il Ministero per l’ambiente e quello per la salute, l’azienda
sanitaria di Rossano. <<Puntiamo a sensibilizzare l’opinione
pubblica – aggiungono gli organizzatori – su una questione che
non può essere trattata con la superficialità ed il disinteresse
invece da più parti manifestato in questi anni>>.
Non saranno diramati inviti: parteciperà chi lo vorrà,
liberamente. Quasi scontata, ad ogni modo, la presenza ufficiale
del comune di Cassano: nelle settimane passate, infatti, il
sindaco Gianluca Gallo e l’assessore municipale all’ambiente,
Roberto Bruno, s’erano spesi con forza e decisione nel tentativo
di riportare alla ribalta la questione ferriti, richiedendo,
all’unisono con il commissario regionale di Rifondazione
comunista, Stefano Zuccherini, l’immediato avvio della bonifica
dei siti inquinati e l’espletamento di un’indagine
epidemiologica in grado di individuare con certezza le cause del
recente aumento di malattie tumorali nel comprensorio. Da
ultimo, sul finire dello scorso giugno, sulla vicenda aveva
preso posizione anche il deputato Giuseppe Geraci, con
un’interrogazione destinata ai Ministri della salute e
dell’ambiente. <<A otto anni dalla scoperta delle ferriti –
scriveva Geraci nella sua interrogazione – non esiste
un’indagine epidemiologica, del Ministero della sanità o
dell’Istituto superiore della sanità o dell’Asl competente, che
ne abbia accertato l’eventuale pericolosità. E ciò sebbene
nell’ultimo triennio le neoplasie e le leucemie sembrino essere
aumentate in maniera addirittura esponenziale, sfiorando i
tristi primati delle città più industrializzate>>. In coda, il
quesito: <<Chiedo di sapere – concludeva il parlamentare
calabrese – quali iniziative il Governo intenda adottare per la
completa bonifica dei siti, al fine di tutelare la salute della
popolazione>>.
Quella risposta che manca da otto anni è ora reclamata da un
popolo in cammino.
Gianpaolo Iacobini |