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Si
chiamano Michele Tempo, Bruno Marco e Raffaele Sola. Sono i
segretari, rispettivamente, delle associazioni territoriali di
categoria dei pensionati iscritti a Cgil, Cisl e Uil. Denunciano
le difficoltà nel raggiungere la battigia da parte di quanti,
soprattutto anziani, trascorrono le proprie vacanze ai laghi di
Sibari.
Scrivono i tre moschettieri della Triplice in una lettera
aperta: <<Nella società del terzo millennio, sebbene si parli
così tanto facilmente e diffusamente di globalizzazione e
mobilità, esistono ancora situazioni discriminatorie ed ostacoli
alla libera circolazione>>. Dal generale al particolare: <<Si
tratta di questo: nel definire la funzionalità dei vari lotti
all’epoca della costruzione dei laghi di Sibari – sostengono con
buona dose di ironia Tempo, Marco e Sola – il progettista o chi
per lui dimenticò di prevedere l’accesso alla spiaggia: il
terreno che conduce alla stessa non fu acquisito né dal Comune
di Cassano né dall’associazione “Laghi di Sibari”. E’ invece
rimasto di proprietà dei privati, che all’ingresso hanno
piazzato una sbarra. Col risultato che per accedere al
bagnasciuga esistono tre possibilità: pagare un pedaggio,
arrivarci dal mare, paracadutarsi>>. Aggiungono ancora i
segretari di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil a sostegno della
propria tesi: <<Tralasciando il paracadutismo e l’approdo via
mare, va evidenziato come chi sorveglia la sbarra, forse a causa
di disposizioni non proprio precise, dia origine ad episodi
imbarazzanti, a quanto pare consentendo l’accesso dietro
pagamento di ticket oppure negandolo a seconda del lido al quale
ci si debba recare>>. Ad affermazioni bisognose dei necessari
riscontri ed approfondimenti, segue richiamo di dati
all’apparenza più certi: <<Allertati dalle proteste dei
pensionati verso questa paradossale situazione, il sindacato, in
maniera unitaria, ha scelto di vederci chiaro. Sono così emerse,
nell’ordine: una sentenza del Tar, una delibera della conferenza
di servizi promossa dal Ministero dei Trasporti ed almeno cinque
ordinanze emanate, nel corso degli anni, dai sindaci pro tempore
del comune di Cassano, l’ultima delle quali risalente al 2000 e
successivamente confermata dal citato pronunciamento del Tar.
Tutti i menzionati provvedimenti ordinavano la rimozione della
sbarra>>.
Conclusioni: <<Ci permettiamo di richiamare l’attenzione
dell’attuale sindaco di Cassano – chiudono Tempo, Marco e Sola –
e del presidente dell’associazione “Laghi di Sibari”, del quale
apprezziamo l’iniziativa del trasporto gratuito per gli anziani.
Invitiamo entrambi a voler riesaminare l’annosa vicenda, tenendo
conto che l’attuale stato delle cose, oltre a pesare come un
macigno sulla mobilità dei cittadini ed a configurarsi come una
rischiosa pratica discriminatoria, non mette certo in buona luce
gli enti dagli stessi rappresentati>>.
Gianpaolo Iacobini |