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Rischia
di divenire un caso politico cosentino la vicenda delle ferriti
di zinco sibarite.
Tutto ruota attorno alla conferenza di servizi svoltasi a Roma,
il 16 giugno scorso. Ai lavori, sebbene invitata, non prende
parte la Provincia. Pochi giorni dopo, l’assenza al tavolo
romano diventa l’oggetto d’un’interrogazione presentata dai
consiglieri provinciali Marino Reda e Biagio Diana. I due
esponenti di Rc si rivolgono al presidente del consiglio,
Francesco Principe, ed al presidente della giunta provinciale,
Mario Oliverio, reclamando lumi sulla mancata partecipazione
dell’ente alla conferenza di servizi. <<Giovedì 16 giugno –
scrivono nel loro atto ispettivo - s’è svolta a Roma una
conferenza di servizi per discutere del risanamento delle aree
interessate dai depositi di ferriti di zinco, tra cui quelli di
Cassano e Cerchiara. Alla citata riunione risultava tuttavia
assente, sebbene invitata, la Provincia di Cosenza>>. Quesiti:
<<Si chiede di conoscere i motivi di detta assenza e,
soprattutto, quali iniziative l’amministrazione provinciale
abbia intrapreso ed intenda intraprendere, nei limiti delle
proprie competenze istituzionali, per rimuovere in via
definitiva il gravissimo problema della contaminazione dei
territori menzionati>>.
Un mese e passa dopo, però, quell’interrogazione non ha ancora
ricevuto risposte. <<Tale silenzio – tuona da Sibari Alfredo
Campanella, dirigente regionale di Rifondazione comunista – è
semplicemente scandaloso. Prendiamo le distanze da questo
ostentato disinteresse ed invitiamo l’assessore provinciale
all’ambiente ad esporre con urgenza e chiarezza intendimenti ed
iniziative in materia ambientale, con specifico riferimento al
problema delle ferriti di zinco>>. Sull’argomento, avverte
Campanella, Rc darà battaglia. In Provincia, ma anche in
Regione. <<Il nostro capogruppo in consiglio regionale, Nino De
Gaetano – annuncia Campanella – mi ha anticipato che nei
prossimi giorni presenterà un’interrogazione volta a stimolare
l’intervento nella vicenda della giunta regionale. L’intero
partito, come del resto ha già evidenziato il commissario
regionale Stefano Zuccherini, è impegnato a trovare risposta al
problema. Insistiamo perché l’Ufficio del commissario per
l’emergenza ambientale avvii al più presto la bonifica dei siti
interessati e l’Asl provveda, nel frattempo, all’espletamento di
un’indagine epidemiologica al fine di individuare le cause
dell’innaturale aumento del numero dei casi di tumore>>.
Gianpaolo Iacobini |