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Nei
giorni scorsi avevano sollevato il caso, denunciando le presunte
limitazioni che alla libertà di movimento e circolazione dei
cittadini arrecherebbe l’esistenza di una sbarra posta lungo la
strada – di proprietà privata - che collega il porto turistico
sibarita alle spiagge. Successivamente, Palazzo di città aveva
promosso un incontro tra i diversi imprenditori protagonisti
della vicenda, ottenendo la stipula d’un accordo provvisorio.
L’intesa raggiunta, però, non li soddisfa. Per niente. <<I
cittadini continuano ad essere penalizzati>>, dicono. E così i
sindacati di categoria dei pensionati tornano all’attacco. Nel
mirino, l’amministrazione comunale di Cassano.
A parlare, in rappresentanza, rispettivamente, di Spi Cgil, Fnp
Cisl e Uilp Uil, Michele Tempo, Bruno Marco e Raffaele Sola. <<A
noi – affermano - non sembra che il caso sbarra sia stato
risolto. Nelle passate settimane abbiamo la questione è stata
l’oggetto di un incontro tra noi, il sindaco di Cassano ed il
presidente dell’associazione “Laghi di Sibari”. Dal canto
nostro, abbiamo rappresentato il problema costituito dalla
sbarra, evidente negazione del diritto dei cittadini al libero
accesso alle spiagge>>. Aggiungono i tre moschettieri della
Triplice: <<Abbiamo appreso dalla stampa che in seguito il
sindaco abbia promosso un incontro nel corso del quale il Comune
avrebbe assunto una posizione neutra, affermando di non avere
specifiche competenze di merito>>. Seguono contestazioni:
<<Anzitutto, non è dato capire chi nella riunione si
preoccupasse di rappresentare le istanze dei semplici cittadini
non dotati di mezzi da sbarco o di brevetto da paracadutista per
l’accesso alla spiaggia. Va infatti ricordato come il protocollo
d’intesa sottoscritto al termine della riunione riguardi
soltanto la regolamentazione dell’accesso per i titolari delle
concessioni demaniali marittime, e non la generalità della
collettività>>. A sostegno di questa convinzione, i tre
sindacalisti citano dati ormai storici. <<Ci preme ricordare –
proseguono – come nel 2000, con ordinanza mai revocata e quindi
tuttora valida, l’allora sindaco di Cassano, nell’esercizio
delle proprie funzioni e competenze, disponeva la rimozione
della sbarra. Siffatto provvedimento fu poi confermato da una
conferenza di servizi indetta dalla Capitaneria di Porto di
Crotone e da una sentenza emessa nel 2002 dalla sezione
catanzarese del Tar>>.
Conclusioni: <<Ai lettori – chiosano Tempo, Marco e Sola -
apparirà quindi chiaro come, alla luce di tutto ciò, sia
possibile sostenere, senza ombra di dubbio, che il caso della
sbarra non possa affatto considerarsi risolto. Chiediamo dunque
il ripristino della legalità e l’impegno alla risoluzione del
problema>>. Destinatari dell’invito: il Comune di Cassano e
l’associazione “Laghi di Sibari”.
Gianpaolo Iacobini |