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Domenica 31 Luglio 2005

Sibari –  Laghi di Sibari, i sindacati insistono: <<La sbarra va rimossa>>.


Nei giorni scorsi avevano sollevato il caso, denunciando le presunte limitazioni che alla libertà di movimento e circolazione dei cittadini arrecherebbe l’esistenza di una sbarra posta lungo la strada – di proprietà privata - che collega il porto turistico sibarita alle spiagge. Successivamente, Palazzo di città aveva promosso un incontro tra i diversi imprenditori protagonisti della vicenda, ottenendo la stipula d’un accordo provvisorio. L’intesa raggiunta, però, non li soddisfa. Per niente. <<I cittadini continuano ad essere penalizzati>>, dicono. E così i sindacati di categoria dei pensionati tornano all’attacco. Nel mirino, l’amministrazione comunale di Cassano.
A parlare, in rappresentanza, rispettivamente, di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, Michele Tempo, Bruno Marco e Raffaele Sola. <<A noi – affermano - non sembra che il caso sbarra sia stato risolto. Nelle passate settimane abbiamo la questione è stata l’oggetto di un incontro tra noi, il sindaco di Cassano ed il presidente dell’associazione “Laghi di Sibari”. Dal canto nostro, abbiamo rappresentato il problema costituito dalla sbarra, evidente negazione del diritto dei cittadini al libero accesso alle spiagge>>. Aggiungono i tre moschettieri della Triplice: <<Abbiamo appreso dalla stampa che in seguito il sindaco abbia promosso un incontro nel corso del quale il Comune avrebbe assunto una posizione neutra, affermando di non avere specifiche competenze di merito>>. Seguono contestazioni: <<Anzitutto, non è dato capire chi nella riunione si preoccupasse di rappresentare le istanze dei semplici cittadini non dotati di mezzi da sbarco o di brevetto da paracadutista per l’accesso alla spiaggia. Va infatti ricordato come il protocollo d’intesa sottoscritto al termine della riunione riguardi soltanto la regolamentazione dell’accesso per i titolari delle concessioni demaniali marittime, e non la generalità della collettività>>. A sostegno di questa convinzione, i tre sindacalisti citano dati ormai storici. <<Ci preme ricordare – proseguono – come nel 2000, con ordinanza mai revocata e quindi tuttora valida, l’allora sindaco di Cassano, nell’esercizio delle proprie funzioni e competenze, disponeva la rimozione della sbarra. Siffatto provvedimento fu poi confermato da una conferenza di servizi indetta dalla Capitaneria di Porto di Crotone e da una sentenza emessa nel 2002 dalla sezione catanzarese del Tar>>.
Conclusioni: <<Ai lettori – chiosano Tempo, Marco e Sola - apparirà quindi chiaro come, alla luce di tutto ciò, sia possibile sostenere, senza ombra di dubbio, che il caso della sbarra non possa affatto considerarsi risolto. Chiediamo dunque il ripristino della legalità e l’impegno alla risoluzione del problema>>. Destinatari dell’invito: il Comune di Cassano e l’associazione “Laghi di Sibari”.

Gianpaolo Iacobini

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