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Venerdì 22 Luglio 2005

Sibari - Sibari in marcia sulle ferriti di zinco.


La città si ribella a chi vuol portarle via il futuro. Scende in strada, per marciare unita contro il mostro chiamato ferriti.
La notizia, che ha il sapore d’una svolta forse storica, viene da Sibari: domani pomeriggio, alle 18, un corteo motorizzato partirà dal centro urbano sibarita per raggiungere la vicina contrada Tre Ponti, dove coperta dai teloni giace una delle tante discariche abusive di ferriti residui della lavorazione dello zinco impiegato, fino a metà degli anni ’90, nel ciclo di produzione della crotonese “Pertusola sud”. A suonare la sveglia, l’associazione “Cittadini a Sibari”, presieduta da Pasquale Dramisino. <<Il nostro intento – dicono i membri del direttivo – è di richiamare sul problema l’attenzione delle istituzioni competenti>>. Nell’elenco finiscono, in particolare, l’Ufficio del commissario per l’emergenza rifiuti in Calabria, il Ministero per l’ambiente e quello per la salute, l’azienda sanitaria di Rossano. <<Puntiamo a sensibilizzare l’opinione pubblica – aggiungono gli organizzatori – su una questione che non può essere trattata con la superficialità ed il disinteresse invece da più parti manifestato in questi anni>>.
Non saranno diramati inviti: parteciperà chi lo vorrà, liberamente. Quasi scontata, ad ogni modo, la presenza ufficiale del comune di Cassano: nelle settimane passate, infatti, il sindaco Gianluca Gallo e l’assessore municipale all’ambiente, Roberto Bruno, s’erano spesi con forza e decisione nel tentativo di riportare alla ribalta la questione ferriti, richiedendo, all’unisono con il commissario regionale di Rifondazione comunista, Stefano Zuccherini, l’immediato avvio della bonifica dei siti inquinati e l’espletamento di un’indagine epidemiologica in grado di individuare con certezza le cause del recente aumento di malattie tumorali nel comprensorio. Da ultimo, sul finire dello scorso giugno, sulla vicenda aveva preso posizione anche il deputato Giuseppe Geraci, con un’interrogazione destinata ai Ministri della salute e dell’ambiente. <<A otto anni dalla scoperta delle ferriti – scriveva Geraci nella sua interrogazione – non esiste un’indagine epidemiologica, del Ministero della sanità o dell’Istituto superiore della sanità o dell’Asl competente, che ne abbia accertato l’eventuale pericolosità. E ciò sebbene nell’ultimo triennio le neoplasie e le leucemie sembrino essere aumentate in maniera addirittura esponenziale, sfiorando i tristi primati delle città più industrializzate>>. In coda, il quesito: <<Chiedo di sapere – concludeva il parlamentare calabrese – quali iniziative il Governo intenda adottare per la completa bonifica dei siti, al fine di tutelare la salute della popolazione>>.
Quella risposta che manca da otto anni è ora reclamata da un popolo in cammino.

Gianpaolo Iacobini

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