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Martedì 26 Luglio 2005

Sibari –  Laghi di Sibari: i sindacati contro la sbarra che limita l’accesso al mare. Chiesto l’intervento dell’amministrazione comunale.


Si chiamano Michele Tempo, Bruno Marco e Raffaele Sola. Sono i segretari, rispettivamente, delle associazioni territoriali di categoria dei pensionati iscritti a Cgil, Cisl e Uil. Denunciano le difficoltà nel raggiungere la battigia da parte di quanti, soprattutto anziani, trascorrono le proprie vacanze ai laghi di Sibari.
Scrivono i tre moschettieri della Triplice in una lettera aperta: <<Nella società del terzo millennio, sebbene si parli così tanto facilmente e diffusamente di globalizzazione e mobilità, esistono ancora situazioni discriminatorie ed ostacoli alla libera circolazione>>. Dal generale al particolare: <<Si tratta di questo: nel definire la funzionalità dei vari lotti all’epoca della costruzione dei laghi di Sibari – sostengono con buona dose di ironia Tempo, Marco e Sola – il progettista o chi per lui dimenticò di prevedere l’accesso alla spiaggia: il terreno che conduce alla stessa non fu acquisito né dal Comune di Cassano né dall’associazione “Laghi di Sibari”. E’ invece rimasto di proprietà dei privati, che all’ingresso hanno piazzato una sbarra. Col risultato che per accedere al bagnasciuga esistono tre possibilità: pagare un pedaggio, arrivarci dal mare, paracadutarsi>>. Aggiungono ancora i segretari di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil a sostegno della propria tesi: <<Tralasciando il paracadutismo e l’approdo via mare, va evidenziato come chi sorveglia la sbarra, forse a causa di disposizioni non proprio precise, dia origine ad episodi imbarazzanti, a quanto pare consentendo l’accesso dietro pagamento di ticket oppure negandolo a seconda del lido al quale ci si debba recare>>. Ad affermazioni bisognose dei necessari riscontri ed approfondimenti, segue richiamo di dati all’apparenza più certi: <<Allertati dalle proteste dei pensionati verso questa paradossale situazione, il sindacato, in maniera unitaria, ha scelto di vederci chiaro. Sono così emerse, nell’ordine: una sentenza del Tar, una delibera della conferenza di servizi promossa dal Ministero dei Trasporti ed almeno cinque ordinanze emanate, nel corso degli anni, dai sindaci pro tempore del comune di Cassano, l’ultima delle quali risalente al 2000 e successivamente confermata dal citato pronunciamento del Tar. Tutti i menzionati provvedimenti ordinavano la rimozione della sbarra>>.
Conclusioni: <<Ci permettiamo di richiamare l’attenzione dell’attuale sindaco di Cassano – chiudono Tempo, Marco e Sola – e del presidente dell’associazione “Laghi di Sibari”, del quale apprezziamo l’iniziativa del trasporto gratuito per gli anziani. Invitiamo entrambi a voler riesaminare l’annosa vicenda, tenendo conto che l’attuale stato delle cose, oltre a pesare come un macigno sulla mobilità dei cittadini ed a configurarsi come una rischiosa pratica discriminatoria, non mette certo in buona luce gli enti dagli stessi rappresentati>>.

Gianpaolo Iacobini

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